di Vito Di Noi – Il Quotidiano
Lo scoramento dei giorni scorsi ha lasciato man mano spazio a un rigenerato entusiasmo, complice soprattutto il successo ai danni del più quotato Crotone: il Taranto c’è, è vivo e non ha la minima intenzione di mollare come d’altronde promesso da Capuano nel corso delle recenti conferenze stampa. La querelle tra Giove e Melucci non ha intaccato minimamente gli equilibri di un gruppo che, dopo la sfortunata partita di Giugliano, è riuscito a riscattarsi con gli interessi. A meritare gli elogi, inevitabilmente, Capuano: quella contro il Crotone è stata la sua vittoria. La scorsa è stata una settimana ai limiti del paradossale, iniziata con tanto di discorso motivazionale ai suoi riassumibile in: «Domenica si torna allo Iacovone, i diecimila sugli spalti meritano una grande soddisfazione». Il giorno successivo si è venuti a conoscenza che l’agibilità affinché lo stadio potesse ospitare il pubblico non vi fosse e, nella tarda serata di mercoledì, è perfino giunto il disimpegno del presidente Giove che, per il tramite di una lunga lettera, annunciava pure l’inizio dell’autogestione da lunedì16 (ieri, ndr). Non sarebbe stato chissà quanto improbabile che una squadra potesse risentire, in negativo, di così tante problematiche anche perché alcuni calciatori, in estate, hanno compiuto vere e proprie scelte di vita professionali accettando la destinazione tarantina per via dell’allettante progetto prospettatoli loro da Capuano. Quest’ultimo, oltre a fungere da “psicologo”, ha dovuto fare i conti anche con un reparto offensivo che perdeva pezzi uno dietro l’altro: oltre a Fabbro, out anche Samele e Orlando. Cianci, dal canto suo, non avrebbe neppure giocato se non si fossero registrati così tanto infortuni. Assente pure Bonetti, il metronomo individuato in estate e che, a conti fatti, non ha un suo alter-ego in organico considerando che, per tamponarne l’indisponibilità, Capuano è costretto ad adattare Calvano, una mezzala soprattutto di quantità che le caratteristiche per ricoprire il ruolo play non le ha. Un momento complicato soprattutto sul fronte gestionale, brillantemente superato dal Taranto per il tramite sia della professionalità dimostrata dai calciatori, ma anche e soprattutto da Capuano, encomiabile nell’isolare il gruppo dalle recenti peripezie e metterlo nelle condizioni di rendere nel migliore dei modi. La classifica, adesso, si fa interessante perché i rossoblù sono sì settimi in graduatoria, ma rispetto alle competitor del gruppo playoff hanno una partita in meno. Vincere il recupero contro il Messina, che dovrebbe avere luogo il prossimo 1 novembre, vorrebbe dire incanalare la stagione verso quei binari tanto auspicati a inizio stagione, a patto che la squadra trovi continuità in termini di risultati evitando distrazioni fatali (come accaduto a Benevento e Giugliano). Domenica si va a Catania, sfida mai banale: il Taranto studia, e crede, nella grande impresa.














