Alla fine della partita contro la squadra della sua città, il mister della Fidelis Andria, Luigi Panarelli, intervenuto ai microfoni della sala stampa dello Iacovone, ha analizzato l’1-1 finale, rispondendo alle domande che i giornalisti presenti gli hanno rivolto.
RISULTATO- Per come si era messa la partita, credo che ai punti avremmo meritato qualcosa in più noi, rispetto al Taranto. Dopo l’1-1, ritengo che il risultato sia giusto, anche perché nessuna delle due compagini ha avuto occasioni nitide da gol. Sull’ 1 a 0, abbiamo avuto il match ball con Bolognese, e non siamo stati bravi a mettere la palla in porta.
LA PARTITA- Torniamo a casa con l’amaro in bocca, perché se giochi a viso aperto qui in trasferta contro il Taranto, fai una partita di personalità, tenendo il campo in lungo e in largo per molti scorci della gara, è ovvio che un pò di rammarico per il pareggio finale, c’è. Noi abbiamo giocato come sapevamo e gli abbiamo messi in difficoltà.
IL TARANTO- Il Taranto, visto dal vivo, ti dà quella sensazione di fisicità pazzesca. Hanno il merito di preparare bene le palle inattive, avendo in squadra Marsili che ha un piede importante e che calcia benissimo, e ha anche molti giocatori con una stazza imponente pronti a sfruttare i cross in area di rigore.
MERCATO – Il mercato, secondo me, è la nota dolente di questo campionato, già anomalo di suo. Tenendo il mercato aperto fino al 31 marzo, per me che alleno, quando vedo che alcuni giocatori possono andare via o arrivare da un momento all’altro, è una grossa difficoltà in più da superare. Però dobbiamo adattarci alle disposizioni che ci vengono date in merito al campionato e dobbiamo andare avanti.
PARTITA DA EX – Sono tarantino e sono orgoglioso di questo, però sono anche un professionista. Sono felicissimo di guidare una squadra come la Fidelis Andria e oggi volevo tornare a casa con il risultato pieno. È chiaro che, entrando negli spogliatoi e qui in sala stampa incontri tanti amici. L’importante è essere a posto con la coscienza e fare il proprio lavoro al 100%.
Giampiero Laera














