Massimiliano Marsili, ex capitano del Taranto promosso in Serie C nel 2021, segue ancora con grande attenzione le vicende rossoblù. Oggi allenatore e tarantino d’adozione, ha parlato del momento della squadra ionica, della corsa alla Serie D e dell’atmosfera che si respira in città. L’intervista, raccolta da Vito Di Noi del Quotidiano, offre uno sguardo lucido sull’attuale percorso del Taranto e sul valore di una piazza considerata tra le più esigenti e calorose del panorama calcistico meridionale.
Marsili, qual è il suo giudizio sul Taranto?
«Squadra ottima, costruita per conquistare risultati importanti. Domenica ero allo stadio e mi ha fatto una grossa impressione, soprattutto dopo il pareggio. Per onestà intellettuale, però, sento di dover fare i complimenti anche all’Apice: magari non ha le qualità del Taranto, ma ha disputato comunque una buona partita».
Rossoblù ancora in lotta per la Serie D, ma senza qualche passo falso avrebbero forse già chiuso il discorso promozione.
«Forse sì. Però disputare i play off nazionali è tutt’altro che un fallimento. La Coppa Italia rappresenta una strada alternativa, magari più veloce, per arrivare alla promozione, ma nel calcio sbagliare fa parte del percorso. Il Taranto ora non deve guardarsi indietro, ma restare concentrato perché ha tutte le carte in regola per riuscirci».
Lei conosce bene il campionato di Eccellenza. Il Taranto, all’inizio, ha forse sottovalutato questa categoria?
«Non so se sia stato il caso del Taranto, ma spesso sento dire che l’Eccellenza è un campionato mediocre: niente di più sbagliato. L’anno scorso il Barletta ha dominato, ma anche squadre meno blasonate come Spinazzola e Polimnia erano assolutamente competitive. E poi contro il Taranto tutti danno qualcosa in più per mettersi in mostra».
Da allenatore, come valuta il lavoro di Ciro Danucci?
«È un buon allenatore. Il nostro è un mestiere complicato: a volte si rischia l’esonero per dettagli o situazioni particolari che possono indirizzare una carriera. Per me Danucci sta facendo bene. Non conosco le ragioni dell’esonero di novembre, ma da quando è tornato ha ripreso il suo percorso e adesso ha una grande occasione per completare il lavoro».
Nel Taranto attuale ci sono anche Guastamacchia e Rizzo, suoi ex compagni nel 2021.
«Sì, con loro ho condiviso la vittoria di quel campionato di Serie D. Ho un buon rapporto anche con Nicola Loiodice e conosco Enrico Zampa. Credo che giocare a Taranto abbia un valore enorme anche per il futuro di un calciatore: qui ti senti davvero un professionista, indipendentemente dalla categoria. Certo, devi essere forte caratterialmente, perché Taranto ti dà tantissimo ma pretende altrettanto. È una piazza esigente, dove la maglia va sudata e rispettata».
In città è tornato grande entusiasmo.
«Ed è normale che sia così. Conosco Taranto in ogni sua sfaccettatura, ma domenica mi sono emozionato ancora una volta sentendo tutto quel calore. Quando ripenso alla mia esperienza qui mi vengono ancora i brividi. Mi auguro che questa società, di cui sento parlare molto bene, riesca a dare continuità e stabilità al progetto, portando il Taranto sempre più in alto».














