Raggiante e con la maglia rossoblu di De Maria indosso, Capuano si presenta in sala stampa dopo la vittoria contro il Potenza:
Vittoria – “Noi cerchiamo di preparare le partite in funzione di quelle che sono le nostre idee tattiche. Volevamo costringerli a giocare a sinistra cercando di coprire la loro verticale perché davanti hanno tanta qualità. Nel primo tempo eravamo un po’ in difficoltà, Labriola è stato costretto ad uscire dalla linea dei centrocampisti e non c’era la diagonale di rientro dei due intermedi, cosa che abbiamo recuperato bene nel secondo tempo. Sono contento perché abbiamo fatto gol su uno schema che abbiamo provato costantemente in allenamento sulla loro difesa a zona e penso che nuovamente i ragazzi abbiano messo il cuore oltre l’ostacolo. Loro sono una squadra molto forte davanti ma abbiamo meritato la vittoria ed è tutto merito dei ragazzi, il mio obbiettivo e salvare il Taranto e non bisogna fare voli pindarici. La squadra è cresciuta tantissimo anche mentalmente.”
Gestione – “Il Taranto è una squadra che ti imbruttisce, non ti fa giocare. Abbiamo giocato tre partite contro tre grandi punte: Malcore, Caturano e Pandolfi; questi tre giocatori straordinari non hanno toccato palla. Questo la dice lunga su come siamo bravi a gestire le situazioni difensive. Non siamo una squadra semplice da affrontare, siamo una squadra aggressiva che gioca un calcio pragmatico e distributivo.”
Numeri – “Una squadra che prende un gol in cinque partite mentre, prima del mio arrivo, ne aveva presi sette solo in due match evidenzia che i giocatori hanno più fiducia. I giocatori sono gli stessi; in più abbiamo solo il portiere e altri giocatori che però non stanno giocando con continuità perché ancora non sono al 100%. È un gruppo coeso che lavora tanto, bene e fa tanti sacrifici. Abbiamo dato una grande dimostrazione di compattezza mandando in campo anche Diaby e Labriola che non erano al meglio; siamo stati bravi e siamo contenti della prestazione.”
La Monica – “Sono un allenatore equilibrato, ho tolto un trequartista per una punta. Si può difendere in vari modi sia alto che un po’ più basso. Poi la partita va letta, non sempre esce quello che sta facendo male ma in quel momento ho visto che andava fatta questa sostituzione perché Guida non riusciva più a legare i reparti e ho fatto entrare La Monica che è una punta che attacca la profondità.”
Raicevic – “A Raicevic va dato sempre più minutaggio, oggi ho deciso di mandarlo in campo ma sapevo benissimo che non fosse in grado di fare tutti i 90 minuti, proprio per questo avevo previsto la staffetta con Infantino. Hanno fatto bene entrambi come tutta la squadra.”
Spogliatoio – “Questa squadra mi segue al 100%, potrebbero essere tutti figli miei… Una squadra giovane si deve identificare in un Totem, che non è colui che impone ma l’elemento che, inconsciamente, attrae su di sé un interesse illimitato. E da li a prescindere dal tuo ruolo lavorativo si riesce a fare qualcosa che, inizialmente, era difficile da pensare. Questa è una squadra “Capuanizzata” ma è solo un punto di partenza, il cammino è lungo e tortuoso.”
Carattere – “Noi vendiamo delle emozioni, ci sono delle cose che vanno oltre l’aspetto del campo. Per molti la partita di calcio non è solo una partita, noi rappresentiamo tutta Taranto per tutta la settimana. Andiamo in campo ognuno con i propri sogni ma lavoriamo sempre insieme di gruppo per raggiungere i nostri obbiettivi.”
Filotto casalingo – “E’ merito dei ragazzi e di tutto lo staff, la società mi viene sempre incontro su tutto e mi accontenta sempre. I ragazzi sono molto applicati e con un grande spirito abnegativi. La partita di calcio non è altro che vendita di un’emozione, dove si racchiudono tante situazioni che non riguardano solo il risultato. Siamo contenuti e spero che pian piano venga sempre più gente allo stadio. Questa squadra merita molto di più delle ultime squadre che hanno fatto la storia recente del Taranto, quelle squadre erano più forti; mentre questi ragazzi sono sempre pronti a lavorare a testa bassa.”
Davide Malavisi














