di Maurizio Corvino
Non si è conclusa con il ritorno in Serie D il campionato di Eccellenza del Taranto targato famiglia Ladisa. Una stagione difficile che ha vissuto di alcuni errori nelle scelte e nelle valutazioni, che hanno portato poi al risultato negativo dopo una bella, difficile e stancante rincorsa.
Proviamo a dare i voti ai protagonisti.
Società 5,5:
Tenendo conto sicuramente del ritardo nella partenza, restano discutibili alcune scelte iniziali nei ruoli societari e tecnici, dalla costruzione della rosa fino ad arrivare alla rivoluzione tecnica di metà stagione. Una stagione sempre in corsa ma conclusa male, con tre obiettivi su tre falliti. Molto probabilmente alcune situazioni interne potevano essere gestite meglio e hanno creato malumore nell’ambiente. Dopo quest’anno di adattamento, ora bisogna rimboccarsi le maniche.
Consiglio finale: invito a battere i pugni verso i vertici arbitrali, perché per tutta la stagione si è assistito ad arbitraggi al limite della decenza.
Danilo Pagni 6:
Forse il voto farà discutere qualcuno, ma Pagni è stato chiamato in un momento particolare. Gli è stato chiesto di rivoluzionare la rosa e plasmarla per il tecnico Panarelli e, dopo una lunga serie di cessioni e aver accontentato il neo mister nelle sue scelte (alcune discutibili), si è ritrovato con il ritorno in panchina di Danucci, riuscendo comunque a chiudere per Sansò e Mastrangelo. Due under che, alla lunga, sono stati tra i migliori per presenze e rendimento. Sufficienza piena anche per la capacità di metterci la faccia nei momenti difficili.
Tifoseria 6,5:
C’era curiosità per la risposta della tifoseria in una categoria che nessuno si sarebbe aspettato di disputare. I tifosi hanno dimostrato ancora una volta tutto il loro amore per il Taranto, a prescindere dalla categoria: non solo uno slogan, ma una realtà che nemmeno qualche scivolone può cancellare. Nonostante un cammino non esaltante, la Curva non ha mai fatto mancare il proprio supporto, in casa e fuori (nelle poche occasioni in cui è stato possibile viaggiare), spingendo la squadra fino alla zona playoff. L’attesa e il sostegno nella finale playoff avrebbero meritato un epilogo diverso. Ma la storia rossoblù è spesso beffarda.
La rosa
Martinkus 4,5: non pronto per la pressione di una piazza così importante.
Mastrangelo 6,5: portiere affidabile, mezzo voto in meno per la mancata uscita al 93’ sul calcio d’angolo del Gladiator.
Delvino 6: con un buon finale ha riscattato una stagione sfortunata.
Hadziosmanovic 6,5: pendolino di fascia, a volte troppo esuberante e impreciso, ma determinante per il gioco di mister Danucci.
Derosa 5,5: ha corso meno sulla fascia sinistra rispetto ad Hadziosmanovic sulla destra e ha sofferto gli esterni veloci.
Konaté 5: giocatore dal grande fisico, ma troppo soggetto a infortuni. A volte si è lasciato andare a inutili e dannosi leziosismi.
Guastamacchia 6: si è confermato difensore affidabile, ma non sempre adeguatamente supportato.
Rizzo 4: una sua sbandata a Bisceglie ha regalato la coppa ai neroazzurri; un errore di valutazione è costato anche il calcio d’angolo decisivo contro il Gladiator.
Corallini 5: ha giocato poco senza lasciare il segno.
Sansò 6,5: giovane under che ha giocato con intensità e grinta da over. Brutto infortunio, ma lo si aspetta per la nuova stagione.
Di Paolantonio 6,5: costantemente positivo per tutto il campionato.
Vukoja 6,5: da oggetto misterioso a perno insostituibile del centrocampo. Il palo contro il Gladiator grida ancora vendetta.
Marino 6: stagione a fasi alterne, ma nei playoff ha avuto una marcia in più.
Incerti 4: apporto impalpabile. Arrivato in cambio di Calabria, difficile capirne il perché.
Monetti e Labianca 6: due ottimi prospetti under, hanno trovato spazio finché gli infortuni non li hanno limitati.
Trombino 5,5: frenato dagli infortuni, non è riuscito a trovare continuità. Mezzo voto in più per il gol ad Apice al 94’.
Russo 6: utilizzato come vice punta centrale, ruolo a cui si adatta. Buon contributo.
Magalhaes s.v.: chi l’ha visto?
Losavio 7: impatto devastante, ha trascinato la squadra con gol pesanti, ma è mancato nei momenti decisivi.
Aguilera 6: c’è stato un Aguilera pre-infortunio e uno post-infortunio. Il fiuto del gol non manca, ma deve essere al meglio fisicamente.
Loiodice 6: il più discusso in assoluto. Cresciuto nel finale, ma ci si aspettava di più, e lo sa anche lui.
Danucci 6:
Un grande signore e un ottimo allenatore. Accetta un incarico a scatola chiusa, ottiene buoni risultati con una rosa molto corta, viene mandato via sul più bello e poi richiamato in una situazione critica di classifica. Centra i playoff, ma perde male la finale di Coppa Italia Puglia contro il Bisceglie e sfiora anche la finale playoff che avrebbe meritato per il percorso fatto. Peccato.
Una menzione doverosa la merita il presidente della LND Puglia. Sin dall’inizio ha mal digerito la presenza del Taranto nel suo campionato, forse perché si è visto costretto a rinviare la sua idea di riduzione degli organici (che attuerà la prossima stagione). La chicca finale è stata l’assenza (annunciata) nella finale playoff: un’assenza che, oltre ad alimentare dubbi e pensieri, è stata percepita come una grave mancanza di rispetto per Taranto, per il Taranto e per la Lega che la squadra rossoblù rappresentava in campo.
Presidente Tisci, voto 3!














