di Emanuele Villani
Una serata perfetta, sotto un cielo terso d’estate, ha fatto da cornice al concerto di Alessandra Amoroso nella splendida location di Villa Manin, dove mercoledì 23 luglio la cantante salentina ha portato una tappa del suo attesissimo tour estivo 2025. Davanti a migliaia di fan accorsi da tutta la regione e non solo, Amoroso ha offerto uno spettacolo maturo, coinvolgente e vocalmente impeccabile, confermandosi una delle voci più amate del panorama pop italiano.
Un dettaglio non da poco ha reso la performance ancora più straordinaria: l’artista si è esibita in stato di gravidanza avanzata, affrontando con energia, eleganza e una professionalità impeccabile l’intero concerto, senza mai perdere intensità o presenza scenica. Un gesto che ha emozionato e colpito il pubblico, diventando simbolo della sua forza e del suo amore incondizionato per la musica.
L’apertura è stata affidata a “Camera 209”, uno dei brani più energici del suo ultimo album Radici, accolto da un’ovazione. Da lì in poi, il pubblico ha cantato in coro ogni singola nota, accompagnando l’artista in un viaggio musicale che ha toccato i momenti più importanti della sua carriera: da “Immobile” e “Stupida” fino a “Comunque andare”, passando per “Dalla tua parte” e “La stessa”.
Il live è stato scandito da momenti di grande intensità emotiva. In particolare, durante l’esecuzione di “Piuma”, dedicata «a chi lotta ogni giorno con se stesso», l’artista si è lasciata andare a un lungo applauso rivolto al pubblico, visibilmente commossa. «Questo posto è magia – ha detto – e voi siete il mio abbraccio più grande».
Musicalmente, la band ha accompagnato con precisione e gusto ogni arrangiamento, alternando momenti più elettronici a parti acustiche, valorizzando sia la voce potente sia la delicatezza interpretativa dell’artista. Notevole anche l’aspetto visivo dello show: luci, proiezioni e una scenografia sobria ma suggestiva hanno contribuito a creare un’atmosfera intima e spettacolare al tempo stesso.
Non è mancata l’interazione con il pubblico friulano, che Amoroso ha più volte ringraziato «per l’amore che mi fate sentire ogni volta che torno da queste parti». Il concerto si è chiuso con una versione trascinante di “Vivere a colori”, seguita da un bis acustico a sorpresa: “Urlo e non mi senti”, cantata tra le lacrime da decine di spettatori.
Villa Manin, con il suo fascino settecentesco e il parco monumentale, si è confermata cornice ideale per eventi di questo calibro: organizzazione puntuale, ottima acustica e un colpo d’occhio che resterà nella memoria di chi c’era.
Con questo concerto, Alessandra Amoroso non solo ha dimostrato di essere in piena forma artistica, ma ha ribadito – se ce ne fosse bisogno – il legame profondo con il suo pubblico, fatto di sincerità, passione e dedizione. E lo ha fatto nel momento forse più speciale della sua vita, dando prova di una professionalità rara, che va ben oltre il palcoscenico.














