Magia, esaltazione, passione. Esibizioni estrose, progressioni permeate da energia e logica, giocate coinvolgenti, ispirazione che si trasforma in gol, sigilli incensati sugli spalti. Da sempre, dai talenti originari del Sud del Mondo ci si aspetta una danza calcistica. Icone di raffinatezza balistica, ma anche emblematici di sicurezza di rendimento, di educazione tattica, sinergici di essenza, stile e visione ludica. Ed è in questa linea di confine immaginifica tracciata fra l’Argentina e l’ex Capitale della Magna Grecia che s’incastona la figura di Leandro Guaita. Fiore all’occhiello della campagna acquisti effettuata in estate dal Taranto, uomo di fiducia di Nicola Ragno, stratega al quale era stata affidata la missione ionica, e sotto le cui direttive l’attaccante sudamericano, attraverso prestazioni di spessore ed efficacia, aveva garantito la rinnovata ascesa nel professionismo al Potenza.
Interrotto prematuramente il progetto primigenio, sollevato dall’incarico l’allenatore molfettese, affidata la squadra alla rinnovata gestione Panarelli, si è percepita una sottile incertezza inerente il ruolo, la stabilità, l’esplosione definitiva dello stesso Guaita. Su cinque gare di campionato amministrate dal trainer tarantino, solo le prime due sono state disputate da titolare dall’esterno offensivo nativo di La Plata; subentrato nelle tre successive, lo stesso atleta non è riuscito ad elargire un rendimento positivo e, soprattutto, costante. Alla vigilia dell’inaugurazione della sessione invernale del mercato, il timore che l’immediato futuro agonistico dell’argentino possa spendersi clamorosamente lontano dalle coste ioniche affiora nelle menti dei tifosi.
A rassicurare sull’argomento è intervenuto con decisione l’avvocato Davide Cascella, suo procuratore: “Leo è una persona estremamente sensibile. Ciò non toglie, però, che unitamente all’aspetto umano, Guaita rimanga un grande professionista a 360°: mai una lamentela si è levata da parte sua nei confronti delle scelte del tecnico, stento a credere che mai possa succedere. E’ una persona che ha sposato il progetto Taranto, crede fortemente nelle potenzialità della società e della squadra in sé, il campionato è in pienissima evoluzione. Guaita è parte integrante del progetto Taranto. E’ chiaro che a nessuno faccia piacere non giocare dall’inizio, ma lui continuerà a rispettare quelli che sono i voleri ed i diktat dell’allenatore. Da questo punto di vista, problematiche non ne vedo”. Emotivo ma razionale, com’è giusto che sia: Guaita è intimamente consapevole di non aver ancora espresso l’enorme potenziale tattico che gli appartiene, quindi di essere in ritardo nel deliziare regolarmente la platea rossoblu con la qualità delle sue performance, sinora saggiate ad intermittenza.
Lo aveva intuito il suo mentore Nicola Ragno, cercando di compensarne la delicata evoluzione identitaria con una concessione costante di crediti sul campo. “Indipendentemente dall’allenatore, penso che nessun addetto ai lavori possa mettere in discussione quello che è il valore di Leo Guaita a livello calcistico. Lo ha sempre dimostrato sul campo negli anni passati- ha commentato il suo agente Cascella- Tutti quanti vorrebbero un Leo Guaita “deus ex machina”. Il calcio non è una scienza esatta: probabilmente, bisognerà dare tempo allo stesso giocatore, non per “ambientarsi” o rintracciare uno specifico affiatamento, ma per riuscire ad esprimersi, a tirar fuori le doti che lui ha nelle corde. Quello che ha compiuto Guaita non è un fotomontaggio, lo ha fatto realmente in campo. Credo che ci voglia solo un po’ di pazienza”.
Nessun equivoco tattico per il quale arrovellarsi, per un Guaita certificato come protagonista della corsia destra: “ Non è mio costume entrare nel merito delle decisioni tecniche, mi astengo- precisa l’avvocato Davide Cascella– Rispetterò sempre le decisioni dell’allenatore, aldilà delle mie opinioni personali”. La parentesi di negoziazioni dicembrine non intaccherà l’avventura di Leandro Guaita alla corte rossoblu: “Guaita ha un contratto di cui è pienamente soddisfatto- afferma il procuratore-Ha stipulato un pluriennale a Taranto. E questo dimostra come il giocatore creda in questo tipo di progetto”. Al cospetto di un elemento pregiato per doti e curriculum, ipotizzare le “sirene ammaliatrici” provenienti da altri sodalizi, anche di Lega Pro, è comprensibile: “Leo Guaita non ha mai pensato per un solo istante di poter andare via da Taranto. E’ fantacalcio- ribadisce con sicurezza l’agente Cascella– Visto il valore indiscutibile del calciatore, è chiaro che potrebbe far comodo anche a club di categoria superiore. Proposte non ce ne sono state, ma non possono arrivare, perché Leo Guaita è un giocatore del Taranto ed a Taranto sta bene. La sua posizione non è mai stata oggetto di titubanze, non ho parlato con alcun esponente in tal senso. La società non ha mai manifestato intenzione di cessione. Nessuna notizia o rumors in direzione opposta”. Nell’immaginario collettivo del calcio, la nostalgia che spesso attanaglia l’animo degli atleti sudamericani diventa pretesto per idee avveniristiche.
