di Domenico Ciquera
Vito Ladisa, neo proprietario del Taranto, ha fatto il punto della situazione in una diretta streaming organizzata da L’Edicola, parlando dei suoi progetti futuri per la società e per la città.
Logo e identità:
«Faremo un percorso di idee in cui sarà centrale l’elemento della tradizione. Nessuno vuole mettere in discussione il nuovo che avanza, come il nuovo stadio, ma ci sarà anche un punto fermo: il 1927, anno di nascita del club. Sarà un richiamo forte al brand della città e dell’associazione sportiva.»
Visione e ringraziamenti:
«Voglio innanzitutto ringraziare l’amministrazione comunale per la fiducia e la disponibilità dimostrata in questi giorni. L’unico obiettivo è garantire un futuro al calcio tarantino e dare alla città una nuova occasione di riscatto. Sappiamo bene che ci sono stati anni difficili, promesse mancate, sogni spezzati. Il nostro compito è dimostrare che Taranto non si arrende, così come non lo fanno i suoi tifosi. Dobbiamo cavalcare questo sogno e costruire un futuro su basi solide, concrete, con i tempi giusti per progetti strutturati.»
Progetti e infrastrutture:
«Lo stadio Iacovone del 2026 sarà un’opera strategica per il futuro sportivo della città. Una polisportiva con capacità strutturali adeguate può garantire continuità e crescita nel tempo.»
Massafra e lo stadio temporaneo:
«Ho parlato con il presidente Ferrarese, che ringrazio per i complimenti. A Massafra sono stati investiti 2,5 milioni di euro in fondi pubblici per riqualificare la struttura che ospiterà il Taranto in via transitoria. È stato un passo importante, e ci impegneremo per utilizzare al meglio quella risorsa. Se si osservano i progetti — che analizzeremo con attenzione — si tratta di un’opera rilevante per la rinascita e per ciò che Taranto rappresenta: orgoglio identitario e sviluppo sostenibile. Lo stadio sarà all’avanguardia, anche sul piano dell’efficienza energetica. Ora tocca a noi: dobbiamo porre basi serie e credibili per il futuro.»
L’11 agosto e il piano industriale:
«In questi giorni stiamo definendo l’iter burocratico con l’amministrazione. Mi scuso se non seguo direttamente la comunicazione, ma ci affideremo ai servizi del nostro gruppo e al giornale per informare puntualmente i cittadini. L’11 agosto presenteremo nel dettaglio il nostro piano industriale a otto anni. Il percorso sarà lungo, ma i primi passi sono quelli che vanno ponderati con maggiore attenzione.»
Taranto, città da rilanciare:
«Taranto è una meravigliosa città pugliese, che deve crescere nel proprio brand e nella propria narrazione, sia sportiva che sociale. Non deve piangersi addosso. È una città che non si arrende: ha affrontato battaglie durissime su tanti temi sociali e ha sempre dato prova di resilienza. Ora serve un patto sacro tra tifoseria, città e immagine. Non solo sport, ma un’identità da rilanciare.»
Allenatore e scelte tecniche:
«Non ho mai fatto ingerenze nelle scelte tecniche, e non inizierò ora. Nella mia precedente esperienza a Monopoli, in un contesto senza strutture all’avanguardia, abbiamo ottenuto promozioni importanti. Le società in cui abbiamo lavorato hanno sempre rispettato gli impegni. Oggi dobbiamo fondare un nuovo inizio su un patto di credibilità reciproca. L’amministrazione è determinata, e condivideremo con la Taranto sportiva tutte le scelte. Discuteremo in modo trasparente, e io, con umiltà e senso di responsabilità, farò sintesi per il bene della città e della società.»
Contro il campanilismo:
«Non esiste campanilismo nello sport. Esiste il Taranto, che deve tornare. Credo fortemente in quello che faccio, lavoro con passione e instancabilità. Nessuno è esente dal proprio contributo: tutti insieme dobbiamo garantire un futuro solido e sostenibile a questa società calcistica. Perché Taranto lo merita.»













