Dopo quindici anni, Danilo Pagni torna a vestire i colori rossoblù, assumendo ufficialmente la carica di direttore sportivo del Taranto. Una scelta che profuma di casa, come lui stesso racconta nel giorno della presentazione: «Sono estremamente felice. A casa mia, oggi, è festa». Il nuovo ds non nasconde l’emozione per l’inizio di una seconda avventura che affonda le radici in un legame rimasto intatto nel tempo: «C’è un legame che va al di là di ogni cosa».
Pagni ammette di non aver ancora incontrato la squadra, ma rivela di essersi già immerso nel lavoro da diverse settimane: «È da un mese che interagisco con i Ladisa e ci siamo presi qualche caffè. Nel frattempo ho analizzato il campionato e l’andamento della squadra. Ho un’idea chiara: bisogna solo lavorare. Conosco una sola medicina: il lavoro che ci darà la giusta fame e ambizione».
Uno sguardo anche al girone, che Pagni considera particolarmente competitivo: «Il campionato è salito di livello. Non c’è una squadra che ammazzi il torneo, ma ci sono tre o quattro formazioni che possono spuntarla alla fine. Bisogna stare attenti contro tutti: vince chi è più furbo, più scaltro e più esperto. Dobbiamo metterci alla pari di tutti».
Chiarezza anche sulle priorità operative: «Prima vengono il tecnico e lo staff, poi parleremo del resto. Devo conoscere ogni dettaglio, ogni centimetro del club, i dipendenti e la squadra. Dopo sarà il momento del mercato, sempre confrontandomi con il nuovo allenatore».
Non manca un pensiero di gratitudine verso chi lo ha fortemente voluto: «Mi sono subito sentito desiderato dalla famiglia Ladisa. Ho conosciuto Camicia e Bitetto e ho avvertito attorno a me una grande accoglienza. Mi sono sentito subito in famiglia. Taranto per me, non è piaggeria, è qualcosa di speciale».
Il messaggio finale è una chiamata all’unità e alla rinascita: «Dobbiamo risalire dove il Taranto manca da tanti anni, insieme. La parola giusta è: insieme».














