di Matteo Di Castri
Durante la conferenza stampa di presentazione della nuova giornata del girone H di Serie D, il tecnico della Virtus Francavilla, Tommaso Coletti, ha fatto il punto della situazione alla vigilia del delicato match contro l’Heraclea.
La partita
“Sarà una partita difficilissima. Al di là della classifica, affrontiamo una squadra in fiducia, reduce da tre vittorie consecutive. Hanno l’umore alto, noi non vinciamo da un po’ e serve una prestazione sopra le righe.
Quello che abbiamo prodotto nelle ultime gare è tanto, ma non è bastato. Lasciamo stare fortuna e sfortuna: dobbiamo curare i dettagli per fare di più. Serve una prova che trascini tutto lo stadio, per prenderci ciò che meritiamo.”
La mancanza del gol
“Creiamo tanto, arriviamo anche a un metro dalla porta, ma sbagliamo per errori nostri o per merito dei portieri avversari. Sono scelte individuali, ma l’importante è arrivarci. Continueremo a lavorare sui dettagli.
Cerchiamo sempre di mettere i giocatori nelle condizioni migliori per esprimere le proprie qualità. Parlerei più di gesti tecnici: penso a quello di Tedesco contro il Martina, a Carretta col Fasano o a Ferrante la scorsa settimana.
È un momento così, dobbiamo far girare gli episodi dalla nostra parte. Serve una partita spavalda e aggressiva: giochiamo per vincere, non per non prenderle. Voglio coraggio dai miei.”
La squadra
“Negro è out. Pinna e Rizzo sono recuperati e a disposizione, vedremo. Anche Sorgente sta bene: torniamo a essere numericamente più corposi. Mi dispiace per Gonzalo, che stava facendo bene, ma non mi fascio la testa: ci sono altri giocatori pronti.
È normale che manchi un po’ di serenità, i risultati non aiutano, ma siamo i primi a soffrire. Facciamo tutto ciò che è in nostro potere per dare la svolta. Siamo qui, lontano dalle famiglie, per lavorare. Speriamo che le scelte siano giuste.
Lavoriamo sui principi, più che sulla strategia: se l’avversario cambia sistema, non dobbiamo farci condizionare.”
Il rapporto con il presidente Magrì
“Non posso che essere felice del rapporto con il presidente. Capisco che non sia contento del momento e mi dispiace tanto. Con lui si è creato un bellissimo legame, lo stimo profondamente.
Mi fa piacere che veda quanto lavoriamo e quanto ci teniamo. È una questione di etica e di valori umani.
Io voglio crescere, fare carriera, come tutti. Sono contento che lo riconosca. Ma ora bisogna alzare l’asticella il più velocemente possibile, perché servono risultati. Siamo sotto osservazione, ed è giusto così.
Non mi pesa la pressione: so che sto facendo il massimo per riportare la squadra alla vittoria.”













