di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
L’apoteosi nell’epilogo. E la salvezza aritmetica suggellata con quindici turni d’anticipo, obiettivo prioritario che schiude adesso alle ambizioni, complice il transitorio quinto posto in classifica e la missione non più velata di conquistare e disputare i prossimi play off da squadra protagonista, underdog, sorprendente. Il Taranto doma nell’extra time lo spigoloso Monterosi Tuscia, interprete del topos della formazione affamata di punti per la sopravvivenza: una partita affidata a quella mentalità ed a quei codici tattici impartiti da Ezio Capuano e metabolizzati dalla sua squadra, consapevole di affrontare un avversario enigmatico per le variazioni scaturite dalla recente sessione di mercato, fra nuovi innesti e correttivi nell’impianto. I rossoblu indovinano l’approccio, capitalizzano l’episodio (in vantaggio grazie al secondo calcio di rigore consecutivo realizzato da Kanoute), controllano ammorbidendo i ritmi, incassano il pareggio in chiusura di primo tempo (disorientamento in fase difensiva e rete di Parlati), sino ad attingere dal serbatoio di qualità ed energia finalmente traboccanti anche in panchina ed a regalare il primo successo casalingo del nuovo anno solare e del girone di ritorno attraverso l’esecuzione raffinata del talento autoctono Orlando al sesto minuto di recupero. “Un momento importante: con 41 punti in classifica abbiamo raggiunto la salvezza con quindici giornate d’anticipo. Ed è questo il dato più notevole ed emblematico- ha annunciato Ezio Capuano- Adesso non ci poniamo alcun limite: si giocherà con più facilità, cercando di vincere contro chiunque ed ovunque”. “Una squadra che lotta su ogni palla, che ha saputo trionfare nel recupero perché ci crede e sta bene sulle gambe- ha continuato- E’ un Taranto diverso dallo scorso anno, intriso di qualità e con tanti giocatori nuovi che devono acquisire la condizione ideale come Matera, Simeri, De Marchi che non si è allenato per tre giorni, Ladinetti che è un elemento importante e forte. Buon gruppo e mentalità giusta”. Sono due le modifiche applicate da Capuano nella formazione titolare improntata sul collaudato 3-4-3, entrambe nel reparto offensivo: Bifulco rientra dal turno di squalifica smaltito contro il Benevento e si colloca sulla trequarti mancina, mentre a Simeri è offerto il debutto dal primo minuto, nel centro di un attacco completato da Kanoute sistemato sul fronte destro. Invariata la retroguardia, che consta del trittico Luciani-Miceli-Riggio a schermo di Vannucchi custode dei pali, ma anche la linea nevralgica, in cui la coppia mediana è formata da Calvano e Zonta, mentre Valietti e Ferrara presidiano le fasce rispettivamente destra e sinistra. La svolta del match è annotata al 9’, quando Bifulco si esibisce in un pregevole slalom sulla porzione mancina ed è atterrato in area da Gori: l’arbitro Sacchi della sezione di Macerata non nutre dubbi ed assegna il calcio di rigore in favore degli ionici. Esattamente come accaduto contro il Benevento, è Mamadou Kanoute a portarsi sul dischetto ed a replicare con un’esecuzione perfetta ed energica col destro, la quale spiazza l’estremo difensore laziale Forte al 9’pt. Lo sviluppo della manovra è scevro da qualsiasi scoria di ansia, ma nella pancia del match la scansione s’intenerisce: leziosità che provocano il pareggio del Monterosi al 35’pt, quando un’indecisione collettiva della difesa ionica favorisce Parlati, il quale s’impossessa di una palla vagante e corta già addomesticata dal cross di Fantacci, realizzando col mancino. “Abbiamo iniziato benissimo ma non abbiamo azzannato la partita dopo il vantaggio- ha commentato l’allenatore- La mia squadra non è adatta a gestire: deve aggredire, accorciare, non concedere la fase di attesa ma insistere sulla pressione”. “Il Monterosi ha approfittato di una svirgolata di Ferrara sulla porzione sinistra: è sfortuna, incassiamo gol al primo tiro in porta degli avversari- ha puntualizzato- Avevamo preparato la partita in maniera precisa nella destra difendente avversaria: l’aprivamo con le nostre iniziative, inclusa quella che ha propiziato il penalty. Abbiamo sbagliato a non perseverare nei venti minuti successivi”. Occorrono imprevedibilità ed originalità e Capuano lo intuisce, schierando l’artiglieria pesante tra il 23’st ed il 29’st: Orlando, De Marchi e Fabbro rimodulano il comparto offensivo. Nella chiosa dei sette minuti di recupero, il Taranto marchia a fuoco meritatamente il match, grazie alla magia sinergica dei subentrati che scardina il bunker del Monterosi: al 51’st Fabbro smista un pallone invitante in area, De Marchi si apposta sul primo palo e Francesco Orlando arriva a rimorchio, colpisce la sfera col collo esterno del piede e la indirizza elegantemente all’incrocio dei pali. “Il Taranto sta benissimo fisicamente, non si accontenta mai, la sua ricerca della vittoria nel recupero non è un fatto estemporaneo: è accaduto in un duello difficilissimo ed ha generato l’apoteosi- ha dichiarato Capuano- Ho effettuato i cambi con pazienza, aspettando il momento giusto, allargando i due esterni, schierando con compostezza quattro-cinque attaccanti”. Letture avvolgenti dalle fasce alla trequarti, scandite dal dialogo in sovrapposizione sui binari, laddove Valietti e Ferrara ispirano la visione in ampiezza dei colleghi avanzati Kanoute e Bifulco: “Funzionalità impeccabile: ha fatto benissimo Valietti, mentre Ferrara è stato limitato dall’ammonizione- ha ammesso il tecnico- Gli avversari adottavano un blocco centrale, giocando coi tre ed i quattro chiusi e noi siamo stati bravi ad andare sugli esterni per frantumare il muro”.