Il legame fra Leo Guaita e Potenza, per esempio, è indissolubile. Ne è conscio Davide Cascella, che cura gli interessi del calciatore argentino proprio dai tempi della militanza lucana: “Nel corso delle tre stagioni al servizio del Potenza, Guaita è passato dalle esperienze più nefaste, dal salvarsi all’ultima giornata con grandi problemi di natura logistica ed economica, sino alla gioia di vincere un campionato in D e di giocarlo da protagonista in C. E’ chiaro che questo rimarrà a vita nella carriera di Leo Guaita come persona. Chiaramente, in tre anni ha allacciato rapporti di natura umana, di amicizia, che vanno oltre l’aspetto calcistico: questo fa parte del bagaglio personale, ma non è corretto azzardare che Guaita sia con la testa a Potenza, non è così”. L’ambizione coincide ora con la consacrazione in riva allo Ionio: “Ne parlavo qualche giorno fa col giocatore, facendogli rilevare una cosa: nonostante Taranto sia una piazza estremamente importante a livello calcistico, per numero, per passione, per obiettivi e per storia, mai nessuno, giornalista, società, tifosi, si è comportato in maniera ambigua col giocatore- confessa il procuratore– Leo Guaita da Taranto ha avuto solo amore, rispetto ed aspettativa. Aspettiamo Leo Guaita, tanto per essere chiari. Di questo va dato assolutamente atto a Taranto città ed ai mezzi d’informazione ionici”.
Il senso dell’attesa è segno di maturità, i sostenitori rossoblu auspicano la tutela del patrimonio argentino, mentre il torneo si sviluppa ed inizia a rintracciare le autentiche protagoniste della zona nobile: Ho visto il Taranto col Brindisi, a Bitonto, a Francavilla: penso che sia stato allestito un organico su cui nessun addetto ai lavori può nutrire dubbi nell’affermare che sia di primissima scelta e che punti, gioco forza, a vincere il campionato – commenta l’avvocato Cascella- E’ una grandissima squadra che, però, va calata in un girone difficile, con delle antagoniste altrettanto forti. Tutti vorremmo vedere il Taranto primo in classifica con sette, otto punti di vantaggio sulla seconda, però il duello è aperto con compagini del calibro di Bitonto, Foggia, Fasano, Casarano, Cerignola. Non c’è solo una squadra con la quale gareggiare, ma quattro, cinque di pari livello o di poco inferiori: in tal senso, basta un episodio per decidere una partita, nel bene o nel male. Negli altri raggruppamenti, le formazioni di vetta sono quasi scappate via. Ci si rende conto che le seconde non riescono a competere per organico, per potenzialità economiche, per blasone societarie. I conti si fanno a maggio, i campionati non si sono mai vinti a dicembre”.
Il mercato di dicembre potrebbe influire sulle dinamiche del campionato, attraverso iniezioni o emorragie di valori: “Sono assolutamente d’accordo- afferma Cascella– Bisognerà capire quale sarà l’evolversi almeno di un paio di giornate: se chi è davanti continuerà ad esserlo, le concorrenti cercheranno di rinforzarsi ancora di più. Squadre che invece avranno accumulato un ritardo ritenuto incolmabile, potrebbero decidere di cedere qualche pezzo pregiato”. “Un esempio: il Cerignola, sino ad un paio di settimane fa, era a dir poco attardato, mentre adesso è ricomparso a ridosso della zona play off, e vanta le potenzialità per recuperarli tutti, quei punti. La storia è fatta anche di queste rincorse- commenta il procuratore– Bisogna stare calmi. I campionati sono lunghi, ci sono tantissimi scontri diretti, tutti possono vincere e perdere contro tutti. Il Taranto è caduto in casa contro il Gravina, una signora squadra che, stando alla classifica, appariva come un avversario gestibile. Il Taranto ha vinto col Nardò, che era ultimo schiantato: graduatoria ingannevole, in contrapposizione con l’organico dei neretini. Stagione agonistica molto difficile, le sorprese sono sempre dietro l’angolo in questo girone”.
Alessandra Carpino












