Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, la società Foggia Calcio 1920 è stata posta in amministrazione giudiziaria per gravi sospetti di permeabilità alla criminalità organizzata. Il provvedimento, eseguito dalla Polizia di Stato, è frutto di una proposta congiunta del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, del procuratore distrettuale di Bari Roberto Rossi e del questore di Foggia Alfredo D’Agostino.
La decisione arriva in un contesto allarmante: nella stessa giornata, sono state arrestate quattro persone accusate di tentata estorsione ai danni del presidente del club, Nicola Canonico. Si tratta di Marco Lombardi, Danilo Mustaccioli, Massimiliano Russo e Fabio Delli Carri, tutti pluripregiudicati, finiti in carcere su ordinanza del gip Antonella Cafagna.
Il piano della criminalità foggiana: intimidazioni per il controllo del club
Le indagini hanno documentato un vero e proprio piano estorsivo messo in atto da gruppi ultras legati alla Società Foggiana, con l’obiettivo di costringere Canonico a cedere la proprietà del club per un valore nettamente inferiore a quello reale. Il rifiuto da parte del presidente di affidare a questi gruppi la gestione di sponsorizzazioni, accrediti e rapporti professionali interni ha dato il via a una campagna di minacce e violenze.
Tra gli episodi più gravi figurano:
- il 18 giugno 2023, colpi di fucile contro l’auto dell’allora capitano del Foggia;
- il posizionamento di un ordigno rudimentale sotto l’auto del vicepresidente Emanuele Canonico, a Modugno;
- due tentati incendi dolosi alle vetture dei dirigenti, uno dei quali con la partecipazione di un minorenne.
Attraverso intercettazioni e perquisizioni, è stato possibile ricostruire l’intero disegno criminale. Un documento manoscritto trovato durante le indagini riportava in forma criptata gli obiettivi delle azioni intimidatorie, riconducibili a una delle “batterie” mafiose locali.
52 Daspo e infiltrazioni societarie
Oltre agli arresti, la Polizia ha notificato 52 Daspo “fuori contesto” a soggetti della provincia di Foggia con precedenti per mafia e droga. Le indagini hanno anche evidenziato infiltrazioni dirette nella società. In particolare, Marco Lombardi, vicino al clan Sinesi-Francavilla, avrebbe sfruttato una relazione con una dipendente del club per introdursi nell’ambiente, ottenendo compensi per false sponsorizzazioni e una vettura a noleggio.
Infine, la DDA ha acceso i riflettori anche sulla gestione del bar della Tribuna centrale dello stadio Zaccheria, dove risultava coinvolta la compagna di un altro noto pregiudicato, Francesco Pesante.
Il Tribunale di prevenzione di Bari (presidente relatore Giulia Romanazzi) ha disposto l’affidamento della società in amministrazione giudiziaria, accogliendo la richiesta presentata il 7 marzo ai sensi del Codice antimafia. L’incarico è stato affidato al professor Enzo Chionna, di Bari.













