RASSEGNA STAMPA DEL 2 AGOSTO 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
È in quel di Cascia che Capuano sta modellando il suo Taranto dopo averne fornito un’importante struttura già nel corso dei mesi precedenti quando, dall’alto (anche) del suo incarico di responsabile dell’area tecnica, ha deciso su quali calciatori puntare, indipendentemente se gli stessi fossero già o meno alle sue dipendenze nella passata stagione. Un’esperienza ultratrentennale quella dell’allenatore rossoblù che, al netto di ciò, è consapevole di quanto sia importante iniziare un progetto già dal ritiro. E se per un profilo del suo calibro dovrebbe trattarsi di una dinamica pressoché scontata, in realtà, nel corso dell’ultimo periodo, così non è stato.
LO START SIN DAL RITIRO. L’ultimo vero precampionato gestito da Capuano risale all’annata 2015/16 ai tempi dell’Arezzo dopo essersi guadagnato la conferma al timone toscano a suon di risultati.
Si trattò, però, di un percorso funesto perché, sul finire della stagione (che lo proiettò alla ribalta per via del “caso Sperotto”), fu sollevato dall’incarico. Ufficialmente Capuano iniziò a lavorare sin dal ritiro anche alla guida del Modena (2017/18), ma era ampiamente risaputo che la società emiliana sarebbe andata incontro all’esclusione dal campionato per via di diverse problematiche di natura societaria. Un ritiro abbastanza anomalo, quindi, in cui Capuano fu costretto a fronteggiare soprattutto dinamiche di natura logistica e organizzativa senza avere la possibilità di concentrarsi esclusivamente su quelle relative al rettangolo verde. Dopodiché, Capuano è sempre subentrato nel corso delle successive parentesi ai timoni di Sambenedettese, Rieti, Avellino, Potenza, Messina e, per ultimo, Taranto. In riva allo Ionio, tuttavia, è stato anche confermato: ciò non era accaduto nelle ultime cinque esperienze (delle quali solo quelle nel Lazio e in Campania vissute fino all’ultima giornata di campionato).
VALUTAZIONI. Capuano, quindi, torna a dirigere un vero ritiro precampionato dopo otto anni ed è proprio nel verde dell’Umbria che sta nascendo il suo Taranto. Fondamentale rimarcare l’aggettivo possessivo perché, forse come poche volte gli era capitato in carriera, ha la possibilità di strutturare al meglio il lavoro organizzativo e di struttura del gruppo.
Il tecnico punta soltanto su calciatori funzionali al progetto, tant’è che anche alcuni degli innesti già annunciati nelle scorse settimane, su tutti l’esterno Dervishi e il centravanti De Sarlo, sembrano essere ai margini del progetto. Valutazioni pure sul difensore Canalicchio, ancora sotto contratto, ma con il quale il club starebbe trattando la rescissione.
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