Con la disputa della 19^ giornata, domenica scorsa, il Taranto ha terminato, oltre che il girone di ritorno, stagione 2022 -. 23, anche l’anno solare (2022), proprio con quest’ultimo step in cui sono state ottenute tre vittorie ed un pareggio ottenute con due big del campionato, quali Crotone e Pescara e due formazioni della zona medio bassa del girone C.
A questo punto della stagione, vissuta con due cambi tecnici, (dalla terza giornata Capuano subentrò a Di Costanzo), si evince che i rossoblù, dal confronto dei due campionati di serie C, nell’annata 2021 – 22, la prima in serie C, dopo la promozione dalla D, al termine del girone d’andata avevano collezionato 27 punti, posizionandosi in 9 ^ posizione (griglia play off), avendo un curriculum, nella gestione Laterza, di 7 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte, con 21 goal fatti e 21 subiti.
Esattamente un anno dopo (19 dicembre 2021 il Taranto, in casa, superò il Picerno per 2 a 0, con reti di Saraniti e Falcone), domenica 18 dicembre, i rossoblù passati, a Messina (campo notoriamente ostico e mai teatro di una vittoria, fino ad ora), collezionavano una vittoria che fissava, al giro di boa, i 26 punti conquistati e il 10° posto (se consideriamo la peggiore differenza reti con il Foggia), 9° posto, prendendo come parametro il successo dei tarantini nello scontro diretto, andato in scena lo scorso 1° ottobre (1 a 0 con rete di Infantino).
La differenza tra le due classifiche, porta a delle considerazioni che, comunque, certificano, sia pure con due rose completamente diverse nelle doti tecniche, di qualità ed esperienza, sia pure evidenti, ma che, sicuramente, sia nel modulo che nell’assemblaggio, alla fine non hanno portato ad una sostanziale differenza di collocazione della formazione ionica.
La scorsa annata, la partenza degli ionici, contando su una rosa, in cui, ai tanti punti fermi, protagonisti dalla promozione, furono aggiunti alcuni puntelli di qualità (Saraniti e Giovinco su tutti), cui il tecnico dell’epoca, Laterza dava l’impostazione con la punta Saraniti, a cui spettava il compito di incursore e rapace di area. Nel corso della prima parte di campionato si cercarono degli aggiustamenti, ma i risultati celarono le reali esigenze di rafforzamento del gruppo. Lo spirito del gruppo, cementatosi già nella stagione vittoriosa di serie D, fece si che tutto l’ambiente trascorresse serene vacanze natalizie, rafforzate dall’exploit di Torre del Greco ( il 22 dicembre con il 2 a 1, confezionato con un’autorete di Tascone e un goal, da rapace, di Saraniti.
Nell’attuale stagione, dopo l’estate trascorsa con la preparazione precampionato curata dal tecnico Di Costanzo e con la rosa composta dal Direttore Sportivo Dionisio, l’esordio in campionato fu traumatizzante, tanto che dopo la seconda giornata (prima sconfitta casalinga per 3 a 0 ad opera del Catanzaro) e secondo stop doloroso (dopo l’esordio infausto, nell’entità del risultato, di Monopoli), la società optò per l’addio del duo Di Costanzo – Dionisio, affidandosi ad un’altra coppia collaudata, ovvero Capuano – Evangelisti. Dopo l’esordio sfortunato di Torre del Greco (sconfitta di misura), il neo tecnico rossoblù, in realtà un ritorno dopo oltre vent’anni, è stato capace, nelle 17 gare in cui ha diretto i rossoblù, di conquistare 26 punti, frutto di 8 vittorie (di cui in campo avverso), 2 pareggi (di cui uno lontano dallo Iacovone) e 7 sconfitte (di cui una rimediata sul green del tempio calcistico tarantino), con l’invidiabile media di 1,53 punti, migliore (considerando le due gare in meno, in cui non sedeva in panchina) del cammino degli ionici, con altra gestione tecnica (1,42, la media punti).
In tema realizzazione i goal segnati sono stati 19, quelli subiti 28, attestanti una difesa più perforabile, rispetto a quella della passata stagione, sempre riferita al girone d’andata. Con le classifiche dettagliate, è evidente che i 26 punti sono frutto di 6 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, ruolino casalingo, mentre in trasferta, 2 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte. Qui la differenziazione, rispetto al 2021, appare quasi analoga, perché allo Iacovone i ragazzi di Laterza conquistarono 5 vittorie, 4 pareggi, 0 sconfitte, mentre fuori casa 2 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte.
L’analogia tra le due annate appare chiara, ovvero la fragilità difensiva, leggermente è marcata quest’anno, probabilmente causata anche dall’equivoco iniziale sull’utilizzazione, o meno, del portiere over che Capuano, pretese, facendo ingaggiare Vannucchi ed affidandosi come 12esimo, a Loliva e Russo (fino a quando è stato nelle fila rossoblù). In trasferta, la fragilità difensiva, leggermente migliorata, ha portato a Pescara, Messina e Cerignola, l’acquisizione di soli 7 punti (contro gli 8 della scorsa annata) certificazione che la formazione tarantina è sempre stata robusta e forte tra le mura amiche tanto che i suoi risultati ed il coronamento di ambizioni si sono concretizzate sul terreno amico.
Il problema, atavico, rimane quello del reparto offensivo, in quanto lo scorso campionato i bomber principi erano, a fine andata, Giovinco con 7 reti e Saraniti con 5, mentre nell’attuale campionato abbiamo Guida e Tommasini con 4 reti ciascuno, Antonini e Antonio Romano con 3 reti a testa.
A trazione anteriore quindi il Taranto del passato mentre quello targato Capuano, vede due attaccanti, un centrocampista e un difensore, quali marcatori principi.
Questa condizione, sicuramente porterà il Taranto, nella sessione invernale del calcio mercato ad individuare uno (o due attaccanti), un centrocampista (o due, valutando le condizioni degli infortunati lungodegenti) ed un difensore, sempre nell’ottica della sostenibilità nonché nel rispetto della famosa lista dei 24 + 1, ovviamente rivedendo gli atleti che non rientrando più nei piani della formazione di Capuano, dovranno far posto ai possibili, e sicuri, nuovi arrivi.
Rimaniamo in attesa, fiduciosi nell’operato del Direttore Evangelisti che, in sinergia con Capuano, avrà già individuato quei tasselli necessari ad affrontare il girone di ritorno che, come tradizione, da gennaio vedrà ripartire un altro campionato e le sorprese, nella fase discendente, saranno sempre possibili, in un verso o nell’altro, all’insegna degli obbiettivi di sostenibilità (fissati dalla Lega Pro e Figc), comunque coronamento dei programmi stilati l’estate scorsa poi, una volta raggiunta la permanenza (quota presunta 41 /42 per la riconferma della categoria) si potranno fare altri tipi di discorsi, ora certamente prematuri.
Fabrizio Di Leo













