di Mimmo Ligorio
Abbiamo ascoltato per Giornalerossoblù.it l’ex centrocampista del Taranto Andrea Bussi chiedendogli un’opinione globale sul Campionato di Serie C e sul lavoro svolto in questa stagione dal Taranto affinché possa giocarsi una chance di promozione attraverso i play-off, competizione che manca al popolo rossoblù da diversi anni.
Bussi attualmente ricopre l’incarico di D.G. del Pomezia Calcio, squadra militante nel campionato di Eccellenza laziale, che progetti ha?
Abbiamo grandi progetti con il Pomezia Calcio, il nostro patron ha inglobato sia il rugby Pomezia che la Fortitudo calcio a 5, che milita in Serie A. Mi è stato affidato l’incarico di occuparmi di tutto a 360 gradi, attualmente mancano due giornate al termine del campionato con quattro squadre racchiuse in due punti. Domenica sfideremo la capolista Maccarese, è una partita complicata ma daremo il massimo nel tentare di scavalcarli in classifica per ottenere una chance di promozione diretta in Serie D, è l’obiettivo che ci siamo posti da inizio stagione e spero che gli sforzi fatti dal presidente, dal suo staff e dai giocatori, possano essere ripagati. Stiamo cercando di rendere il settore giovanile un nostro punto di forza, il nostro obiettivo è inserire i giovani tra i professionisti che sia in Eccellenza o in Serie D, attualmente stiamo trattando due U-14, sono in gamba e meritano di avere una chance tra i professionisti.
Nel campionato di Serie C le tre squadre prime classificate dei tre rispettivi giorni hanno vinto il torneo con largo anticipo, l’anno scorso, invece, il Catanzaro è stato protagonista indiscusso, “ammazzando il campionato”, crede che la Serie C si stia livellando ai Top campionati nel quale diventa sempre più difficile trovare più squadre che lottano all’ultima giornata per il titolo?
Si, ritengo sia molto più difficile in quanto in questi ultimi anni è cambiato l’atteggiamento dei club. Il calcio ha e credo abbia ancora una crisi importante a 360 gradi; i top club investono, mentre gli altri club cercano di andare avanti grazie a quei presidenti che compiono notevoli sforzi nel mantenere la squadra in categoria, poi ci sono quelle piazze dove ad inizio stagione si pone un obiettivo ma di partita in partita si capisce di aver fatto il passo più lungo della gamba ed a lungo andare si rischia di avere in squadra giocatori scontenti che non vengono pagati, incombendo in promesse non mantenute, generando una perdita di spessore del campionato. Ad andare avanti sono le squadre che hanno potuto investire all’inizio della stagione, in effetti possiamo notare il grosso divario che separa le squadre vincitrici del campionato nei rispettivi gironi con le squadre classificate negli ultimi posti della griglia play-off. In Serie A ad esempio, l’Inter vincitrice del campionato ha un enorme divario rispetto le dirette concorrenti e stiamo parlando di Milan, Juventus, insomma squadre di un certo spessore, anche in Serie B si nota questo enorme divario con squadre che vanno a gonfie vele e squadre che fanno fatica a competere. Questa è la forbice che evidenzia la crisi del calcio, non parliamo di una perdita di qualità, ma di una mala gestione, si sta creando il ricco ed il povero e bisogna solo ringraziare quei presidenti che compiono notevoli sforzi nel cercare di andare avanti. Ad esempio a Catania si sono compiuti grossi investimenti acquistando giocatori prestigiosi, ma diverse vicissitudini seguite da cambi di allenatori hanno permesso di far inceppare il meccanismo facendo accumulare ansia da prestazione nei giocatori e all’allenatore; questo sta a dimostrare che anche se si sono investiti tanti soldi in un progetto è sempre il campo ad emanare i suoi verdetti. Giocatori importanti acquistati per scalare le prime posizioni della classifica, subiscono la pressione, soffrendo il momento negativo non riuscendo ad esprimersi con prestazioni eccellenti. A Taranto ad esempio dove la pressione è maggiore ci vogliono in primis giocatori di grande carisma e personalità, che siano in grado di cambiare le cose, come mi è successo nel 2006 che subendo la quarta sconfitta di fila contro il Lamezia, la squadra con grande carattere diede la svolta al campionato vincendo contro l’Igea Virtus ottenendo un filotto di risultati utili che ci permise di entrare in zona play off, giocarci e vincere la finale contro il Rende.
