di Giampiero Laera
Abbiamo intervistato l’ex difensore del Taranto, Ciccio Galeoto, protagonista nella cavalcata del Taranto nella stagione 2001-2002 in cui i rossoblù hanno sfiorato la promozione in serie B. Galeoto ha raccontato della sua esperienza col Taranto e ha espresso il suo giudizio in merito alla stagione che sta per concludersi.
Lei ha giocato a Taranto nella stagione 2001-2002. Che differenze ci sono tra il calcio di allora e quello di adesso?
Senza nulla togliere al calcio degli ultimi anni ma ai tempi in cui ho giocato un giocatore sentiva il peso della maglia che indossava e la sudava fino all’ultimo secondo. Adesso nel calcio prevale l’interesse verso i soldi sull’amore verso una società. A dire la verità oggi il calcio mi piace meno, proprio per questo aspetto.
Lei è stato uno dei protagonisti nella stagione 2001-2022, in cui la squadra ha sfiorato il salto in serie B, per via della tanto discussa finale col Catania. Ci dica un po’ come l’avete vissuta?
Il doppio confronto col Catania l’abbiamo vissuto bene e consapevoli della nostra forza. Nella gara d’andata avevamo perso 1 a 0 a Catania e al ritorno anche con l’1 a 0 per noi salivamo in serie B. La gara d’andata è stata molto strana, nel senso che per quanto visto sul campo e per qualche decisione sbagliata dell’arbitro avremmo dovuto segnare almeno 3 reti. La partita di ritorno la ricordo benissimo come se avessimo giocato ieri, c’era un grandissimo pubblico e ancora oggi, se ci penso, provo rabbia e rammarico per non essere riusciti a vincere e regalare il sogno della serie B alla piazza di Taranto.
Ci dia un suo parere sulla stagione in corso del Taranto.
Non ho avuto modo di conoscere Capuano personalmente, perché nella stagione 2001-2002 Capuano fu esonerato e la settimana dopo arrivai io. Il Taranto quest’anno sta facendo il campionato che deve fare e forse anche qualcosa in più, dato il valore complessivo della rosa. Prendere in mano un gruppo non da inizio stagione non è mai facile e Capuano sta facendo un ottimo lavoro e credo che alla fine riuscirà a far salvare il Taranto.
Ci dica un ricordo più bello, se c’è, nella sua esperienza a Taranto.
Come detto prima se penso alla mia stagione a Taranto, la mente va alla finale contro il Catania e mi viene ancora rabbia ma in generale a Taranto ho vissuto splendidamente, lo spogliatoio era una famiglia, programmavamo cene, colazioni e in campo il nostro affiatamento si vedeva con i risultati che arrivavano.













