La prolungata chiusura del Rondò Croce continua a pesare sul tessuto economico della città. A lanciare un nuovo allarme è Casartigiani Taranto, che denuncia le pesanti ripercussioni sulle micro e piccole imprese dell’area e chiede alla politica di assumersi la responsabilità di ottenere risposte concrete dalla macchina amministrativa.
Secondo l’associazione, decine di attività commerciali e artigianali stanno subendo un progressivo calo del fatturato a causa dell’interruzione della principale arteria di accesso alla città, una situazione che coinvolgerebbe direttamente circa cinquanta nuclei familiari. Per Casartigiani, i ritardi nella gestione dell’emergenza e l’assenza di percorsi alternativi rappresentano un problema non più sostenibile.
L’organizzazione sottolinea come le criticità non siano nate con la recente chiusura della strada, ma siano il risultato di una mancata programmazione durata decenni. Il tratto interessato, infatti, avrebbe dovuto essere oggetto di interventi strutturali di messa in sicurezza già da molti anni, trattandosi di uno snodo fondamentale per i collegamenti tra Taranto, la Strada Statale 106 e le località della fascia occidentale della provincia.
«Le imprese non possono continuare a pagare il prezzo dell’inerzia amministrativa accumulata nel corso degli anni», afferma il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia, Stefano Castronuovo, che evidenzia come i lavori pubblici siano necessari ma debbano essere accompagnati da soluzioni capaci di garantire la continuità della viabilità. «Le imprese non chiedono privilegi – sottolinea – ma il diritto di poter lavorare. Ogni giorno perso significa meno fatturato, meno clienti e un rischio sempre più concreto di chiusura delle attività».
Tra le richieste avanzate figura la verifica tecnica per l’apertura di una viabilità provvisoria tra via Machiavelli e via Metaponto, accompagnata da adeguata segnaletica, regolazione dei flussi di traffico e tutte le necessarie misure di sicurezza. L’associazione propone inoltre il potenziamento dei percorsi alternativi, l’eliminazione dei principali punti di congestione e l’introduzione, ove possibile, di deroghe temporanee per i mezzi destinati alle attività produttive e alla logistica.
Sul piano economico, Casartigiani chiede un pacchetto straordinario di misure a sostegno delle imprese direttamente penalizzate dalla chiusura del Rondò Croce. Tra le proposte figurano l’esenzione temporanea dalla TARI, dall’IMU e dagli altri tributi comunali per le aziende interessate, contributi a fondo perduto in collaborazione con Regione Puglia e Governo, strumenti di garanzia per facilitare l’accesso al credito e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Comune, Regione e associazioni di categoria per monitorare l’andamento dei lavori e individuare ulteriori interventi.
L’associazione conferma infine la propria disponibilità a collaborare con gli uffici competenti, mettendo a disposizione dati e informazioni utili a quantificare i danni economici subiti dalle imprese associate.
«Non è più il tempo dello scaricabarile – conclude Castronuovo –. Chi ha responsabilità amministrative ha il dovere di individuare rapidamente soluzioni concrete. Ogni giorno di ritardo significa nuovi danni economici, posti di lavoro a rischio e un ulteriore indebolimento del tessuto produttivo del territorio».














