Questa settimana abbiamo contattato telefonicamente l’ex tecnico di Turris e Cerignola Teore Grimaldi, con il quale abbiamo parlato dell’andamento del girone H della Serie D.
Partiamo dalla parte alta della classifica. Siamo quasi alla fine del girone di andata con il Picerno che ha 5 punti di vantaggio sul Cerignola e 6 sul Taranto. Ritiene la squadra di mister Giacomarro la favorita per la vittoria finale, anche in virtù della vittoria per 4 a 1 proprio sul Cerignola, con mister Bitetto che ha rischiato l’esonero?
Non entro in merito agli aspetti interni di altre società; per quanto riguarda il campionato penso invece che la gara di domenica ha confermato quanto di buono il Picerno ha fatto sino a questo punto. Vincere una partita in quel modo contro il Cerignola è sinonimo di essere una grande squadra. Hanno affrontato una delle squadre più importanti del girone; il Cerignola ha allestito una corazzata e ha un allenatore esperto come Bitetto. Per quanto concerne la vittoria finale, mi sembra prematuro fare dei pronostici visto che siamo solo al giro di boa, anche se credo che, insieme al Taranto, sono queste le squadre che se la giocheranno.
Come vede appunto il Taranto? La squadra di Panarelli è uscita da un momento di crisi di risultati ma non di gioco. Basti pensare che mercoledì scorso aveva dominato contro lo stesso Picerno.
Ha avuto qualche battuta d’arresto sotto l’aspetto dei risultati ma sotto l’aspetto del gioco e del collettivo ha dimostrato di essere una squadra viva. Sono ritornati alla vittoria e se la giocheranno fino alla fine.
Nella parte medio-alta abbiamo il Bitonto con un grande attacco e il Nardò, una delle sorprese di questo campionato.
Come era nelle previsioni, soprattutto le pugliesi annoverano nella loro rosa giocatori importanti. Anche il Nardò sta confermando quanto di buono fatto vedere l’anno scorso. Il Bitonto è una neopromossa che sta facendo un ottimo campionato. Io ritengo il girone H uno dei più difficili in assoluto. Lo dice la potenzialità economica di tutte le società, soprattutto le pugliesi. Ognuno a modo suo sta cercando di rispettare i programmi.
Secondo lei quale può essere il fattore determinante per la vittoria di questo campionato? La tranquillità di una piazza come Picerno o la spinta e il calore di Taranto e Cerignola?
Per quanto mi riguarda hanno tre aspetti positivi diversi l’una dall’altra. Il Picerno è una società che ha fatto un mercato intelligente con un allenatore di esperienza che ha dalla sua la serenità dell’ambiente. Il Taranto è una piazza blasonata che ha l’uomo in più nei suoi tifosi e lo stesso dicasi per il Cerignola che ha una società importante con delle grosse potenzialità. In questo momento l’autostima del Picerno può essere determinante.
C’è poi il fattore del mercato; è corretto dire che si avvantaggia non chi opera di più ma chi sbaglia meno?
Assolutamente sì; sappiamo tutti che nel mercato di riparazione bisogna avere la lucidità e la lungimiranza di intervenire dove vi è necessità. Poi è chiaro che quando una società sta facendo bene non c’è bisogno di intervenire in maniera corposa, anche per non rovinare certi equilibri.
Per quanto riguarda la lotta alla retrocessione, abbiamo nelle ultime 5 posizioni tutte squadre campane. Lei come se lo spiega?
Diciamo che le ultime sei sono società che vivono il momento storico che vive la nostra regione, una fase discendente sotto l’aspetto economico, strutturale e organizzativo. Non è la Campania di qualche anno fa, sperando che si possano risollevare.
Quando la rivedremo ad allenare?
Mi sono preso un po’ di pausa con molta tranquillità, giro altri campi e altre realtà per osservare colleghi bravi e ce ne sono molti. Sono contento di questi 3 mesi che ho fatto a Torre del Greco perché non vi erano valori aggiunti e penso che, se non ci fossi stato io, non si sarebbero raggiunti certi risultati. Mi fa piacere che in quella piazza le cose stiano andando bene perché si sta proseguendo un percorso iniziato con me.













