di Francesco Pio Vinci
Come arrivano a questa sfida Taranto e Potenza?
Io credo che il Taranto sia molto motivata a vincere, perché anche se si trova in piena zona play-off, arrivare sesto o quinto non è la stessa cosa quindi più in alto arrivi meglio è. Poi giocare allo Iacovone è sempre un’arma in più, visto che Capuano è riuscito anche a far ritornare il pubblico sugli spalti e questo, ripeto, non può che essere un’ arma in più per il Taranto. Per quanto riguarda il Potenza, penso che sia indecifrabile, perché fa delle buone prestazioni ma fa anche prestazioni sottotono. Dal Taranto, quindi, quindi mi aspetto una partita da Taranto con la voglia dei tre punti, dal Potenza, invece, non saprei bene cosa aspettarmi perché cambia molto le prestazioni da una partita all’ altra.
Che ricordi ha con la maglia del Taranto?
Beh con il Taranto sicuramente il campionato vinto, se non sbaglio, dopo 23 anni quindi i ricordi non possono che essere positivi. Eravamo tornati allo Iacovone, dopo l’ultima partita di campionato vinta e per me quello rimarrà per sempre un ricordo indelebile. Quel finale di stagione l’ho giocato senza un ginocchio, senza una spalla però ho continuato perché l’ho fatto con tanta passione.
Con quella del Potenza?
Qui a Potenza ho la mia vita, vivo qui, poi c’è mio figlio che è più potentino che argentino e quindi, niente, ora sto lavorando con il settore giovanile. Ho anche tanti amici qui, però posso dire che anche a Taranto ho lasciato un pezzo del mio cuore perché vincere lì non è da tutti.
Lei pensa che il -4 abbia un po’ influito sul morale della squadra di Capuano?
È sempre difficile assorbire questo tipo di situazioni, perché vanno a penalizzare quello che tu fai in campo perché quando fai tante cose per ottenerle ma poi alla fine te le tolgono, è normale che sia difficile; perché poi diventa un po’ un’ ingiustizia per Capuano e i ragazzi, però comunque sono sempre lì in piena zona play-off. Non bisogna mollare ora, anzi, si deve continuare a lottare e ad andare avanti anche perché sei a Taranto non in un posto dove non fa niente se vinci o perdi.














