di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Come un classico “deus ex machina” prima che il sipario cali su una recitazione da assoluto protagonista. E’ Mamadou Kanoute ad esaltare e concludere un ultimo atto sinergico ed elegante, ed a regalare al Taranto la seconda vittoria consecutiva in casa nel mese di febbraio, ancora una volta in un epilogo da autentica catarsi emotiva, come avvenuto a tempo abbondantemente scaduto contro il Monterosi. Si proietta nella zona nobile della classifica, la squadra rossoblu allenata da Ezio Capuano: doma al 44’ della ripresa il Giugliano guidato da Valerio Bertotto, una delle rivelazioni dell’attuale torneo, interrompendone la sequenza di cinque risultati utili, amministrando con razionalità le energie in una rotazione alquanto obbligatoria, e non solo in ottica degli appuntamenti ravvicinati comandati dal calendario (domenica trasferta in notturna a Crotone). Dopo il pareggio a reti inviolate nel derby col Cerignola, la compagine ionica deve preservare le strategie mnemoniche e selezionare gli atleti carenti in condizione fisica: Capuano ne è consapevole e reinventa i titolari nello scacchiere collaudato del 3-4-3, accordando fiducia ad Enrici sul polo mancino della difesa (caviglia malconcia per Riggio), ripristinando Mastromonaco sulla corsia destra dopo le defezioni reiterate per infortunio, optando per Fiorani in mediana, scegliendo Orlando per la profusione di fantasia sulla trequarti (Bifulco non al massimo della forma). La completezza della retroguardia è garantita dai soliti Luciani e Miceli, con Vannucchi a tutela dei pali, mentre Calvano e Ferrara chiudono la cerniera di centrocampo, con Kanoute e Simeri ubicati nella batteria offensiva. “Ho adottato una sorta di turnazione davanti, c’era tanta gente che non stava bene: sicuramente Orlando, quando subentra, spacca la partita, perché possiede estro e funambolismo ma fa più fatica quando i ritmi sono alti- ha illustrato Capuano- Per quel che concerne le scelte iniziali a centrocampo, Matera era squalificato e Zonta ha avuto un attacco febbrile, quindi ho puntato su Fiorani e su Calvano non in perfette condizioni; le alternative in panchina erano rappresentate da Papaserio e Ladinetti, arrivato al debutto”. “Nel momento delle sostituzioni, era previsto un solo cambio, quello di Zonta per Fiorani, ma Calvano era sfinito: ho avuto il coraggio di inserire un altro giocatore di qualità- ha precisato- Contro il palleggio e le imbucate del Giugliano abbiamo registrato qualche sofferenza, eravamo un po’ larghi, questione di caratteristiche: con l’audacia della mediana affidata a Zonta e Ladinetti è andata bene”. Sempre più devastante e con uno score realizzativo da doppia cifra è Kanoute, capocannoniere del Taranto: “L’ho ingaggiato in estate ed era stato etichettato come uno scarto dell’Avellino. Sono fiero della sua rivincita”. Lo stratega viviseziona la prestazione dei suoi rossoblu: “Una partita difficile contro un Giugliano in striscia positiva: abbiamo ridisegnato la squadra più volte ed abbiamo interpretato un approccio importante; collezionare otto calci d’angolo nei primi minuti significa tenere bassi gli avversari- ha spiegato- Vinta in maniera meritata: il Giugliano si è reso pericoloso solo con qualche ripartenza nel momento in cui eravamo scomposti in mezzo al campo, con l’uscita di due incontristi a favore di due palleggiatori. Abbiamo aggredito subito, abbiamo preparato bene sul loro fraseggio basso con palla lunga verso Salvemini. Noi giocavamo coi due trequartisti a metà area, recuperando palloni importanti sul primo campo con Fiorani ed avremmo potuto pervenire al vantaggio con Simeri immediatamente. Abbiamo sprecato tanto. Le sostituzioni hanno offerto un segnale non conservativo: insistere sulla corsia sinistra, ostacolando l’avanzata di Romano e l’ampiezza coperta dal terzino”. Taranto abituato a non arrendersi: “Una squadra che si allena bene, che sa soffrire, che corre sino al 95’, che non si accontenta mai, che lotta, aggredisce e ci crede sino alla fine- ha commentato con orgoglio- Gol meraviglioso, frutto di una combinazione richiesta, del cambio di gioco su Ferrara, l’esterno sinistro più forte in assoluto, da categoria superiore, secondo me”. Intrigante è la classifica: “A gennaio ho ingaggiato giocatori fuori dal progetto di altri club: in serie C si deve correre e soffrire. Abbiamo 45 punti, siamo salvi matematicamente: adesso ci credo anch’io nei play off”. Il Taranto suggella il vantaggio al 44’st con una combinazione impeccabile: Zonta inventa una sciabolata raffinata che raggiunge l’inarrestabile Ferrara, il quale pennella un cross col contagiri a beneficio di Kanoute che, in piena area di rigore, svetta di testa e trafigge l’incolpevole Russo. “E’ un momento importante della mia carriera, lo sto vivendo intensamente a livello di concentrazione, ma ci sta qualcosa in più che mi mancava: sono i gol e mi fanno davvero piacere- ha confidato Mamadou Kanoute- Vivo per il gol: nelle stagioni precedenti giocavo esclusivamente per la squadra, adesso punto più verso la porta, merito della collocazione in campo e dei movimenti suggeriti dal mister”. “Ho fatto i complimenti a Ferrara per il grande cross- ha rivelato l’attaccante senegalese- Il gol è nato da una palla rubata su ripartenza del Giugliano, era assente il terzino sul lato mio e ne ho approfittato. Me lo sentivo, ci ho creduto e sono andato ad impattare la sfera”. “La squadra è stata viva, ha prodotto tanto ed avrebbe potuto sfruttare le palle inattive – ha esaminato il cannoniere- Nel secondo tempo, i campani ci hanno chiusi bene ed hanno limitato la creatività davanti. Bravi tutti: era una partita rognosa”.














