Il porto di Taranto torna al centro del dibattito politico. Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche Economiche e Fiscali, punta il dito contro il Governo Meloni, accusandolo di non aver sviluppato una strategia industriale capace di rilanciare lo scalo ionico e creare nuova occupazione.
Secondo Turco, gli strumenti messi in campo negli anni precedenti, come i percorsi di formazione destinati agli ex lavoratori TCT, le proroghe dell’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), il veicolo societario istituito durante il Governo Conte II e le risorse del Just Transition Fund, hanno rappresentato interventi importanti per tutelare centinaia di famiglie in una fase particolarmente complessa.
Per l’esponente pentastellato, tuttavia, tali misure non sono più sufficienti senza un piano di sviluppo complessivo.
«In questi quattro anni il Governo Meloni non ha affiancato a questi strumenti una vera politica industriale per il porto di Taranto», sostiene Turco, evidenziando la mancanza di iniziative per rilanciare i traffici marittimi, attrarre operatori della logistica, incentivare gli insediamenti retroportuali e valorizzare la Zona Economica Speciale come motore di crescita.
Nel mirino del senatore finisce anche il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), che, a suo giudizio, non è riuscito a compensare la perdita di investimenti ritenuti strategici, come quelli dei gruppi Ferretti e Renexia, né ad attrarre nuove realtà produttive capaci di generare occupazione stabile.
Turco avverte che, in assenza di nuove imprese e di un rilancio delle attività portuali, i programmi di formazione rischiano di perdere efficacia.
«I lavoratori hanno bisogno di lavoro vero, non soltanto di corsi di aggiornamento», afferma, sottolineando come il porto di Taranto, pur disponendo di caratteristiche considerate uniche nel Mediterraneo, continui a non essere inserito al centro di una strategia nazionale dedicata alla logistica, all’intermodalità e alla portualità.
Guardando al futuro, il vicepresidente del M5S indica le priorità che, secondo il Movimento, dovranno caratterizzare la prossima fase di sviluppo dello scalo: attrarre nuovi investimenti produttivi, potenziare la logistica integrata, realizzare una piattaforma retroportuale competitiva, rafforzare i collegamenti ferroviari e intermodali e riportare Taranto al centro delle principali rotte commerciali del Mediterraneo.
Il comunicato si conclude con un duro giudizio politico nei confronti dell’attuale esecutivo, accusato di non aver creato le condizioni necessarie affinché le imprese tornassero a investire e l’occupazione potesse ripartire in maniera stabile nel territorio tarantino.














