Giornale RossoBlu
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale RossoBlu
Confartigianato: “Il Made in Italy non si celebra, si difende”. Appello per tutelare le imprese locali

Ex Ilva, Confartigianato: “I nuovi progetti richiederanno anni. Il lavoro cominciamo a costruirlo adesso”

Dopo il Tavolo al MIMIT, Fabio Paolillo: “Non possiamo vivere di cassa integrazione nell’attesa dei nuovi investimenti. Artigianato e piccola impresa possono essere subito parte della risposta occupazionale”

I nuovi progetti industriali legati alla riconversione dell’ex Ilva potranno rappresentare una prospettiva importante per il futuro di Taranto, ma per diventare realtà produttive e generare occupazione potrebbero essere necessari anni. Nel frattempo, però, la crisi è già presente e il territorio non può permettersi di vivere esclusivamente di cassa integrazione e attesa.

È questa la posizione espressa da Confartigianato Taranto dopo il Tavolo interministeriale convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 5 e 6 agosto, durante il quale si è discusso della cessazione dell’area a caldo e delle conseguenze occupazionali per migliaia di lavoratori del siderurgico e dell’indotto.

A intervenire è Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto, che pone una domanda sul futuro immediato del territorio: cosa fare nel periodo che separerà la fase attuale dalla realizzazione dei nuovi investimenti?

Secondo Confartigianato, durante il confronto sono stati illustrati 17 progetti, alcuni dei quali considerati importanti per la trasformazione del sistema produttivo tarantino. Tuttavia, sottolinea l’associazione, non sarebbero stati indicati tempi precisi per la loro realizzazione.

“Tra un progetto e una fabbrica che produce e assume possono trascorrere anni. La crisi, invece, è già qui”, evidenzia Paolillo. Da qui la necessità, secondo Confartigianato, di utilizzare il periodo di transizione per costruire immediatamente nuove opportunità occupazionali e produttive.

“Tutela anche per le imprese dell’indotto”

La cessazione dell’area a caldo, osserva Confartigianato, non avrà conseguenze soltanto sui lavoratori del siderurgico, ma rischia di produrre effetti rilevanti anche sulle aziende che dipendono dalle attività dello stabilimento.

“Dobbiamo tutelare anche quelle imprese e quegli imprenditori”, sottolinea Paolillo, ricordando che dietro ogni azienda ci sono lavoratori e famiglie, ma anche imprenditori che hanno investito e che potrebbero ritrovarsi senza commesse.

Per l’associazione, gli ammortizzatori sociali non possono rappresentare l’unica risposta. Servono anche credito, garanzie, riconversione e nuove commesse.

“Non avrebbe senso tutelare il lavoratore con gli ammortizzatori e lasciare morire l’impresa: salvare il lavoro significa salvare anche chi lo crea”, sostiene il segretario generale.

Il paradosso della formazione

Confartigianato individua poi un altro elemento di criticità: la contemporanea presenza di lavoratori che rischiano di perdere il posto e di imprese artigiane e produttive che da anni segnalano difficoltà nel reperire personale.

“Facciamo incontrare questi due mondi”, è la proposta.

Il tema riguarda in particolare la formazione finanziata attraverso il Just Transition Fund. Confartigianato richiama i recenti percorsi formativi finanziati con oltre 4,4 milioni di euro del JTF Taranto, tra i quali figurano anche due corsi per acconciatori e uno per estetisti.

“Confartigianato rappresenta e conosce bene questi mestieri”, spiega Paolillo, evidenziando però che, secondo l’associazione, non sarebbero questi i settori nei quali le imprese del territorio segnalano le maggiori difficoltà nel reperimento di personale.

Da qui una serie di interrogativi: quali analisi dei fabbisogni occupazionali hanno portato all’individuazione di queste figure professionali? Quante imprese le stanno effettivamente cercando? E quanti lavoratori potrebbero essere assorbiti dal mercato?

“Il metodo appare rovesciato se si forma senza aver prima individuato imprese, posti di lavoro e professionalità richieste”, afferma Confartigianato.

“Prima il lavoro, poi la formazione”

Per l’associazione, la formazione destinata ai lavoratori in cassa integrazione deve avere un obiettivo preciso: accompagnarli verso un nuovo impiego.

“La formazione non può finire per diventare soltanto un’integrazione al reddito durante la cassa integrazione: deve portare concretamente il lavoratore verso un nuovo lavoro”, sostiene Paolillo.

La proposta è quindi quella di partire dai fabbisogni reali delle imprese, individuando prima le professionalità richieste e costruendo successivamente percorsi formativi mirati.

“La vera riqualificazione si fa anche sul campo, nel laboratorio e nel capannone dell’impresa che deve assumere”, aggiunge.

Un piano straordinario per ricollocare i lavoratori

Da questa impostazione nasce la proposta di Confartigianato Taranto di realizzare un Piano straordinario di assorbimento e riqualificazione degli esuberi nella piccola impresa e nell’artigianato.

Il primo passo, secondo l’associazione, dovrebbe essere un censimento dei fabbisogni delle imprese, accompagnato dalla profilazione dei lavoratori coinvolti nella crisi siderurgica: competenze, esperienze e professionalità.

L’obiettivo sarebbe incrociare domanda e offerta per individuare quanti lavoratori potrebbero essere assunti immediatamente e quanti, invece, potrebbero essere inseriti dopo un percorso di riqualificazione.

