di Giampiero Laera
Abbiamo intervistato l’ex centrocampista di Taranto e Messina, Manuel Mancini, il quale ha vestito la maglia rossoblù nella stagione 2005-2006, culminata poi con la vittoria dei playoff contro il Rende e il salto in serie C1. Mancini ha parlato dei suoi anni a Taranto ed espresso un parere sulla sfida tra Taranto e Messina di domenica, valevole per l’ultima giornata del campionato di Lega Pro, girone C.
Lei ha giocato sia a Taranto che a Messina, due squadre che si affrontano domenica allo Iacovone. Per chi farà il tifo e che gara si aspetta?
Questa domanda mi mette in difficoltà. Non saprei chi tifare domenica, perché ovunque ho giocato, ho sempre dato il massimo e sia Taranto che Messina sono rimaste nel mio cuore. Posso dire che mi farebbe piacere se il Taranto giocasse i playoff, perché lo merita. Sarei felicissimo anche se la squadra facesse tornare l’entusiasmo ai tifosi tarantini, perché i ragazzi hanno bisogno di loro. Il calcio di Taranto non può vivere senza il pubblico dello Iacovone.
Ci dica un ricordo più nitido che porta nel cuore della sua esperienza a Taranto.
A Taranto ho vissuto tantissimi momenti belli e mi sono tolto parecchie soddisfazioni a livello personale. Con i compagni avevamo creato una famiglia, ridevamo e scherzavamo fuori dal campo e poi durante le partite quella sinergia la avevamo anche sul terreno di gioco. Il triplice fischio della finale di ritorno col Rende mi rimbomba ancora nelle orecchie. Non lo scorderò mai quel momento e i festeggiamenti seguenti.
Ci dica le differenze dal calcio di allora, rispetto a quello attuale.
Io credo che ora il calcio si sia molto spettacolarizzato, se così si può dire. Ai miei tempi non esistevano i social e il calcio era molto più vissuto sul campo. Gli stessi tifosi spesso venivano in massa a seguire le partitelle di allenamento in settimana, era una cosa splendida. Credo che il calcio comunque continui a dar merito a chi veramente si allena seriamente, i giocatori bravi e con talento, se lanciati al momento giusto fanno strada.













