RASSEGNA STAMPA DEL 15 APRILE 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
Giiacomo Sciacca, periodo d’oro per il Taranto: la salvezza è in cassaforte e i playoff sono lì a un passo.
«Nelle ultime quattro partite abbiamo messo in cascina sette punti, bottino sufficiente per garantirci la salvezza con due giornate d’anticipo. Lumore è alto anche perché abbiamo la possibilità di concorrere per un obiettivo prestigioso: mancano due gare e, dal punto di vista del morale, la carica sicuramente non ci manca».
Spareggi che, adesso, sono un obiettivo concreto per il Taranto, anche se il loro raggiungimento non dipende soltanto da voi: due vittorie quasi certamente basterebbero, ma non è detto.
«Ci crediamo, ma l’obiettivo principale, vale a dire la salvezza, è stato centrato, ragion per cui non dobbiamo pensare a eventuali calcoli, ma viverci questo rush finale con estrema spensieratezza. Vincere contro Monterosi e Viterbese, quasi certamente, ci garantirebbe l’accesso ai playoff. Il vero intoppo è che dovremo confrontarci con due squadre che hanno disperato bisogno di punti per salvarsi direttamente. Dalla nostra c’è l’entusiasmo e anche il mister sa come motivarci».
Sciacca, escluso l’ultimo periodo, dal suo arrivo a Taranto non ha maitrovato grossa continuità, però sabato era tra i più felici per la salvezza raggiunta.
«Ma assolutamente sì, è stato raggiunto un obiettivo di squadra che era quello che la società si era prefissata da inizio stagione. Io mi sento parte integrante di questo Taranto e non potevo non esserne contento».
Come mai un calciatore del suo calibro non è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante in rossoblu?
«Il mio periodo di ambientazione a Taranto, è innegabile, è durato un po’ troppo rispetto alle previsioni. In più, sono arrivato in una squadra che, difensivamente, aveva poco da migliorare considerando i numeri del nostro reparto di retroguardia. Poi mi metto nei panni del mister: togliere qualcuno o apportare modifiche quando le cose vanno bene non è semplice. In C, infine, c’è la regola del minutaggio di cui molte società usufruiscono: in quel caso imporsi diventa ancora più complicato. Ma nell’ultimo periodo sto giocando con continuità».
È arrivato a Taranto da Foggia: un addio, per certi versi, inatteso.
«Le ragioni del mio addio al Foggia sono chiare, ma secondo me poco comprensibili: a una settimana dalla fine del mercato, mi è stato detto che ero nella lista dei partenti. Forse si voleva ripulire, passatemi il termine, lo spogliatoio da tutti coloro reduci dall’esperienza con Zeman..».
Isuo contratto è in scadenza: le piacerebbe rimanere a Taranto?
«Quando sono arrivato a gennaio era la mia ambizione: costruire qualcosa di importante a Taranto. Sicuramente, se mi venisse formulata un’offerta la prenderei volentieri in considerazione, anche se bisogna poi valutare diverse componenti».
Con quale suo compagno di squadra ha stretto di più?
«Con Formiconi si è creato un rapporto bellissimo: è un ragazzo d’oro e sono felice che stia disputando un’ottima annata».
E ai suoi tempi nelle giovanili dell’Inter?
«Giocai con Dimarco, ma con tanti altri calciatori di assoluto livello: quelli sono stati 12 anni bellissimi».
Un suo gol, il Taranto ai playoff e l’Inter infinale di Champions:ci pensa mai?
«Ci penso e sarebbe il trio di eventi perfetto, firmerei col sangue già da ora (ride, ndr). Mi piacerebbe segnare: quest’anno mi manca ancora e ho ancora due gare per riuscirci».













