RASSEGNA STAMPA DELLO 01 OTTOBRE 2021 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
La fastidiosa sensazione dell’occasione persa. E quei messaggi impliciti da decifrare, i quali alludono al percorso di crescita del Taranto nella rinnovata dimensione del professionismo. Ed anche le trappole disseminate da avversari coraggiosi nel mutuare il concetto di “necessità in virtù”, come il “topos” spesso rituale ed irritante del calcio di rigore decisivo vanificato proprio dallo specialista. Il pareggio a reti inviolate fra Taranto e Monterosi rintraccia il suo riassunto attraverso questo paradigma, inevitabilmente incastonato nelle dinamiche di una gara scontrosa, in cui i ritmi appaiono contratti e gli ostacoli di contenimento allestiti dalla formazione viterbese costringono i rossoblu ad una certa improduttività offensiva. Nessun entusiasmo affievolito, sarebbe ingeneroso. Nessun allarme, sarebbe surreale: in un arco cronologico esiguo, con una preparazione altrettanto ridotta, il serbatoio delle energie fisiche ed atletiche della squadra è apparso in riserva. Aveva avvertito, mister Laterza: la selezione dei titolari non avrebbe potuto ignorare lo stato di forma garantito da tutti i calciatori candidati. Soprattutto contro un Monterosi ordinato, compatto in fase di controllo difensivo, anche dinamico nelle ripartenze: fondamentali da matricola, che però hanno permesso alla squadra di D’Antoni di frenare le velleità di antagoniste blasonate. Il non integralismo e l’indole meritocratica di Giuseppe Laterza hanno trovato conferma nella metamorfosi del Taranto dalla cintola in su, poiché la freschezza di Labriola e del reintegrato Mastromonaco, collocati rispettivamente sull’esterno destro di centrocampo ed attacco, hanno regalato un momento di personale ripristino a Bellocq e Pacilli, decisivo contro il Latina ma bisognoso di un equilibrio idoneo fra gestione e continuità. A ritagliarsi un ruolo importante e ad ergersi sugli scudi è stato nuovamente Civilleri: l’osmosi di fiducia con lo stratega ionico sta regalando i suoi frutti. Sulla catena di sinistra, il Taranto avrebbe meritato maggior fortuna, poiché fluidità e superiorità numerica, sovrapposizioni e suggerimenti verso Giovinco e Saraniti sono nati proprio su quel versante. Occorreva una dose superiore di convinzione, sicuramente di lucidità: per rimediare alla pressione diminuita ed all’iniziativa dei viterbesi, Laterza ci ha provato inserendo i già citati Bellocq e Pacilli, confidando nella vitalità a trazione anteriore degli under Italeng e Santarpia. Peccato che il fattore che avrebbe potuto trasformare a favore degli ionici il match, ovvero il calcio di rigore concesso per fallo di mani (sottilmente generoso) di Mbende, sia evaporato: movimento arcuato ed imprevedibile dal dischetto da parte di Giovinco, altrettanto gesto tecnico e d’istinto ad opporsi effettuato dal portiere Borghetto, il quale salva la spartizione della posta in palio a dieci minuti dal termine. “Il rigorista era Giovinco- ha svelato le gerarchie mister Laterza- Contro un Monterosi ben strutturato dietro, che si difendeva a cinque, avremmo potuto avere difficoltà, lo sapevamo: penso però che, nel primo tempo, abbiamo avuto l’opportunità di attaccare le spalle, di filtrare negli spazi intermedi. Ci è mancato il colpo finale, con Saraniti l’abbiamo sfiorato un paio di volte. E’ latitata un po’ di lucidità nelle giocate: contro avversari che si tutelano dietro la linea della palla non è facile trovare il guizzo”. “Mi piace che il Taranto se la sia giocata sino alla fine, che abbia profuso tata dedizione- ha precisato il trainer rossoblu- La partita precedente col Latina ci ha privato sicuramente di una quantità di dinamismo e di lucidità. Ho inserito Bellocq e Pacilli affinché conferissero efficienza dal punto di vista della ricerca dello spazio, con Pacilli a rientrare col piede opposto ed attaccare la porta nel lato debole. Erano cambi da fare per introdurre qualità”. “Avrei dovuto accelerare le entrate di Santarpia ed Italeng, però abbiamo atteso le esigenze di Tomassini. Lui ha resistito ed ho buttato nella mischia due punte, per poter giocare sul lungo”, ha spiegato Laterza. Sorpresa per il ritorno da titolare di Mastromonaco, epurato sino ai divorzi con Longo e Faiello, ed a fronte delle emergenze causate dagli infortuni di Diaby, Versienti e Ghisleni: “Lui non si discute: è un professionista un ragazzo che si allena sempre al massimo- ha dichiarato Laterza- Purtroppo, per problemi numerici, eravamo stati costretti ad estrometterlo dalla lista: si è liberato un posto ed abbiamo deciso di reintegralo, perché è un giocatore pronto. Contare su Mastromonaco, dopo la defezione di Versienti, significa tanto per me”. L’eredità della gara è un pareggio da vivisezionare: “Un punto importante: conosciamo le dinamiche di gare simili, occorre anche stare attenti a non perderle. Sotto il profilo dell’impegno, la prestazione c’è stata e ci dà continuità. Tre partite in sette giorni rappresentano un dispendio importante: testa al prossimo impegno a Francavilla, per riscattare l’episodio favorevole che non siamo riusciti ad ottimizzare”.













