di Domenico Ciquera
Pino Murgia, intervenuto a Fuori Campo, trasmissione di Canale 7 condotta da Franco Capriglione e Cosimo Vestita, ha analizzato i motivi che l’hanno portato in riva allo Ionio, chiarendo anche alcune dinamiche.
Chiamata dal Taranto: “Se il Taranto fosse stato in una posizione tranquilla, in tutti i sensi, non avrebbe chiamato il sottoscritto. Partiamo da questo presupposto. Però, l’occasione era importante: mi era stato detto che comunque la squadra non sarebbe stata smantellata, che i giocatori presenti sarebbero rimasti e che, dopo Trapani, ci avrebbero sbloccato il mercato e avremmo potuto rinforzare la squadra. Dunque, per me c’erano i presupposti per provare a giocarci questa salvezza. Poi, le cose sono precipitate di settimana in settimana. Io ho preferito non abbandonare il Taranto in questa situazione di difficoltà e mi sono messo a disposizione del club e dei ragazzi.”
Picerno: “Noi venivamo da una gara che era stata la più positiva, quella persa in casa con il Foggia, dove i ragazzi comunque avevano fatto una discreta prestazione, diciamo così. Io dissi che c’erano stati dei segnali positivi; non tutti hanno preso bene questa frase, ma io, lavorando con i ragazzi settimana dopo settimana, avvertivo la loro crescita. Ci tengo anche a dire che la nostra Primavera, che poi è stata esclusa dal campionato non potendo giocare sabato e domenica, era comunque ultima nel girone senza aver mai vinto una gara, perdendo partite 9-0, 6-0, 5-1 anche nel loro campionato. Io vedevo una crescita nei giovani, perché comunque, da come li ho presi, sarà stato l’entusiasmo e la voglia di giocare un campionato che ancora non gli apparteneva. Non sono ragazzi pronti per la Serie C, ma per loro è stato uno stimolo importante. Alla fine, non potevo decidere di andar via dopo Trapani, perché vedevo che i ragazzi della prima squadra piano piano andavano via tutti. Però io comunque mi sono messo a disposizione del club, andando incontro anche a dei risultati, diciamo, scontati.”
Taranto: “Arriva una chiamata come quella del Taranto, che è uno dei club più importanti in Serie C: nessuno ha fatto 31 anni di Serie B come il Taranto. È normale che pensi di accettare subito. Quando mi ha chiamato il direttore, stavo portando mia suocera a fare una visita all’ospedale. Di lì ho cambiato strada, ho chiamato mia moglie e le ho detto: Guarda, mi ha chiamato il Taranto e ho i minuti contati per prendere il pullman, partire per Cagliari, dove poi è venuto a prendermi mio cognato dalla fermata del bus, perché altrimenti non avrei fatto in tempo a prendere l’aereo per Roma. È stata una cosa velocissima, non ho avuto il tempo per decidere. Sapevo delle difficoltà perché comunque le leggevo, e dentro di me pensavo: Magari avessi l’opportunità di andare e provarci! Alla fine, quando sono arrivato qui, la squadra c’era, i calciatori c’erano e, con quel gruppo lì e con qualche rinforzo che sarebbe dovuto arrivare, potevamo provare a salvarci (non sapendo della penalizzazione che sarebbe arrivata).”
Giovani: “Siamo stati costretti a continuare perché ci siamo ritrovati senza giocatori della prima squadra: qualcuno ha cambiato società, qualcuno è rimasto a casa preferendo non continuare a giocare con i giovani, andando incontro a questi risultati. Noi siamo stati costretti ad andare avanti con i giovani. Io avrei potuto decidere di tornarmene in Sardegna, però a me piace lavorare con i giovani. Avevo due scelte: prendere l’aereo e tornare in Sardegna o continuare. A me le sfide piacciono. È normale che lì non si parlava più di salvezza, perché il mio gruppo principale era diventato quello degli Under 17. Era impensabile fare risultato con un gruppo di ragazzi così giovani, però la cosa bella era vedere in loro la voglia di fare esperienza.”
Allenamenti: “Domani riprendiamo ad allenarci, perché comunque io ancora rimango qui a disposizione del Taranto Calcio. Finché il presidente non mi dice Mister, non abbiamo più bisogno di lei, può tornare a casa, io rimango qui a disposizione del Taranto.”
Eccellenza: io dico che il Taranto non si rifiuta nemmeno in promozione dunque dovesse arrivare la proposta da parte della nuova società o dalla attuale società, io rimango a disposizione perché è tarano io son qui da due mesi e mi sento un tarantino, mi sono innamorato di questa città.














