di Pasquale D’Onofrio – BackDoorMediterraneo
Ci sono giocatrici che non hanno bisogno di statistiche per farsi notare. Non riempiono solo i tabellini, ma i vuoti del gioco: leggono spazi invisibili, trasformano un possesso in un’idea, una partita in un racconto. Cinzia Armenti è una di queste.
Classe 1999, play-guardia di 170 centimetri, il suo viaggio nel basket comincia a Bari, tra le fila della Pink Bari. È lì che il gioco prende forma, che il talento inizia a farsi riconoscere. Ma il percorso vero, quello che mette alla prova, arriva presto. A soli 16 anni Cinzia lascia casa, affronta realtà più grandi, più dure, più esigenti. A Orvieto disputa la Serie A2 e veste le maglie delle selezioni Under 18 e Under 20, raggiungendo le Finali Nazionali.
La carriera prosegue tra Roma, Taranto, Benevento e Patti, ancora in Serie A2. Ogni città è una sfida, ogni spogliatoio una responsabilità nuova. Nell’ultima stagione gioca a Potenza, in precedenza ad Ariano Irpino, prima di diventare oggi una delle protagoniste dell’ASD Dinamo Taranto in Serie B Femminile. Un percorso fatto di continuità e adattamento, di scelte mai comode, ma sempre coerenti con l’idea di basket che porta in campo.
Ma la storia di Cinzia Armenti non è solo tecnica e talento. Come raccontato da BackDoorMediterraneo, pagina specializzata nel basket e attenta alle storie che nascono e crescono sui parquet italiani, il suo cammino è segnato anche da momenti difficili, lontani dai riflettori. Due infortuni importanti provano a rallentarla, a sottrarle tempo, forse anche certezze. Stop forzati, riabilitazioni silenziose, giornate in palestra più lunghe delle partite stesse.
In campo indossa il numero 22. Nella smorfia napoletana è “’o pazzo”, il folle. Un simbolo che sembra cucito addosso a chi osa quando il corpo chiede prudenza, a chi vede linee di passaggio che non esistono ancora, a chi ha il coraggio di cambiare l’inerzia di una partita con una scelta fuori copione. Serve follia per tornare, ogni volta, a fidarsi di sé stessi.
Oggi Cinzia Armenti è una delle giocatrici più talentuose della Serie B femminile. Una play-guardia capace di accendere una partita con una lettura, un tiro, una decisione improvvisa ma mai casuale.
Maurizio Mazzarella, direttore di GiornaleRossoBlu.it, dice di lei: «La giocatrice di maggior talento e intelligenza tattica vista in carriera».
Il parquet conosce chi lo ama davvero. E quando incontra talento e resilienza, sa che quella storia vale la pena di essere raccontata. Anche – e soprattutto – da chi, come BackDoorMediterraneo, sceglie di dare spazio al basket che vive oltre i tabellini.













