La realizzazione della BRT continua ad alimentare il confronto a Taranto. Dopo le criticità segnalate dagli operatori di corso Italia, Confartigianato ha incontrato gli esercenti di via Dante, viale Magna Grecia, via Lago d’Arvo, via Polibio e delle strade limitrofe, raccogliendo le preoccupazioni di chi teme conseguenze dirette sulla propria attività.
Al centro delle contestazioni ci sono la soppressione dei parcheggi senza alternative nelle vicinanze, le difficoltà per le consegne, l’eliminazione degli spazi di carico e scarico, l’impossibilità di effettuare soste brevi, le modifiche ai percorsi e il restringimento delle carreggiate. Problemi che, secondo l’associazione, rischiano di incidere non soltanto durante i cantieri, ma anche dopo il completamento dell’opera, modificando stabilmente l’accessibilità delle attività commerciali.
Le preoccupazioni degli operatori
«Ci stanno stravolgendo le nostre strade. E noi dovremmo restare a guardare? Abbiamo ascoltato persone esasperate, non nemici del progresso», dichiara Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto.
«Sono arrabbiati, e hanno ragione. Per molti quella saracinesca è l’unica fonte di reddito: la difenderanno con le unghie e con i denti. Hanno investito risparmi, contratto debiti, resistito alle crisi. Una cosa è disegnare una planimetria, un’altra è vedere sparire parcheggi, spazi per le consegne e accessi. Non si spostano soltanto automobili: si toccano lavoro, famiglie e sacrifici di una vita».
Per Confartigianato, la trasformazione della mobilità cittadina deve tenere conto delle condizioni economiche delle attività di vicinato, già esposte a un contesto difficile. «La BRT deve essere un’opportunità, non un problema in più», sottolinea Paolillo, ponendo una domanda: «Abbiamo adattato la BRT a Taranto o stiamo adattando Taranto alla BRT?».
Parcheggi, consegne e sicurezza: le richieste all’amministrazione
L’associazione chiede l’individuazione di parcheggi alternativi nelle vicinanze delle strade interessate, il ripristino di spazi per la sosta breve e la predisposizione di aree per il carico e scarico. Per le zone nelle quali i lavori devono ancora proseguire, le alternative dovrebbero essere individuate prima della soppressione degli stalli esistenti.
Un altro capitolo riguarda la sicurezza e la gestione della circolazione. Confartigianato sollecita verifiche concrete sulla percorribilità degli incroci da parte degli autobus articolati, lunghi circa 19 metri, soprattutto nelle ore di punta e in presenza di traffico intenso.
Particolare attenzione viene richiesta per il transito dei mezzi di emergenza, ambulanze e Vigili del Fuoco, con riferimento agli itinerari da e verso l’ospedale Santissima Annunziata. «Non basta che un’ambulanza passi quando la strada è vuota: deve riuscirci quando le automobili sono incolonnate e ogni minuto conta. La sicurezza non si verifica dopo un’emergenza: si garantisce prima», afferma Paolillo.
Il precedente della Città Vecchia e la richiesta di verifiche
Nel suo intervento, il segretario generale richiama anche la delibera comunale n. 117 del 4 settembre 2025, con la quale la Giunta ha disposto la sospensione temporanea dell’intervento nelle vie interessate della Città Vecchia, in attesa della valutazione di una modifica del tracciato BRT, con l’obiettivo di tutelare il tessuto economico e commerciale dell’area.
Confartigianato chiede che un analogo criterio di verifica venga preso in considerazione anche per le altre zone interessate dai lavori. «Non chiediamo varianti indiscriminate, ma verifiche e correzioni. Adesso», precisa Paolillo, che invita l’amministrazione a valutare le criticità strada per strada, coinvolgendo tecnici, progettisti e operatori economici.
«Il sindaco fermi temporaneamente le ruspe nei punti critici»
L’appello è rivolto direttamente al sindaco, al quale viene chiesto di assumere personalmente l’iniziativa e aprire un confronto operativo. «Sindaco, fermi temporaneamente le ruspe nei punti più critici e parliamo. Non chiediamo il blocco dell’opera, ma una sospensione circoscritta per verificare i problemi prima che diventi troppo tardi per correggerli».
L’associazione sollecita inoltre la pubblicazione di un quadro chiaro delle criticità e delle soluzioni possibili, con indicazioni precise sui tempi e sulle ragioni che potrebbero impedire determinati interventi. Gli incontri individuali con gli operatori, secondo Paolillo, non sono sufficienti a rispondere a problemi che riguardano intere strade e comparti commerciali.
Sostegni e ristori per le imprese penalizzate
Accanto alle modifiche alla viabilità, Confartigianato torna a chiedere l’istituzione di un regolamento comunale per sostenere le attività economiche effettivamente danneggiate dai cantieri e dalla nuova organizzazione della circolazione, anche dopo la conclusione dei lavori.
La proposta prevede risorse da individuare, criteri oggettivi, perdite documentate e procedure rapide per l’accesso ai ristori. «Se un’opera è nell’interesse di tutti, non possono essere soltanto alcuni a sopportarne il peso economico», osserva il segretario generale.
La posizione dell’associazione, dunque, non è contraria alla realizzazione della BRT, ma punta a ottenere correttivi e misure di tutela per le imprese coinvolte. «Non chiediamo di fermare la BRT. Chiediamo di fermare gli errori prima che diventino irreparabili. Gli autobus devono poter passare, ma le imprese devono poter continuare a lavorare».
Paolillo conclude rinnovando la disponibilità di Confartigianato a collaborare con l’amministrazione comunale: «Il successo dell’opera non si misurerà dai chilometri di corsie, ma da quanto migliorerà la vita dei tarantini. Sindaco, interveniamo ora: le strade si possono modificare, ma il lavoro che si distrugge non si ricostruisce con una delibera».















