Nella sua carriera da giocatore vanta 287 presenze e 21 gol in serie A con le maglie di Lecce, Cagliari, Roma, Inter e Napoli. Nel suo palmares ci sono la conquista della Coppa Uefa con l’Inter nella stagione 1997-’98 e la partecipazione al Mondiale di calcio di Francia ’98 con la maglia azzurra. Noi di GiornaleRossoblu.it abbiamo intervistato l’ex allenatore di Lecce, Crotone e Sambenedettese.
Cosa fa oggi mister Moriero dopo l’esperienza sulla panchina della Sambenedettese?
C’è stato qualche contatto con alcune squadre ma poi sono venute a mancare delle condizioni. Penso che per allenare in Lega Pro ci devono essere delle condizioni relative anche allo staff; in questo momento mi aggiorno e guardo tante partite sperando che possa concretizzarsi presto la possibilità di tornare ad allenare.
C’è stata mai la possibilità di allenare il Taranto, a prescindere che adesso si trova in Serie D? Ti piacerebbe allenare a Taranto?
A prescindere dalla categoria, Taranto è una piazza importante; ci sono tante squadre che hanno fatto la storia del calcio che ora si trovano in interregionale. Adesso comunque la Serie D è un campionato apprezzato e seguito; basta pensare agli altri gironi in cui ci sono l’Avellino, il Bari, il Modena, il Como. Non sono mai stato vicino al Taranto, non c’è mai stato nulla di concreto. Allenare non è questione di categoria ma di idee e ambizioni.
Il Taranto ha fatto una bella rincorsa rimanendo imbattuto per 13 partite, poi domenica è arrivata questa sconfitta a Gravina che potrebbe comprometterne il cammino verso la Lega Pro. A 8 giornate dalla fine con 5 punti di distacco dal Picerno, che potrebbero diventare otto, il campionato può dirsi chiuso?
Non deve mai mancare la concentrazione a cercare di vincere il campionato, non bisogna mai arrendersi. Ho visto il primo tempo del Picerno contro il Cerignola e ho visto una squadra che disputa un buon calcio. Bisogna restare positivi, non bisogna abbassare mai la guardia perché il calcio ci insegna che i campionati si decidono spesso all’ultima giornata. Il Taranto poi ha un mio ex giocatore che ha delle qualità di categoria superiore; sono sicuro che farà la differenza. Ci sono poi giocatori come Oggiano, D’Agostino e altri con grosse qualità. Purtroppo le sorprese ci sono sempre in ogni campionato, il calcio è bello per questo. Però da quello che leggo il Picerno sta meritando.
Il Presidente Giove sta facendo tanto per il calcio a Taranto ma anche lui risente dei risultati della squadra. Come è possibile che città come Taranto di quasi 200.000 abitanti non riescono a disputare una Serie B?
Ho conosciuto il Presidente l’anno scorso a Taranto ed è una persona ambiziosa che vuole riportare il calcio a Taranto dove merita. Credo che la società abbia investito e fatto il massimo. Poi il calcio va giocato in campo. A Lecce ci sono stati 6-7 anni in Lega Pro in cui non si riusciva a salire. Ci vuole pazienza, nel calcio ci vuole lavoro, ambizione. Adesso da soli non è facile, investire nel calcio è sempre difficile, ma il Taranto non ha niente di meno del Cerignola. Io ho avuto la fortuna di giocarci contro il Taranto in Serie B. Non bisogna mai abbattersi e andare avanti.
Come è cambiato il calcio negli ultimi 15 anni? Si è passati attraverso i processi di Calciopoli alla moviola in campo, tanto acclamata da Biscardi nei salotti televisivi. Eppure la polemiche ci sono ancora; basti guardare all’episodio da rigore di Fiorentina-Inter…
Ci vuole personalità da parte dell’arbitro, perché errori di questo genere possono compromettere la qualificazione in Coppa. Il calcio è cambiato sia tecnologicamente che tecnicamente; prima ci si basava molto sui dribbling e sulle individualità; c’erano grandissimi campioni in giro per l’Italia in tutte le categorie. Adesso, anche per quanto riguarda il calcio minore, è stata eliminata anche la C2 e la Serie B è passata a 19 squadre. Tecnicamente da allenatore dico che la qualità è scesa. È molto più interessante guardare la Serie D che la Lega Pro.
Nella tua carriera da giocatore hai indossato le maglie della Roma, dell’Inter, della Lazio e della tua città, Lecce. Quali sono le esperienze che ricordi più volentieri? Hai giocato con calciatori come Ronaldo e Baggio. Che giocatore era Ronaldo il “fenomeno”? Com’era giocarci accanto?
Ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni. Il mio sogno era quello di giocare nel Lecce e ci sono riuscito. A Cagliari ho avuto la possibilità di giocare con Valdes, Oliveira. A Roma ho avuto come compagni come Balbo, Fonseca, Totti, Giannini. Nell’Inter ho raggiunto il massimo sotto il profilo sia calcistico che professionale. Aver potuto giocare con Baggio, Ronaldo, Zamorano e Zanetti è stata un’esperienza unica. Ronaldo credo che sia nei ricordi di quelli che amano il calcio un giocatore unico. Aveva forza, potenza, visione del gol. Era uno che quando prendeva palla puntava dritto alla porta, aveva una velocità impressionate. In allenamento era una cosa devastante. Oltre a essere un campione in campo, era una ragazzo umile che lavorava sempre per la squadra. Fare degli allenamenti con Ronaldo e Vieri era qualcosa di stupendo ma abbiamo vinto di meno di quello che meritavamo. Nello sport bisogna saper accettare anche le sconfitte, come quell’episodio in Juve- Inter che ci costò lo scudetto.
Andrea Loiacono














