di Maurizio Corvino
Oggi facciamo la conoscenza di Bryan Polanco, nato a Roma il 9 settembre 2005, difensore esterno della Primavera 4 di mister Marino.
Bryan raccontaci il tuo percorso calcistico che ti ha portato a Taranto.
Ho iniziato a giocare a calcio a 7 anni nella squadra del mio paese, il Monterotondo Calcio fino all’età di 10 anni, per poi trasferirmi al Savio una squadra dilettantistica di Roma. Dopo 4 anni ho firmato per la Lazio dove ho giocato con l’under 15 ma dopo soli seia mesi sono andato via per problemi personali e così sono tornato al Savio, fino a quando questa estate ho ricevuto la chiamata del Taranto e senza pensarci due volte ho firmato per i rossoblù.
Cosa è il calcio per te?
Per me il calcio è una vera e propria passione. Una via di fuga da tutti i miei problemi.
C’è una partita che vorresti rigiocare?
Le partite che vorrei rigiocare non sono molte perchè a causa di un infortunio ho saltato praticamente tutto il girone di andata. Magari le avrei volute giocare. Però di quelle in cui ci sono stato sicuramente rigiocherei quella contro il Monterosi, sicuramente avrei potuto fare meglio di quanto fatto.
Parlaci dei tuoi compagni di squadra. Pregi e difetti.
Sono ragazzi fantastici che mi supportano nei momenti difficili e soprattutto dai quali posso imparare sempre qualcosa. Un pregio di questo gruppo è che nelle avversità ci siamo uniti sempre di più. Un difetto è che a volte ci intestardiamo un po’ troppo.
Che ambiente hai trovato nel Taranto?
A Taranto c’è un bell’ambiente, ovviamente i problemi ci sono ma, alla fine, grazie alla società vengono risolti molto velocemente. Per il resto mi sono ambientato benissimo.
Un difensore deve…
Deve essere in grado di saper leggere le giocate e rendere la difesa impenetrabile.
Che tipo di difensore sei?
Io sono un giocatore molto di spinta, personalmente preferisco la fase offensiva ma ovviamente essendo un difensore devo essere molto rapido a ripiegare in fase di copertura. Il mio stile di gioco si basa sullo sfruttare la mia velocità e la mia fisicità. Mi piace molto servire belle “pennellate” sulla testa dei miei compagni.
Come sei fuori dal campo?
Sono un ragazzo molto timido e che sta sempre per i fatti suoi, soprattutto sempre con le cuffie alle orecchie.
Come ti trovi a Taranto? Cosa ti piace?
Taranto mi piace, come città è molto bella, la cosa che preferisco è sicuramente il lungomare dove si possono ammirare tramonti fantastici.














