Non è il pesante 5-1 subito in Coppa Italia a pesare più di tutto. Per Andrea Solidoro, allenatore dell’Atletico Acquaviva, la vera sconfitta è arrivata altrove: in un episodio che, a suo dire, ha tradito lo spirito del gioco e i valori fondamentali dello sport.
“Ci siamo divertiti fino al 3-1, poi dopo il 4-1 sono tornato a casa infelice”, ha dichiarato Solidoro a fine gara. “La mia amarezza non nasce dal risultato, ma da una questione di principi. Non voglio sminuire la prestazione del Taranto, che ha disputato una grande partita, ma chi fa calcio deve farlo con valori, cercando di dare un esempio anche a chi ci guarda. Oggi sugli spalti c’erano tanti bambini, e credo che abbiamo insegnato ben poco. Questo mi dispiace”.
Il tecnico ha poi raccontato un episodio recente per chiarire meglio il suo punto di vista:
“Domenica scorsa, la squadra del mio paese, la Polisportiva San Martino, ha pareggiato 3-3 al 93º su una palla che non era stata restituita. L’allenatore ha fermato il gioco e ha detto ai ragazzi di lasciar segnare gli avversari al 94º. Era un contesto diverso, certo, ma se non insegniamo qualcosa a chi ci osserva, il calcio perde valore”.
Per Solidoro, il Taranto, superiore sotto ogni aspetto, non aveva bisogno di quel gol per affermare la propria superiorità:
“Il Taranto avrebbe vinto comunque, sia oggi che al ritorno. È una squadra di altissimo livello, con qualità tecniche straordinarie, e sono certo che vincerà campionato e Coppa. Ma da persone di sport ci si aspettava un segnale, un gesto che avrebbe avuto un valore simbolico importante. Non è accaduto, e lo dico con serenità ma anche con responsabilità”.
Nonostante l’amarezza per l’episodio, Solidoro ha voluto comunque rendere merito all’avversario e ai suoi giocatori:
“Il Taranto ha dominato e questo va riconosciuto. Noi non siamo il Taranto: molti dei nostri ragazzi lavorano e non possono allenarsi con la stessa intensità. Ma abbiamo giocato con onestà, schierando tre under e cercando di fare la nostra partita. È stata una sfida difficile, contro una grande squadra, davanti a tanto pubblico e in uno stadio che non è il nostro. Per noi resta un’esperienza preziosa per crescere”.