Secondo lei il Taranto sta vivendo la stessa atmosfera vissuta da lei nella stagione che portò alla promozione in Serie C1 contro il Rende?
Sicuramente si, stanno vivendo le stesse emozioni che ho vissuto in quel periodo, hanno giocato un campionato di altissimo livello e senza i quattro punti di penalità sarebbero al secondo posto a pari punti con Benevento ed Avellino, di certo non credo che ad inizio campionato il Taranto credeva di trovarsi al secondo posto. Capuano ha condotto i ragazzi verso un campionato importante eseguito in maniera positiva. Domenica sono riusciti ad ottenere una grande vittoria di misura contro l’Avellino, si giocheranno i play off, anche se a dirla tutta non mi piace questa formula, troppe partite. Ho avuto la fortuna di giocare i play-off in tante squadre importanti, a Taranto ho assaporato una cultura calcistica del tifo e mi chiedo il perchè questa città non riesce a meritare i palcoscenici importanti, come la Serie B che manca da ormai trent’anni, è il suo target! Allo Iacovone si respira un’atmosfera fantastica, per un calciatore è qualcosa di meraviglioso giocare in quello stadio e sia la città che i tifosi hanno tutti i presupposti per giocare un campionato di Serie B. I tifosi stanno trascinando la squadra facendola sentire sempre più forte e sicura, i ragazzi hanno tutte le carte in regola per giocarsi la Serie B attraverso i play off, hanno affrontato un campionato senza eccedere in ulteriori sforzi mentali, sono sicuro che la squadra farà bene; saranno spinti dal grosso supporto del pubblico, non sono nuovi a questi eventi, i tifosi sapranno gestire la situazione al meglio, sono abituati a partite di grande livello ed ora hanno l’occasione di poterci riprovare. Il Taranto ha giocato un girone di ritorno strepitoso crescendo man mano aumentando l’entusiasmo in città.
Quindi crede che il Taranto abbia fatto più di quanto abbia prefissato ad inizio stagione?
Sicuramente il Taranto ha fatto molto più di quanto gli è stato richiesto, il bicchiere è mezzo pieno! Tifosi, società e presidente devono ritenersi soddisfatti del campionato svolto in maniera eccelsa, ma ora non bisogna rilassarsi, il calcio è spietato, è una questione di numeri, con i se con i ma non si arriva da nessuna parte. Questo campionato è stato eseguito nel migliore dei modi da parte dei giocatori e di tutto lo staff del Taranto, a dirlo è la classifica. Sabato si chiudono i giochi e si volta pagina, bisogna prepararsi ad un altro campionato cercando di affrontarlo con la stessa serenità, forza fisica e dispendio di energie giocando a viso aperto contro tutti.
Come ha citato in precedenza il match di Sabato tra Latina e Taranto sancirà la fine dei giochi, crede che le due squadre tenderanno a non farsi del male?
Analizziamo la classifica il Latina ha 51 punti ed il Foggia ne ha 48, pronto ad insediarsi nelle ultime posizioni della griglia play-off; sia il Latina che il Taranto potrebbero scalare ulteriori posizioni, il Taranto potrebbe portarsi al quarto posto tentando di scavalcare la Casertana, mentre il Latina potrebbe scavalcare il Crotone o addirittura raggiungere il Giugliano. Mi aspetto una partita tirata e che il Taranto faccia strategia, la posta in palio è alta ed il piazzamento finale in classifica può agevolare in questa nuova competizione. Voglio approfittare per fare un grosso in bocca al lupo al Taranto e salutare i suoi tifosi.














