In vista della partita casalinga del Taranto che ospiterà il Potenza, abbiamo ascoltato il doppio ex Giuseppe Genchi, punta centrale classe 1985.
Sei stato a Taranto in tre stagioni differenti, in quella 2014/2015, 2015/2016 e in quella 2019/2020. Che differenza hai trovato da una stagione all’altra e come ti sei trovato a Taranto?
“Partiamo dal fatto che sono stati gli anni migliori della mia carriera, quindi mi sono trovato benissimo. Basta dire questo e non ci sta altro da dire. La differenza tra i primi due anni e l’ultimo è che i primi due anni ero io un’incognita, il primo anno era un’incognita il campionato perché venivamo da un quasi fallimento poi ci prese all’ultimo Campitiello. Quindi avevamo forse meno pressione ma abbiamo fatto benissimo. Il secondo anno cambiò la presidenza, quindi c’è stato un altro progetto, l’attenzione era alta, non si sapeva mai come poteva andare a finire. Però ce la siamo cavata, abbiamo fatto bene, abbiamo fatto un grande campionato, però poi abbiamo fallito l’obiettivo. Diciamo che comunque ci siamo tolti grandi soddisfazioni e sono stato benissimo. Il terzo anno, l’anno del 2019, è stato un anno progettato benissimo, fatto con una grande squadra, però son venute meno tante cose, tante cose che non andavano, tanti risultati che non venivano e quindi mancava forse un qualcosa, non bastava solo essere tutti uniti, anche essere forti fuori dal campo o comunque a livello di gruppo. Poi il covid ci ha messo la mano e quindi è stato un anno disastroso, a differenza degli altri miei due.”
Nelle stagioni di mezzo sei stato prima a Monopoli e poi arrivi a Potenza. Che campionati sono stati e come ti sei trovato?
“Diciamo che il primo anno sono andato subito in serie C, l’anno in cui poi è stato ripescato anche il Taranto. C’è stato il primo ritorno da diretto avversario contro il Taranto, tra l’altro in Lega Pro, dove ho pure segnato poi allo Iacovone, da ex. È stato un campionato un po’ difficile per me quello là, ritornavo in serie C dopo tanti anni, con una squadra buona, ma comunque difficile per poter affrontare una Lega Pro così importante com’era quell’anno. Il secondo anno a Monopoli invece sono arrivato a fare 14 gol, ormai mi ero ambientato bene nella categoria, avevamo una squadra un po’ più importante e obiettivi più importanti e siamo riusciti a raggiungerli facendo anche i play-off da quarti in classifica. A Potenza la stessa cosa, ho fatto un pò male, però abbiamo raggiunto comunque l’obiettivo che ci eravamo prefissati all’inizio dell’anno, facendo i play-off e arrivando ai quarti di finale. Quindi sono stati tre anni importanti in serie C e poi c’è stata la scelta di tornare a Taranto, perché comunque, dopo aver passato quei due anni meravigliosi, tornare a Taranto per me era una cosa bellissima da fare, soltanto che poi è andata a finire come sappiamo.
Sabato il Taranto ospiterà il Potenza. Da doppio ex, come vedi questa partita?
“Io ho giá visto le due squadre. Il Taranto con mister Capuano ha ritrovato un po’ di concretezza e di stabilità di squadra. Adesso sono più squadra in campo, sono più compatti, si aiutano. Sanno che non sono una squadra che può fare gioco, che può dettare i tempi di gioco in una partita. Sono una squadra che deve mantenere la partita sempre in bilico e poi cercare di affondare e le occasioni che possono avere devono cercare di sfruttarle al meglio. A differenza del Potenza che ha il potenziale un po’ più alto, diverso da quello del Taranto. Però ho visto che ha fatto un po’ di fatica in questo inizio di campionato, infatti solo mercoledì ha ottenuto la prima vittoria di campionato, a differenza del Taranto. Però credo che adesso il Potenza abbia qualcosina in più degli ionici. E’ chiaro che il Taranto giocando in casa in questo momento, anche se non ha una mano dalla gente, deve cercare di sfruttare questo fattore, perché è in casa che deve cercare di trovare la salvezza ma deve stare attento perché il Potenza ha un potenziale in avanti che è importante per questa categoria.”
Vedendo il campionato che hanno fatto fino ad adesso entrambe le squadre, se hai avuto modo di seguirlo, che idea ti sei fatto? C’è qualcosa che possono migliorare entrambe le squadre?
“Il Taranto è migliorato tanto dall’arrivo di Capuano, nel senso che si è compattato e sta limitando i danni, quello che gli manca è la fase offensiva. E’ chiaro che conosco l’allenatore e difficilmente gioca in maniera offensiva, è molto difensivista, però è più concreto, diciamo che vuole portare punti a casa. Parlando del Taranto in questo momento non ha un bagaglio tecnico importantissimo per la categoria, però spero che si trovino a gennaio in un altro punto della classifica in modo da poter cercare comunque qualcosa di importante. Secondo me dei giocatori che sono stati mandati via potevano rimanere, gente come Giovinco e altri giocatori importanti che avrebbero fatto bene. Ambientarsi a Taranto non è facile e avendo fatto già un anno li, potevano fare ancora meglio. Il Potenza è già più squadra in questo momento, hanno dei giocatori importanti e qualcosa sicuramente faranno a gennaio, però credo che hanno qualcosina in più del Taranto, a livello di fattori e di qualità. Credo che sarà una partita abbastanza equilibrata, conoscendo mister Capuano, il Taranto in più potrebbe avere il vantaggio dello stadio se avesse la sua gente.”
Fino ad adesso hai fatto una carriera brillante. Adesso quali sono i tuoi progetti per il presente e per il futuro?
“Ti ringrazio per la domanda e per la carriera eccellente anche se speravo di fare meglio. E’ un periodo negativo, nel senso che dopo aver subito un infortunio al crociato nel 2020/2021, l’anno scorso ho fatto 12 partite e 7 gol. Purtroppo adesso sono senza squadra, attendo qualche chiamata che mi soddisfi, nel senso che comunque mi dia la possibilità di rimettermi in gioco. Quindi per adesso il progetto è di continuare a giocare, e aspetto qualche chiamata, poi nel mentre pensiamo anche a quello che sarà il dopo. Però per il momento aspetto ancora una chiamata per continuare a giocare.”
Francesca Raguso













