Il Foggia Calcio è una delle squadre più antiche del panorama italiano, perché nasce nel lontano 5 luglio del 1920 e ancora oggi è uno dei simboli di questo sport.
I motivi sono diversi, anche se il Foggia non ha vinto mai nessun titolo importante, a parte il campionato di Serie B 1990/1991, è stato per diverse occasioni, un club al top delle scommesse sportive di Serie A e Serie B con protagonisti in campo e in panchina di tutto rispetto.
I personaggi più famosi che hanno contribuito a rendere il Foggia una squadra conosciuta anche a livello internazionale, sono sicuramente Oronzo Pugliese e Zdenek Zeman, ma non mancano anche i calciatori tra i più forti al mondo, come Signori, Shalimov e Rambaudi, insomma: le curiosità sono davvero tantissime.
I soprannomi del Foggia
La tradizione secolare del Foggia ci racconta di vari simboli, su tutti i Diavoli impressi sullo stemma da cui proviene il soprannome Satanelli, ma il più famoso è Rossoneri, perché si riferisce ai colori della maglia. Anche Diavoli del Sud e Dauni sono altri due soprannomi di questa squadra.
Il mito dello Stadio Zaccheria
Come ogni stadio del Sud Italia che si rispetti, anche lo Zaccheria è una Bolgia che non lascia scampo agli avversari. Il tifo rovente dei foggiani è stato sempre conosciuto e temuto, sin dai tempi in cui allenava in Serie A il grande Arrigo Sacchi, che lo definì “uno stadio dove puoi percepire il calcio dalle viscere”.
Durante gli anni novanta, ai tempi in cui il Foggia era allenato da Zeman, il Pino Zaccheria era uno degli stadi più temuti dalle squadre di tutta Italia.
Oronzo Pugliese tra scaramanzia ed episodi folli
Su questo personaggio, perché si tratta di un vero artista del pallone, molto più di un semplice allenatore, è stato detto di tutto, ma soprattutto ha ispirato Lino Banfi nel suo capolavoro cinematografico L’Allenatore del Pallone.
Pare proprio che fu Liedholm a consigliare una pellicola sui personaggi sopra le righe che popolavano i campi di calcio di quell’epoca, perché sia Oronzo Pugliese che Canà ne hanno combinate davvero di tutti i colori.
Soprannominato il Mago di Turi, portò per la prima volta il Foggia in Serie A nel 1964, grazie alla sua scaramanzia tattica estrema, che lo vedeva spesso protagonista di riti apotropaici bislacchi. Era all’ordine del giorno vederlo correre per incitare gli avversari a passargli la palla, spargere sale in campo, presentarsi in panchina con una gallina, o andare negli spogliatoi con un maiale.
Le sue bravate abbassavano la tensione dei calciatori e puntualmente vincevano. Oronzo Pugliese era anche famoso per i suoi neologismi con cui cercava di confondere i giornalisti, quando non voleva rispondere alle domande a lui sgradite, o semplicemente aveva voglia di divertirsi.
Benvenuti a Zemanlandia
Anche Zeman riuscì nel miracolo di riportare il Foggia in Serie A e di renderla una squadra di altissimo livello, anche attraverso il trio delle meraviglie: Signori, Rambaudi, e Baiano.
A Foggia nasce Zemanlandia e l’allenatore boemo si fa spazio nel calcio mondiale diventando un innovatore e proclamando il suo calcio totale, che presto diventa il più amato dai tifosi. La sua formula del 4-3-3 ha rivoluzionato il mondo del pallone e lo spettacolo in campo.
La tripletta di Baiano contro il Bari
Prima succede nel ‘91, nella neonata Zemanlandia. Baiano segna una tripletta che lancia il Foggia in Serie A, dove inizia la magia, poi arriva ala goduria dei tifosi rossoneri nel derby contro il Bari un anno dopo, firmata sempre da Ciccio – Gol.
Nel video del 4 – 1 del Foggia di Zeman contro il Bari, emergono tutti gli aspetti tattici straordinari di quella formazione, oltre a una (ormai) solita tripletta di Francesco Baiano, che eguaglia un certo Gianluca Vialli nella classifica dei capocannonieri di Serie A.













