La mobilitazione non si fermerà senza risposte concrete. È il messaggio lanciato dalle segreterie provinciali e dalle Rsu di Fim, Fiom, Uilm e Usb al termine della prima giornata di sciopero che ha coinvolto i lavoratori di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, Ilva in Amministrazione Straordinaria e delle aziende dell’appalto.
Secondo le organizzazioni sindacali, la partecipazione registrata allo sciopero rappresenta un segnale forte indirizzato al Governo alla vigilia del confronto in programma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove saranno presentate le richieste elaborate insieme ai lavoratori nel corso dell’assemblea tenutasi oggi.
«Se non arriveranno risposte continueremo a scioperare per rivendicare salute, ambiente e lavoro», affermano Fim, Fiom, Uilm e Usb, ribadendo la volontà di proseguire la mobilitazione fino a quando non saranno assunte decisioni concrete sul futuro dell’ex Ilva e dell’intero comparto siderurgico tarantino.
I sindacati sottolineano come la forte adesione alla protesta dimostri che il tempo delle attese è terminato e che la vertenza, dopo oltre un decennio, continua a non trovare una soluzione stabile.
«La partecipazione dei lavoratori alla prima giornata di mobilitazione dimostra come il tempo dei rinvii e delle scelte sbagliate di tutti i governi che si sono succeduti non abbia trovato una risoluzione alla vertenza ex Ilva», si legge nella nota.
Nel documento viene tracciato un duro bilancio degli ultimi quattordici anni, caratterizzati – secondo le organizzazioni sindacali – da continui interventi emergenziali privi di una vera strategia industriale.
«Quattordici anni di decreti d’urgenza, senza un minimo di politiche industriali, hanno portato a una serie di interventi della magistratura che partono da lontano e che soprattutto non hanno trovato le giuste soluzioni al dramma che la città vive ormai da anni, costretta a dover scegliere tra lavoro e salute».
Per i rappresentanti dei lavoratori è arrivato il momento di superare definitivamente questa contrapposizione e dare risposte sia agli occupati dello stabilimento sia all’intera comunità tarantina.
«È giunto il tempo di dare risposte ai lavoratori e alla città», ribadiscono.
Al tavolo convocato per domani al Mimit, Fim, Fiom, Uilm e Usb presenteranno una piattaforma che punta a garantire la continuità occupazionale e salariale durante la fase di transizione, accompagnata da una serie di misure straordinarie per i lavoratori.
Tra le richieste figurano l’estensione dei benefici previdenziali legati all’esposizione all’amianto, strumenti di prepensionamento, il riconoscimento dei lavori usuranti, incentivi all’esodo volontario e, soprattutto, un piano industriale fondato sulla decarbonizzazione del sito siderurgico attraverso un deciso intervento pubblico.
La mobilitazione, spiegano ancora le organizzazioni sindacali, proseguirà anche nel secondo e nel terzo turno di lavoro.
«Nonostante il clima non facile vissuto in città alla vigilia dello sciopero, i lavoratori hanno dimostrato grande consapevolezza e continuano a perseguire obiettivi chiari anche per il futuro di questo territorio», evidenziano i sindacati.
Infine, un passaggio dedicato al ruolo del movimento operaio, che secondo Fim, Fiom, Uilm e Usb continua a rappresentare un punto di riferimento nella vertenza dell’ex Ilva.
«La classe operaia, che qualcuno dava per morta, oggi ha dato prova di esistere e di non volersi rassegnare a una prospettiva diversa da quella che tutti i governi ci hanno consegnato», concludono le segreterie provinciali e le Rsu, rilanciando la mobilitazione in attesa dell’esito del confronto con il Governo.














