di Alessandra Carpino – Taranto Buonasera
Senza tregua. Il Taranto ha inaugurato il calendario agonistico di ottobre pareggiando a reti inviolate con l’Audace Cerignola, nel derby disputato sul campo neutro di Francavilla Fontana a porte rigorosamente chiuse: un lunedì pomeriggio atipico, per quella che è stata la terza partita “casalinga” della stagione, dopo il successo nel big match d’esordio col Foggia ed il rinvio (a data da destinarsi) della gara interna successiva col Messina. L’auspicio è che il trasloco sia transitorio ed occasionale, poiché l’agenda del mese offre due sfide di cartello per le quali il pubblico ammirato sugli spalti dello stadio Iacovone nell’unica occasione contro i satanelli (prima del pericoloso corollario dell’incendio) risulta essenziale: l’obiettivo è ristabilire la fruizione dell’impianto per domenica 15 ottobre, quando in terra ionica sarà di scena il Crotone, mentre il duello in notturna con la Turris coincide col turno infrasettimanale fissato per mercoledì 25. La ricca programmazione consta di tre trasferte (Giugliano, Catania, Virtus Francavilla), ma anche del primo appuntamento valevole per la fase ad eliminazione diretta della Coppa Italia di serie C, che vedrà il Taranto impegnato a Picerno nel pomeriggio di domani, alle ore 16.15, e per il quale sono stati messi a disposizione dei tifosi rossoblu 609 biglietti, al costo di 8 euro più diritti di prevendita. Un’opportunità per incentivare la rotazione in organico e per temprare gli elementi che hanno collezionato meno minuti nelle gambe: la recente esibizione contro la formazione ofantina ha lasciato in eredità l’infortunio all’adduttore accusato da Calvano nella fase di riscaldamento, il quale ha costretto mister Capuano a stravolgere l’asse nevralgica, già orfana di Bonetti (trauma distorsivo alla caviglia) in cabina di regia. “Il calcio è fatto di enfasi e disputare una partita a porte chiuse non è facile per qualunque squadra: mi tengo stretto il punto contro un grande Cerignola imbattuto dall’avvio del torneo- ha commentato l’allenatore del Taranto- Contavamo defezioni importanti ed avevamo preparato la partita con Zonta intermedio, invece ho dovuto dirottarlo davanti alla difesa”. “Sono stato costretto a rivoluzionare il centrocampo in pochi minuti, schierando Romano- ha spiegato- Calvano era stato istruito per schermare e raddoppiare su Leonetti: le difficoltà sono affiorate, perché Mastromonaco si preoccupava di controllarlo e restava basso, mentre Zonta ha caratteristiche totalmente diverse”. “Bonetti è il nostro metronomo: paghiamo un infortunio che si trascina da Torino. Il primo tempo è stato fallimentare per l’espressione della linea nevralgica- ha ammesso il trainer ionico- Ho effettuato sostituzioni ad alto rischio nella ripresa: sapevo di inserire gente non al pieno della condizione, ma era necessario: abbiamo avanzato fra le linee, abbiamo aumentato la creatività, abbiamo aperto la difesa avversaria, non abbiamo giocato più sulle figure ed avremmo potuto segnare”. Prestazione dai due volti, quella espressa dal Taranto contro gli ofantini guidati da Ivan Tisci: squadra che interpreta un approccio guardingo ed incline soprattutto alla cautela nella fase di non possesso palla, spesso costretta ad abbassare il proprio baricentro, scarsamente incisiva nella costruzione nella prima frazione di gioco; formazione ristrutturata e maggiormente propositiva nella seconda parte, complici le sostituzioni, vicina al gol nella porzione d’epilogo (con Orlando e Samele), quanto grata agli interventi prodigiosi di capitan Vannucchi fra i pali (su Tentardini, Sainz Maza e Tascone). “Nel primo tempo eravamo bassi, concedevamo l’ampiezza ed il palleggio agli avversari, nonostante non abbiano mai tirato in porta ed abbiano realizzato qualche spunto principalmente nella ripresa- ha approfondito Capuano- Abbiamo avuto il coraggio nel secondo tempo, anche controvento, di cambiare disponendo i due trequartisti per cercare di schermare in orizzontale Capomaggio, che non riuscivamo a bloccare uscendo sugli esterni. Abbiamo deciso di tenere più alto il Cerignola e di confezionare qualche occasione in più: sotto tale aspetto, il campo ci ha dato ragione”. Il binomio offensivo titolare è stato appannaggio di Cianci e Kanoute: “L’assenza di Fabbro non ha permesso un attacco adeguato alla profondità: il Taranto però ha cuore oltre che organizzazione, lotta ed è compatto; ha preferito applicare la fase difendente con sofferenza ed aggressione”. “Qualche giocatore non è ancora in condizione a livello organico- ha confidato lo stratega rossoblu- Il pareggio è il risultato giusto, anche se credo fosse da accordare il calcio di rigore su Orlando, però non abbiamo sfruttato tre palle gol in superiorità numerica con lo stesso Orlando, con Cianci e Samele. Il Cerignola è una squadra importante e molto fisica: eravamo consapevoli che, se fossimo andati a giocare sulle loro figure, avremmo faticato, perché gli ofantini sono strutturati soprattutto dietro; nella ripresa, abbiamo cercato di aprirli. Abbiamo sbagliato, ma anche Vannucchi in più circostanze è stato determinante”. Soddisfatto per l’equilibrio ed il rendimento del reparto difensivo, affidato nell’undici iniziale ad Antonini faro centrale supportato da Heinz ed Enrici: “Ha lavorato bene in settimana, limando le imperfezioni- ha confermato Capuano-E’ stato attento, non ha rotto la linea su palla libera coi due braccetti, ha effettuato maggiore copertura, i due quinti hanno stretto le trame adeguatamente”.