Confartigianato propone inoltre un meccanismo pluriennale, condiviso con Governo e parti sociali, che utilizzi risorse oggi destinate ad ammortizzatori sociali, contribuzione e riqualificazione per sostenere le imprese disponibili ad assumere stabilmente i lavoratori.

“Trasformiamo il costo di un posto perso nell’investimento necessario a costruire un nuovo posto di lavoro”, è la proposta.

In questo modo, secondo Paolillo, il lavoratore potrebbe passare dalla cassa integrazione a uno stipendio, acquisendo nuove competenze direttamente sul campo, mentre l’impresa avrebbe a disposizione nuove professionalità per crescere.

“Non solo grandi insediamenti industriali”

Confartigianato chiede infine un cambio di prospettiva nelle politiche di sviluppo del territorio.

Secondo l’associazione, il dibattito sulla riconversione continua a concentrarsi prevalentemente sui grandi insediamenti industriali, lasciando in secondo piano artigianato, piccola impresa produttiva e autoimprenditorialità.

A Taranto, sottolinea Paolillo, ci sono poco più di 1.700 imprese artigiane nel capoluogo, a fronte delle circa 7.800 presenti complessivamente nella provincia, su una popolazione di circa 180 mila abitanti.

“Taranto ha continuato a pensarsi attraverso la grande fabbrica”, osserva il segretario generale, secondo il quale imparare un mestiere, diventare artigiano e trasformare una competenza in impresa sono stati troppo spesso considerati percorsi secondari.

Per Confartigianato, invece, la diversificazione economica deve partire anche da qui.

“Grande e piccola impresa devono produrre lavoro”

L’associazione non mette in discussione la necessità di proseguire sul fronte industriale e siderurgico.

“Non significa rinunciare all’acciaio né all’industria”, chiarisce Paolillo, auspicando che si proceda rapidamente con il forno elettrico e che i 17 progetti annunciati possano trasformarsi in investimenti concreti.

Ma, parallelamente, Taranto avrebbe bisogno di un grande piano dedicato agli insediamenti artigianali e alla piccola impresa produttiva, a partire dal capoluogo.

L’idea è quella di creare aree moderne, attrezzate e accessibili, nelle quali sia più semplice insediarsi, investire, produrre e assumere, collegando agevolazioni, spazi, credito e garanzie alla creazione di occupazione stabile.

A questo dovrebbe aggiungersi, secondo Confartigianato, un piano per l’autoimprenditorialità capace di trasformare competenze e capacità in nuove imprese e sostenere la crescita di quelle già esistenti.

“Non dobbiamo scegliere tra grande e piccola impresa. Dobbiamo costruire un sistema nel quale entrambe producano lavoro”, conclude Paolillo.

E la sfida, per Confartigianato Taranto, è iniziare subito: “Mentre aspettiamo le fabbriche di domani, cominciamo a costruire lavoro con le imprese che abbiamo oggi e con quelle che possiamo far nascere da subito”.

Tags: conf
FacebookTweetInviaInvia
Articolo Precedente

Just Transition Fund, la CGIL critica l’avviso da 60 milioni della Regione Puglia

Articolo Successivo

Atletico Palagiano, Giacomo Calderaro rinnova: sarà ancora gialloblù nella stagione 2026/2027

Giornale RossoBlu

Giornale RossoBlu

Cerca nel sito

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Giornale RossoBlu App

  • Trending
  • Commenti
  • Più recente

Taranto, la società rossoblu da il benservito ai “baresi”

16/12/2019
Taranto, conferenza stampa di presentazione per Montervino e Laterza (LA FOTOGALLERY)

Giuseppe Laterza: “Taranto non ha categoria, tornerò con passione”

10/06/2025
Catanzaro-Taranto 1-0, la fotogallery

Catanzaro, confermato Diego Foresti

26/04/2023
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

14/08/2025
Taranto, al via i primi cantieri per le strade dei Giochi del Mediterraneo: lavori pronti a partire

Mar Piccolo, al via le pulizie in vista dei Giochi del Mediterraneo

Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

Editoriale, il guerriero è vivo ed è tornato…

Taranto, al via i primi cantieri per le strade dei Giochi del Mediterraneo: lavori pronti a partire

Mar Piccolo, al via le pulizie in vista dei Giochi del Mediterraneo

08/08/2026
Taranto, doppio movimento sul mercato: arriva Francesco Lenti, Martinkus ceduto al Nardò

Serie D, Girone H: il mercato entra nel vivo tra conferme, nuovi innesti e situazioni da definire

08/08/2026
Taranto, ritiro di Chianciano ad alta intensità: doppia seduta e primi test per la squadra di Giuliatto

Taranto, il ritiro di Chianciano volge al termine: già circa duemila gli abbonamenti sottoscritti

08/08/2026
Martina, buona la prima: 2-0 al Lycos Tolve. Ufficiale il rinnovo di Llanos

Martina, buona la prima: 2-0 al Lycos Tolve. Ufficiale il rinnovo di Llanos

08/08/2026

Giornale RossoBlu

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P.zza A.Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalerossoblu.it

  +39 3395020938

GiornaleRossoBlu.it – Contenitore Informativo Sportivo

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°3/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori Accedi

Recupera la tua password

Per favore, inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più