Abbiamo ascoltato le dichiarazioni di Guido Abayian, calciatore che quest’anno, dopo aver militato nel Sant’Agata, ha fatto parte del Taranto per qualche tempo salvo poi trasferirsi a Gravina, squadra con cui ha ottenuto la salvezza. Ecco le sue parole:
Che emozioni ti ha dato la promozione del Taranto ottenuta a 8 minuti dalla fine del campionato, visto che tu hai fatto parte di questo gruppo?
È stata una grande emozione veder vincere il Taranto un campionato così tosto. All’ultima giornata noi stavamo giocando proprio contro il Picerno e il mio pensiero era sempre al Taranto; avrei voluto che la nostra partita avesse portato qualche beneficio agli ionici. Alla fine, quando siamo tornati negli spogliatoi, ho visto gli highlights e mi è piaciuta tantissimo la maniera con cui si è ottenuta la vittoria di Venosa. Soprattutto il gol di Santarpia mi ha fatto tanto piacere; è un ragazzo eccezionale che se lo meritava viste le sue qualità tecniche e la sua voglia. Sono contento per tutti i ragazzi perché, avendo fatto parte di quel gruppo, so che tipo di uomini ci sono in quello spogliatoio.
Come giudichi il cammino del Taranto quest’anno? Avendo vissuto la squadra, quali credi siano stati i punti di forza di quest’ultima?
Penso che la forza del Taranto sia stato il gruppo. Quando sono stato lì ho capito che c’era un grande mister ed un gruppo che lo ascoltava e andava avanti con voglia, fame e cattiveria agonistica. In una stagione senza tifosi, costretti a stare fermi tre settimane e a giocare ogni 3 giorni credo che la chiave sia stato il gruppo e la capacità di adattarsi a questa particolare annata. Ci sono ragazzi molto forti in quella squadra, ma l’umiltà è stata il miglior pregio di tutti.
Come deve organizzarsi ora la società secondo te? Che tipo di squadra bisogna costruire per la Serie C?
Secondo me la società dovrebbe fare qualcosa di importante. Sarebbe piacevole rivedere tante riconferme, perché, come ho detto prima, il gruppo ha fatto la differenza. Dalla Serie D alla C non credo ci sia tantissima differenza a livello tecnico, quindi confermare tanti di questi ragazzi e aggiungere qualche ragazzo di qualità e che ha fatto già esperienza in questa categoria sarebbe secondo me una giusta scelta.
Che giudizio dai anche al girone C che verrà, pieno di piazze dal blasone importantissimo?
Solamente a guardare un girone così il cuore ti batte forte. Penso che sarà un campionato molto particolare, perché ci sono tantissime piazze importanti insieme che vorranno tutte far bene e hanno tra l’altro l’obbligo di lottare per qualcosa di importante. Sarà sicuramente una gioia per chi giocherà questa Serie C; immaginiamo chi alla fine la vincerà cosa potrà provare.
Dopo l’esperienza a Taranto sei andato a Gravina, squadra con la quale avete ottenuto una difficile salvezza. Come è stata questa esperienza?
È stata una esperienza tosta, dura, ma bellissima; sono maturato tantissimo. Per me è come se avessimo vinto un campionato, perché sono arrivato quando la rosa era stata cambiata, con un mister nuovo che poi è stato a sua volta esonerato e una società e una piazza che non erano abituati a fare un campionato di così bassa classifica. Siamo stati bravi ad adattarci; salvarsi non era per niente semplice e quando lo abbiamo fatto ad una giornata dalla fine per noi è stato davvero bellissimo. Sono cresciuto tantissimo quest’anno in tutte e tre le squadre in cui ho militato, soprattutto perché mi sono adattato alle diverse situazioni e ai diversi obiettivi.
In chiave mercato hai già sentito qualche squadra o è ancora tutto fermo?
Ancora penso che sia abbastanza presto. Sicuramente ci sono già squadre impegnate nel calciomercato; io però dopo la fine della stagione avevo solo voglia di tornare dalla mia famiglia e prendermi una vacanza. Tra due settimane sicuramente comincerò a guardarmi intorno, però per ora ho staccato la spina e penso solamente alla mia famiglia. Speriamo comunque arrivi qualche chiamata importante perché io ho tanta voglia di tornare in Italia; vedremo cosa succede.
Marco Mannino













