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Taranto-Messina 2-0, la fotogallery

Delusione Taranto: contro il Sorrento arriva la seconda sconfitta consecutiva

Capuano: “La partita più brutta. Condizionati dall’espulsione di Bifulco”

di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera

Il Taranto delude. Inceppato, privo di idee, distratto, cade nella trappola del Sorrento e subisce la seconda sconfitta consecutiva dopo la battuta d’arresto interna incassata contro la capolista Juve Stabia, confutando anche lo spessore qualitativo, tattico ed identitario offerto durante le precedenti prestazioni. Rossoblu nervosi, scarsamente incisivi, spesso disorientati nelle strategie e nell’interpretazione poco equilibrata delle due fasi di contenimento e di finalizzazione: i costieri allenati dall’ex Enzo Maiuri mutuano invece organizzazione, intraprendenza e generosità, oltre ogni ostacolo di classifica, nell’unico e decisivo gol firmato dal subentrato Riccardo Martignago al 71’. Due le assenze pesanti per il Taranto, entrambe per squalifica: in primis quella di Antonini, faro inamovibile della difesa, la quale costringe Ezio Capuano a ridisegnare l’asse di retroguardia ed optare per la linea a tre affidata a Riggio eclettico nella mansione di centrale, affiancato dagli under Heinz a destra ed Enrici a sinistra. La seconda defezione è quella di Calvano a centrocampo: le chiavi della mediana sono consegnate al giovane Fiorani in collaborazione con Zonta, mentre Romano è schierato nel ruolo semi inedito di esterno destro (già sperimentato nel derby di debutto col Foggia, non senza perplessità); sulla corsia mancina opera Ferrara, previo infortunio di Panico. Invariato è invece il tridente offensivo, con Kanoute e Bifulco ad ispirare sulla trequarti Cianci centravanti puro. La formazione ionica prova il pressing alto e lo sviluppo in ampiezza delle iniziative, ma il Sorrento non appare remissivo: il filtro in zona nevralgica è labile, la gara è caratterizzata da repentini capovolgimenti di fronte e da qualche improvvisazione, come la traversa timbrata da Vitale al ventesimo giro di lancette, scaturita dalla respinta provvidenziale di Vannucchi sul tiro corto in area effettuato da Scala. Il Taranto replica con una girata al volo col destro eseguita da Bifulco, il quale accoglie l’assist lungo di Romano alla mezz’ora: il tentativo acrobatico è deviato in modo impeccabile dal baby portiere Del Sorbo, abile a sollevare la sfera sopra la trasversale. Un gesto pregevole prima dell’ingenuità fatale, dell’episodio che trasforma il corso della partita ed altera i criteri del Taranto: al 35’lo stesso Alfredo Bifulco è protagonista di un fallo di reazione, una mano sul viso di Vitale, che accentua la caduta davanti all’arbitro Giaccaglia della sezione di Jesi; il direttore di gara, severo nel dispensare ammonizioni per tutto l’incontro, non ha esitazioni e sventola il cartellino rosso diretto. “Una partita brutta, forse la più brutta in assoluto del Taranto- ha tuonato Ezio Capuano – C’era molta gente che in mezzo al campo passeggiava, camminava, a tutto pensava fuorché a questa partita: ne parlerò sicuramente. Adesso ci ricompattiamo e continueremo a lavorare”. “Il Taranto non mi è piaciuto, ma l’episodio dell’espulsione di Bifulco ha cambiato tutta la gara. Male già nei primi venti minuti: il Sorrento avrebbe meritato di andare in vantaggio, aveva più fame ed arrivava sempre prima sul pallone- ha commentato l’allenatore rossoblu- Nel momento in cui la squadra si è ricomposta, è rimasta in inferiorità numerica: voglio esaminare l’episodio, mi confronterò con Bifulco e ci assumeremo le nostre responsabilità. Non è giusto buttare all’aria tanti sacrifici: questione di rispetto per i tifosi che ci hanno seguito, per la gente di Taranto, per la proprietà, per l’allenatore, per i compagni”. Atteggiamento deludente, involuzione di mentalità e di strategia: “Non sono preoccupato. Però il nervosismo è ingiustificato: medito un impatto forte alla gara, ma devono essere evitate le ammonizioni di frustrazione, espressione del sentimento del debole. E di deboli ne ho visti tanti in campo”. Nel corso della ripresa, mister Capuano ha inserito Mastromonaco (alla sua centesima presenza con la maglia rossoblu) sul binario destro al posto di Romano, successivamente ristrutturando il tandem offensivo con gli innesti dei più freschi Samele e Fabbro per conquistare profondità. Ad indovinare gli avvicendamenti è invece Maiuri, il quale sacrifica, fra gli altri, Scala a beneficio di Martignago: quest’ultimo premia la fiducia confezionando una fiondata dal versante sinistro al 71’, coordinandosi indisturbato, sfruttando gli sviluppi di un corner dalla destra, suggellando il vantaggio per il Sorrento. Un punteggio che non cambierà, nonostante l’assetto tattico a trazione anteriore azzardato da Capuano nel finale, con Orlando al posto di Enrici e Kondaj per Ferrara: “Sono rimasto con due punte dopo l’espulsione, non ho inserito il terzo centrocampista per non abbassare il baricentro, ho optato per una linea 3-4-2 per inviare un segnale di coraggio alla squadra- ha spiegato Capuano- Non aggredivamo venti, trenta metri più avanti, per operare più stretti e ripartire corti: ci stavamo riuscendo, la partita era morta, il Sorrento si esprimeva per vie orizzontali ma non si costruiva nulla. Abbiamo incassato il gol su una marcatura persa dagli sviluppi di un calcio d’angolo”. “Non ho accelerato l’inserimento di Orlando, sarei stato un folle- ha affermato- L’ho fatto negli ultimi quindici minuti per cercare il pareggio, dall’inizio sarebbe stato azzardato. Le scelte del secondo tempo sono state giuste, poiché i costieri non stavano producendo. I meccanismi della difesa non hanno funzionato nei primi minuti: qualche giocatore non schierato da tempo sembrava fuori contesto, ma ha saputo riprendersi; l’assenza di Antonini, giocatore per noi imprescindibile per l’interpretazione di precisi movimenti, ha influito”. La squadra è stata salutata dai cinquecento sostenitori accomodati sugli spalti del neutro di Potenza: “Non dobbiamo massacrare i giocatori. Ho sempre dichiarato gli obiettivi della squadra, al momento sono largamente alla portata: se qualcuno pensa cose diverse, sbaglia- ha chiosato Capuano- Dobbiamo arrivare nei play off, migliorando la classifica dell’anno scorso e, come aspetto prioritario, mantenere la categoria”.

Tags: Taranto FC 1927
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