In casa Juventus non si profila una nuova rivoluzione. Dopo settimane di tensioni e scenari incerti, la proprietà guidata da John Elkann avrebbe scelto la linea della continuità, imponendo di fatto una tregua tra il tecnico Luciano Spalletti e il direttore sportivo Damien Comolli.
Dopo nove allenatori e sei dirigenti dell’area sportiva cambiati nelle ultime sei stagioni, alla Continassa sembra quindi prevalere la volontà di stabilizzare il progetto, anche per ragioni economiche e strutturali.
Il rapporto tra Spalletti e Comolli, secondo quanto riportato, non sarebbe mai decollato. Le divergenze riguarderebbero soprattutto la costruzione della rosa e i metodi di lavoro. Il tecnico avrebbe richiesto nel mercato di riparazione un attaccante di riferimento, mentre la dirigenza avrebbe portato profili diversi, non perfettamente in linea con le sue esigenze tattiche.
Alla base delle frizioni anche l’approccio del dirigente francese, fortemente orientato all’utilizzo di dati e algoritmi nelle scelte di mercato, metodo non pienamente condiviso dall’allenatore.
Nonostante le tensioni, la scelta della società sarebbe quella di non procedere con ulteriori cambiamenti, puntando invece su una seconda opportunità per il progetto tecnico e dirigenziale.
Il ragionamento della proprietà si inserisce in un contesto più ampio di continuità gestionale, dopo anni caratterizzati da frequenti rivoluzioni interne che non hanno prodotto i risultati attesi.
La posizione di Comolli, in particolare, viene letta come centrale nel nuovo ciclo bianconero, nonostante una prima stagione giudicata complessa e segnata da investimenti importanti non sempre efficaci.
Il confronto viene spesso inserito nel solco di precedenti esperienze dirigenziali in Serie A, dove anche figure poi diventate vincenti hanno avuto esordi complicati prima di affermarsi stabilmente.
L’orientamento attuale, dunque, sembra chiaro: evitare l’ennesimo reset e provare a costruire continuità tecnica e gestionale, nella speranza di riportare stabilità e competitività a lungo termine.



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