Dopo il goal del pareggio realizzato allo scadere dal guerriero n°1 per eccellenza, Max Marsili, analizziamo ora la squadra di Panarelli reparto per reparto:
PORTIERE: Antonino si rende protagonista di due parate fondamentali. La seconda, arrivata in seguito al goal del vantaggio andriese, è sicuramente la più importante, perchè permette al Taranto di rimanere a galla e ovviamente dà la carica ai restanti dieci in campo di lottare fino all’ultimo per pervenire al pareggio.
DIFESA: Compatti, duri e sempre attenti i 4 che iniziano il match. Bene i due centrali, Bova e Menna, che non concedono praticamente mai a Cristaldi di rendersi insidioso. Fatica un po’ Pelliccia, soprattutto nel primo tempo quando ha sulla sua corsia il forte ed ispirato Varriale, che semina il panico sulla fascia del terzino ’00 dei rossoblu. Ancora una buona partita di Ferrara, costretto ad uscire a causa di un problema muscolare e sostituito da Carullo. Quest’ultimo rischia di mettere il Taranto in seri guai, causando un rigore, anche se con molti dubbi, e permettendo ai padroni di casa di portarsi in vantaggio. Al pacchetto difensivo ionico, prende parte anche Max Marsili, che sostituisce Menna, e con tutta la grinta e la rabbia possibile, al 96′ punisce Zinfollino con un bolide che si insacca bucando le mani del portiere andriese.
CENTROCAMPO: È l’incognita dell’11 schierato da mister Panarelli. Per la prima volta con tre interpreti in mediana e D’Agostino a svariare dietro le punte. Il centrocampo si presenta con Bonavolontà nel mezzo, Manzo e Massimo da mezze ali, con il primo dei due in grandissima difficoltà nel primo tempo. Ennesima buona prestazione per il giovane centrocampista dei rossoblu, che cresce partita dopo partita, mettendo sempre più in evidenza il suo grande potenziale. Cresce nella ripresa Manzo, apparso più cattivo, ma soprattutto più calmo e meno frettoloso nella manovra. Bene ancora Massimo, chiamato questa volta al cosiddetto “lavoro sporco”, in particolare con un sostanziale aiuto in fase difensiva e di impostazione, che gli impedisce, dunque, di farsi notare per le sue caratteristiche tecniche offensive. Partita molto difficile per Stefano D’Agostino, braccato a uomo dagli avversari che non concedono al fantasista genoano nessuno spazio e alcun modo per rendersi pericoloso come lui sa fare.
ATTACCO: Si parte a due, con una coppia vista in qualche spezzone di gara e che, partendo da titolare, riesce anche a fare un buon lavoro, nonostante la perfetta difesa andriese, migliore del girone H. Croce effettua tanto lavoro di copertura e di sponda, protegge la palla e fa salire la squadra. Inoltre è protagonista di due episodi abbastanza dubbiosi, nei quali al Taranto non vengono concessi due rigori all’apparenza netti. Discreta la partita di Roberti, che sfiora il goal impegnando severamente Zinfollino nella prima frazione di gioco ed appare molto pimpante al rientro in campo, ma Panarelli decide di sostituirlo. Favetta, da subentrato, non si fa vedere molto e prova ad impensierire il portiere avversario solo con un colpo di testa che finisce di molto alto rispetto alla traversa. Bene, invece, Oggiano e Salatino, che danno una svolta sostanziale al match con la loro velocità e le loro elevate qualità tecniche.
ALLENATORE: Rischia molto, ma alla fine con le scelte giuste e un pizzico di buona sorte, riesce comunque con i suoi ragazzi a portare a casa un punto importante, che passa in secondo piano a causa dell’ennesima vittoria della capolista Picerno. Non interpreta bene il match inizialmente, infatti è costretto a cambiare in corsa il modulo. Proprio con i cambi, il Taranto inizia a giocare meglio e a schiacciare l’Andria nella propria metà campo.
Simone Pulpito














