Confartigianato Taranto prende posizione contro l’aumento della TARI approvato dal Consiglio comunale, contestando sia il merito della decisione sia il percorso che ha portato all’approvazione del Piano economico finanziario (PEF), documento sul quale si fondano le nuove tariffe.
L’associazione degli artigiani esprime «netta contrarietà» ai rincari, che per alcune categorie di utenza arrivano fino al 7%, e lamenta il mancato coinvolgimento delle parti sociali nella fase precedente all’approvazione del provvedimento.
Secondo Confartigianato, nei giorni scorsi era stata avanzata la richiesta di illustrare preventivamente il PEF alle rappresentanze economiche e sociali, così da consentire un confronto sulle principali voci di costo e sulle possibili alternative. Una richiesta che, evidenzia l’associazione, puntava a favorire trasparenza, partecipazione e condivisione su uno degli atti economico-finanziari più rilevanti per famiglie e imprese.
«Avevamo chiesto trasparenza e confronto. Si è scelta un’altra strada», sottolinea Confartigianato, secondo cui il dialogo preventivo con i corpi intermedi avrebbe rafforzato l’azione amministrativa, consentendo di spiegare le scelte, raccogliere osservazioni e costruire maggiore fiducia tra istituzioni e territorio.
Nel merito, l’associazione evidenzia come il nuovo Piano economico finanziario registri un incremento di circa quattro milioni di euro rispetto all’anno precedente, con conseguenti aumenti tariffari destinati, a suo giudizio, a gravare su un tessuto economico già fortemente provato.
«Taranto sta attraversando una delle fasi più difficili della propria storia recente – osserva Confartigianato – tra crisi industriale, difficoltà occupazionali, consumi deboli e una progressiva riduzione del potere d’acquisto delle famiglie». In questo contesto, prosegue l’associazione, ogni incremento della pressione tributaria rischia di avere effetti che vanno ben oltre il semplice dato contabile.
Pur riconoscendo la necessità di garantire l’equilibrio dei conti pubblici, Confartigianato sostiene che l’aumento dei costi non possa tradursi automaticamente in maggiori oneri per i contribuenti. L’obiettivo, secondo l’associazione, dovrebbe essere quello di migliorare l’efficienza del servizio di igiene urbana, rafforzare la raccolta differenziata, contrastare l’evasione tributaria e individuare ogni possibile margine di risparmio.
L’organizzazione evidenzia inoltre che un eventuale aumento delle tariffe potrebbe trovare giustificazione solo a fronte di risultati concreti e misurabili sul piano della qualità del servizio e dell’efficienza gestionale. «Prima di chiedere nuovi sacrifici ai contribuenti – sostiene – occorre dimostrare di aver fatto tutto il possibile per contenere i costi e migliorare le prestazioni».
Pur riconoscendo che parte delle criticità deriva da dinamiche maturate negli anni precedenti, Confartigianato osserva che, dopo oltre un anno di amministrazione, sarebbe stato legittimo attendersi primi risultati sul fronte dell’efficientamento del servizio e del contenimento della spesa.
A sostegno della propria posizione, l’associazione richiama il caso di Bari, dove – evidenzia – nonostante l’aumento del Piano economico finanziario, l’amministrazione è riuscita a ridurre mediamente la TARI dell’1,8% per le famiglie e dell’1,2% per le imprese grazie al recupero dell’evasione fiscale e all’ampliamento della base contributiva.
Nei prossimi giorni Confartigianato acquisirà il Piano economico finanziario approvato dal Consiglio comunale per effettuare un’analisi tecnica approfondita delle principali voci di costo e individuare eventuali margini di efficientamento. I risultati dello studio saranno resi pubblici con l’obiettivo di aprire un confronto con l’Amministrazione comunale, basato su dati, trasparenza e responsabilità.














