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Taranto 2026, il Pattinodromo prende forma: Ferrarese annuncia nuovi investimenti e il completamento del PalaRicciardi

Giochi del Mediterraneo, nove offerte per la gestione degli impianti: in campo imprenditori, federazioni e società sportive

Dal centro tennis Magna Grecia al PalaRiccardi, passando per PalaMazzola e stadio del nuoto: il Comune di Taranto ha avviato la valutazione delle proposte. Attesi gli affidamenti tra settembre e novembre

Nove offerte per sette impianti sportivi realizzati o riqualificati in vista dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. È questo il quadro emerso alla chiusura dell’ultimo avviso pubblicato dal Comune di Taranto, come riporta il Quotidiano, che punta ad affidare a soggetti privati la gestione di una parte delle strutture utilizzate per la manifestazione internazionale.

Tra i nomi che, secondo indiscrezioni, avrebbero manifestato interesse figurano imprenditori, società sportive e federazioni nazionali. Per il centro tennis Magna Grecia ci sarebbero il costruttore Antonello Cassalia e gli imprenditori legati a Soget. Cassalia è già attivo nel settore sportivo attraverso Mediterraneo Village, società che gestisce la piscina di via Bruno, dotata di una vasca da 25 metri per 16, otto corsie e una seconda vasca dedicata ai bambini. Soget, società attiva nella gestione delle entrate e dei tributi e nei servizi di supporto agli enti pubblici e privati, è inoltre collegata al resort Mon Rêve.

Per il PalaMazzola si sarebbe fatto avanti il presidente di Confapi, Fabio Greco, imprenditore attivo nei comparti metalmeccanico e navalmeccanico, attraverso le imprese Jolly e Bluebay, rispettivamente impegnate nelle lavorazioni metalmeccaniche e nel settore turistico.

Sempre nell’ambito delle proposte figurerebbe anche un’associazione temporanea di impresa composta da Asd Virtus ed Elisabetta Zelatore, presidente della Prisma Volley.

Per il PalaRiccardi, invece, assume particolare rilievo l’interesse della Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera, che aveva già manifestato la propria disponibilità prima della pubblicazione degli avvisi comunali. La federazione, a differenza della Fin, non avrebbe richiesto una contribuzione economica al Comune, disponendo di maggiori margini di manovra anche sul piano finanziario.

Sul fronte della gestione degli impianti compare inoltre l’ingegnere Enrico Cinquegrana, ceo di Empired Real Estate Development. La società, in associazione temporanea di impresa con Tennis Tecnica srl, ha recentemente completato a Taranto, grazie a un finanziamento Pnrr, un impianto polivalente destinato a rugby, football americano e baseball. Una struttura di circa 24mila metri quadrati nel quartiere Paolo VI, tra corso Buozzi e via De Gasperi, che rappresenta una configurazione particolarmente innovativa per il panorama italiano.

Diverso il discorso per lo stadio del nuoto Torre D’Ayala, per il quale l’offerta sarebbe una sola. La Federazione italiana nuoto avrebbe proposto al Comune una formula che prevede a carico dell’amministrazione le spese di gestione dell’impianto, quantificate in circa 700-800mila euro l’anno, garantendo invece il personale. Una soluzione che, al momento, appare difficile da sostenere per le casse comunali.

Proprio per ridurre l’impatto dei costi energetici, il Comune starebbe valutando la possibilità di coinvolgere il commissario straordinario Massimo Ferrarese per sostenere la spesa relativa alle batterie di accumulo dell’impianto fotovoltaico del Torre D’Ayala. L’intervento era già stato inserito, con una previsione di circa 380mila euro, nel plafond di circa 8 milioni destinato a lavori aggiuntivi per Taranto, reso possibile dalle ulteriori risorse stanziate dal Governo per i Giochi e per la città, oltre al recupero della quota precedentemente sottratta ai 275 milioni dei due masterplan commissariali.

Nel dettaglio, le nove offerte ricevute dal Comune riguardano sette impianti. Per il primo gruppo si registra un’offerta unica relativa allo stadio del nuoto, al PalaRiccardi, allo stadio di atletica Valente e al PalaMazzola, oltre a due ulteriori proposte per il PalaMazzola e una proposta congiunta per PalaRiccardi e stadio Valente. Per gli altri impianti sono arrivate cinque offerte: due per lo stadio Paradiso e tre per l’insieme formato dal centro tennis Magna Grecia e dal parco urbano sportivo.

Non rientra invece nella procedura lo stadio Iacovone, impianto simbolo dei Giochi e destinato a ospitare le principali gare di calcio, per il quale il gruppo Ladisa, cui fa capo il Taranto Calcio, ha già presentato una proposta di project financing. Il procedimento seguirà quindi un iter distinto.

Adesso il Comune ha avviato la fase di valutazione delle offerte. Il cronoprogramma prevede di arrivare agli affidamenti entro settembre per lo stadio di Talsano, il centro tennis e il parco urbano sportivo, mentre per gli altri impianti la conclusione della procedura è prevista entro novembre.

I due gruppi di strutture seguono inoltre percorsi amministrativi differenti. Centro tennis, stadio di Talsano e parco urbano sportivo rientrano nell’articolo 5 del decreto legislativo 38/2021, che disciplina l’affidamento diretto e gratuito della gestione di impianti sportivi pubblici a società e associazioni sportive senza fini di lucro. Gli altri impianti seguono invece le procedure previste dall’articolo 193 del decreto legislativo 36/2023, relativo al partenariato pubblico-privato e alle modalità di collaborazione tra amministrazione e operatori privati.

Resta infine aperta la possibilità di un intervento del commissario Ferrarese per sostenere la fase di avvio della gestione degli impianti. Un’ipotesi già prospettata in passato dallo stesso commissario, ma che sarà legata alle risorse effettivamente disponibili al termine dei Giochi. Per Taranto, dunque, la sfida non si chiuderà con l’assegnazione delle medaglie: la vera partita sarà trasformare gli impianti di Taranto 2026 in strutture capaci di produrre sport, attività e servizi anche dopo la conclusione della manifestazione.

Tags: Sport
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