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Taranto tenace e pragmatico, oltre le difficoltà: pari a reti inviolate nel derby di Cerignola

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Taranto tenace e pragmatico, oltre le difficoltà: pari a reti inviolate nel derby di Cerignola

Vannucchi ipnotizza Malcore dagli undici metri. Domani turno infrasettimanale: i rossoblu ospitano il Giugliano allo Iacovone (ore 18.30)

di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera

Di necessità, virtù. E’ un Taranto tenace, pragmatico nell’affrontare sia la precarietà di condizione fisica in organico accusata da molti atleti, sia nell’attraversare indenne i momenti di sofferenza della partita, senza cedere mai al rischio di disorientamento, ma incentivando l’organizzazione strategica, le letture originali, l’ispirazione dei singoli (sugli scudi il portiere Gianmarco Vannucchi, autore di interventi provvidenziali, in primis il calcio di rigore neutralizzato), il ripristino di schemi più conservativi. Esce indenne dal derby di Cerignola, la formazione ionica guidata da Ezio Capuano: il pareggio a reti inviolate assume un peso speciale al netto delle inevitabili sperimentazioni applicate al cospetto di un avversario, quello ofantino collaudato da Ivan Tisci, ordinato, propositivo e sicuro nella gestione della manovra a centrocampo, prodigo di iniziative, capace persino di dissipare l’occasione dagli undici metri con lo specialista Giancarlo Malcore alla fine del primo tempo. Capuano modifica nella titolarità dei suoi uomini il consueto modulo 3-4-3, soprattutto nel reparto avanzato, appannaggio di Fabbro schierato nel ruolo a lui più consono di esterno destro, del collega prescelto sulla trequarti opposta Bifulco, così come di Simeri terminale puro, mentre Kanoute ed Orlando, non al massimo della forma, si accomodano in panchina. Unica variazione in difesa è sul versante mancino, laddove Enrici sostituisce Riggio, nemmeno convocato dopo il trauma accusato nel corso della gara precedente col Monterosi; Luciani e Miceli chiudono la cerniera, protetti alle spalle dall’inamovibile Vannucchi. Invariata invece la linea nevralgica, con Valietti che supera la concorrenza di Mastromonaco, reintegrato gradualmente dopo l’infortunio, sulla fascia destra, mentre Ferrara presidia la corsia opposta; in mediana è accordata fiducia al tandem composto da Calvano (atteggiamento intraprendente in ottica di finalizzazione) e da Zonta. “Avevamo tante assenze, non le comunichiamo prima della partita per non creare alibi: Kanoute, Orlando, De Marchi, Valietti, tanti giocatori al limite della condizione fisica, Mastromonaco reduce da un lungo periodo d’infortunio: eravamo in difficoltà- ha spiegato Ezio Capuano- Secondo me, abbiamo disputato un ottimo primo tempo e, con onestà, ammetto che siamo stati un pizzico fortunati”. Distribuisce le analisi del pareggio, lo stratega rossoblu: “Il Cerignola ci sovrastava a centrocampo, così abbiamo variato il sistema tattico, restando sempre in partita: gli ofantini hanno registrato qualche occasione importante, fatta eccezione per il calcio di rigore concesso in modo inverosimile che ha esaltato anche le qualità di Vannucchi- ha spiegato-Per noi quattro opportunità limpide per andare in vantaggio: la più clamorosa è quella di Ferrara alla fine del primo tempo. Poi la compagine di Tisci è cresciuta e noi siamo andati in difficoltà a livello organico muscolare”. Il tecnico ha inaugurato la ripresa con due cambi destinati a donare maggiore imprevedibilità al suo Taranto, ovvero Kanoute per Bifulco e Matera per Zonta; al 56’ ha ripristinato l’assetto originario del 3-5-2, optando per rimpinguare un centrocampo troppe volte superato, quindi inserendo Fiorani e sacrificando una punta, Fabbro: “Nel secondo tempo, nel miglior momento degli avversarsi, siamo stati bravi a cambiare atteggiamento- ha confermato- Il Cerignola emergeva nella superiorità numerica perché non adottavamo mai la diagonale stretta della punta, così ho abbassato Calvano ed ho inserito il terzo centrocampista e ci siamo ricompattati. Il calcio di rigore avrebbe potuto cambiare le sorti della partita, ma è stato concesso al limite della vergogna: la formazione dauna ha prodotto più di noi e se avesse vinto non ci sarebbe stato nulla da eccepire, ma il penalty è inesistente”. L’equilibrio e l’attenzione in fase di non possesso palla sono stati determinanti: “La mia squadra non ha mai disdegnato di avanzare: nel momento di grande difficoltà, ha dimostrato di saper soffrire, di rimanere stretta, compatta ed ha operato molto bene la linea difensiva- ha esaminato Capuano- Devo fare i complimenti ad Enrici: è stato uno dei migliori in campo, un giovane che rientra e si fa trovare così pronto è simbolo di un gruppo importante, vuol dire che si allena bene. La prova di contenimento è stata encomiabile: le parate di Vannucchi impeccabili e decisive ai fini del risultato, Miceli ha sfoderato una prova al limite della perfezione, come bene hanno agito i due braccetti”. Creatività ridimensionata, però: “Avevamo problemi nell’allungare, perché non avevamo gli interpreti più idonei- ha ammesso- Davanti ho adottato una sorta di staffetta con giocatori che non si erano mai allenati: non avremmo potuto fare di più. Avevo paura anche a schierare De Marchi al posto di Simeri che ha lavorato bene: ed invece è entrato con decisione, disputando quindici minuti ad alto livello”. “La svolta evaporata del match è annotata al 38’, quando l’arbitro Lovison ha concesso un penalty agli ofantini per presunto fallo col braccio da parte di Miceli. L’esecuzione col piatto destro dello specialista Malcore è stata vanificata da Gianmarco Vannucchi, reattivo nel frenare la sfera distendendosi sulla sua sinistra al 39’. “In settimana ho studiato i rigoristi, è stata una mia sensazione- ha confidato il portiere e capitano rossoblu-Poi ho visto il movimento del corpo di Malcore ed ho intuito che tirasse alla mia sinistra: mi sono tuffato leggermente prima riuscendo a neutralizzare”. Il pensiero è rivolto alla metabolizzazione dei meccanismi rinnovati in retroguardia: “La partenza di Matias Antonini è importante, ma il mister l’ha sostituito con Miceli che sta facendo benissimo. Contro il Cerignola tutto il reparto difensivo ha disputato una partita ottima: chiunque vada in campo conosce i compiti da svolgere, il nostro allenatore impartisce codici precisi- ha assicurato Vannucchi- Il nostro intento era quello di vincere, ma la gara si è sviluppata diversamente ed abbiamo sofferto, ci sono state decisioni anche a sfavore. Siamo stati bravi a non destabilizzarci: nel secondo tempo, poi, il mister ci ha dato una grossa mano passando alla mediana a tre e suggellando la parità numerica”.

Tags: Taranto FC 1927
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