La stangata del caro gasolio sta mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto. Come se non bastassero le gravi criticità che già affliggono un comparto ormai al collasso, l’aumento dei prezzi del carburante, che ha superato i 2 euro al litro, rappresenta il punto di rottura.
Da tempo, infatti, il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese: il gasolio ha oltrepassato i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria, con punte ancora più elevate in autostrada. Una dinamica che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per ogni veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane.
Gli autotrasportatori aderenti a Casartigiani Puglia si dichiarano stanchi e disillusi e non sono più disposti a vedere ignorato il loro grido d’allarme. «Non possiamo più sostenere costi ormai fuori controllo – dichiara il rappresentante degli autotrasportatori, Giacinto Fallone – senza adeguate misure di compensazione. Le nostre imprese stanno lavorando in perdita e il rischio di chiusura è sempre più concreto. Senza risposte immediate e concrete da parte delle istituzioni, siamo pronti ad avviare un fermo del settore per tutelare il lavoro, la dignità delle imprese e la sopravvivenza dell’intera filiera dell’autotrasporto».
Sulla scorta di quanto evidenziato anche da UNATRAS (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci), di cui fa parte SNA Casartigiani – la sigla nazionale degli autotrasportatori dell’organizzazione – si ritiene indispensabile l’emanazione del decreto attuativo relativo al credito d’imposta da 100 milioni di euro. A questo si affianca la richiesta di ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione, interventi a sostegno della liquidità delle imprese, attuazione dei provvedimenti normativi già previsti e l’immediata compensazione dei rimborsi delle accise.
«Le imprese stanno lavorando in perdita – afferma il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia, Stefano Castronuovo – e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari. È indispensabile adottare con urgenza misure efficaci e immediate che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per il trasporto professionale, soprattutto considerando che il taglio lineare delle accise è già stato assorbito dall’aumento del prezzo industriale».
Casartigiani Puglia sottolinea inoltre la necessità di garantire liquidità alle aziende e tutelare un comparto strategico che negli anni ha investito in sicurezza, innovazione e sostenibilità ambientale. Il settore dell’autotrasporto rappresenta infatti un pilastro fondamentale per l’economia nazionale e per la continuità delle filiere produttive, assicurando quotidianamente l’approvvigionamento di beni essenziali su tutto il territorio.
Senza interventi immediati, il rischio concreto è una progressiva perdita di competitività delle imprese italiane rispetto ai competitor europei, con ripercussioni dirette sull’occupazione e sulla tenuta del sistema logistico nazionale. Casartigiani Puglia ribadisce quindi la necessità di un confronto urgente con il Governo, affinché vengano adottate misure strutturali capaci di garantire sostenibilità economica, certezza normativa e continuità operativa alle imprese del comparto.













