RASSEGNA STAMPA DELLO 08 FEBBRAIO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Appuntamento rinviato con la prima vittoria del nuovo anno solare. Esito opposto, decisamente amaro: quello della sconfitta, che interrompe una sequenza di cinque risultati utili, i quali avrebbero potuto offrire in dote almeno quattro punti in più, al netto dei due calci di rigore decisivi neutralizzati a Giovinco e Saraniti, in occasione delle due gare interne disputate contro Paganese e Campobasso.
Il Taranto cede le armi nel feudo del Monterosi Tuscia, corollario di una settimana in cui sono stati compressi tre impegni, complice il calendario agonistico rimodulato dai vertici della Lega Pro, in seguito al congelamento ed al rinvio di due turni di campionato ed alla successiva approvazione del nuovo protocollo sanitario per le categorie sportive professionistiche.
Un percorso complicato in tema di freschezza atletica, di ripristino delle energie, di concentrazione non sempre impeccabile: due viaggi intensi in terra laziale, intervallati dal recupero casalingo contro la formazione molisana, la precarietà a centrocampo corollario della contemporanea squalifica di due elementi esperti (Civilleri e Bellocq), l’applicazione di un turn-over moderato che con influisca sull’assimilazione mnemonica, quasi dogmatica, del sistema tattico del 4-2-3-1, rappresentano precise chiavi di lettura della dicotomia qualitativa dei periodi di gioco interpretati dalla compagine rossoblu. Elementi non trascurabili risultano il limitato pragmatismo in area, la concretezza sotto porta che latita e rischia di consumare gli sviluppi della manovra in fase di possesso palla, i quali devono avvalorarsi costantemente della funzionalità e della sinergia sulle fasce.
Non solo: la classifica dispensa sicurezza ma non è ancora certificata dal crisma aritmetico dell’ufficialità della quota propedeutica alla permanenza in categoria. Regna equilibrio nella decade della graduatoria riservata ai play off: un aspetto psicologico implicito di rilassatezza è stato però bandito dal tecnico Giuseppe Laterza, il quale considera la marcia verso il conseguimento dell’obiettivo prioritario come un’attuale ed ulteriore prova di maturità, un esame identitario anche in prospettiva futura, un’opportunità. “La squadra è ad un bivio- aveva confidato l’allenatore ionico nell’immediata vigilia della sfida in terra viterbese- Si pretende di più dal punto di vista del perfezionamento individuale e della crescita collettiva. Nel momento in cui la squadra si rilassa o si accontenta, subentra la superficialità, quindi si tende a sbagliare, quando è fondamentale lavorare sull’imprevisto”.
Parole sante da parte dell’ambizioso e perfezionista stratega del Taranto, il quale ha dovuto inventare l’asse nevralgica affidandosi alla staffetta fra due giovani di belle speranze (Cannavaro e Labriola), così come riflettere sull’alternanza dei protagonisti sulle corsie laterali, oscillando fra tradizione (Versienti, Ferrara, Falcone, Santarpia), originalità (il neo acquisto Manneh), nonché certezze dispensate dalla stagione in corso (De Maria) e rieducazione della quale approfittare (Pacilli), per un’idonea efficienza in sovrapposizione, incursione e suggerimento.
“Una partita in cui abbiamo fatto quasi tutto noi- ha dichiarato mister Laterza al termine della gara- Abbiamo disputato un primo tempo caratterizzato da diverse occasioni, come la traversa colpita da Giovinco. Sapevamo che avremmo potuto soffrire sulle palle inattive, complice la struttura imponente dei nostri avversari. In questo periodo, purtroppo, ci capita di non riuscire a concretizzare in gol”.
“Nella ripresa, dopo il pareggio sfiorato da Saraniti, il Monterosi ha chiuso bene ogni spazio, sfruttando le ripartenze rapide per gli attaccanti Ekuban ed Artistico. Avremmo dovuto essere più tranquilli, spostare palla da una parte all’altra- ha analizzato il trainer ionico- Avremmo dovuto essere più propositivi, senza forzare la giocata, attaccando lo spazio, avanzando con le due punte invece di allargarci sempre sugli esterni. Abbiamo creato un po’ di confusione in quel frangente di gara”.
L’approccio intraprendente elargito dalla compagine laziale era stato bilanciato dal sopravvento assunto dal Taranto nel cuore della prima frazione di gioco, attraverso un predominio territoriale ed un dialogo palla a terra che avevano innescato positività, prima che i rossoblu fossero trafitti dal vantaggio avversario nel momento di maggiore ispirazione: “Temevo l’assenza di Civilleri in questo tipo di partita, la sua fisicità sarebbe stata essenziale nelle situazioni da fermo.
Ho inserito Labriola per Cannavaro per conferire brillantezza e per far accorciare un centrocampista in più sotto le due punte, quindi disporre di un uomo più fresco- ha esaminato Laterza- Valerio è dotato di un buon calcio, dal limite avrebbe potuto impensierire. Invece si è abbassato un po’ troppo a girar palla, avrebbe dovuto agire con maggior coraggio”.
La triplice sostituzione tra le zone nevralgica e trequarti non ha corretto l’inerzia: “Volevo una svolta immediata: l’inserimento dei due esterni dentro al campo avrebbe dovuto sollecitare l’avanzamento dei terzini. Gli avversari sono stati bravi a difendersi, non ci hanno concesso questa strategia, ci hanno ostruito centralmente i varchi”.
Reazione, aumento dell’attenzione, progresso della qualità nella manovra sono attesi in previsione del derby di sabato contro la Virtus Francavilla, seconda forza del girone: “La sconfitta fa sempre male- ha confidato mister Laterza- Dobbiamo analizzare la partita, limare gli errori, soprattutto ritrovare tranquillità e lucidità per affrontare una settimana intera di lavoro. E’ fondamentale credere nell’opera e nella professionalità che ci ha sempre contraddistinto, senza mai abbassare la testa al cospetto di episodi sfavorevoli”.














