Il Taranto batte per 3-1 il Fasano, faticando nella prima fase di gara, forse a causa del cambio modulo inaspettato con il quale la squadra brindisina è scesa in campo. Dopo il rigore parato da Antonino i rossoblu prendono fiducia e iniziano la loro partita. Analizziamo ora, reparto per reparto, la squadra di mister Panarelli nella partita di domenica:
PORTIERE: Arrivato tra le tante critiche per gli “orrori” di Cavalli, con il passare delle partite si è guadagnato la fiducia di Panarelli ma soprattutto la convinzione da parte della tifoseria sul fatto che sia un grande portiere. Domenica ha confermato il tutto, con un miracolo e un rigore parato nel giro di 3 minuti. Rimedia bene, dunque, ai pasticci commessi in particolare da Carullo e infonde sicurezza a tutto il reparto difensivo, ma anche al pubblico sugli spalti.
DIFESA: Inizio molto incerto da parte di tutto il reparto arretrato degli ionici, soprattutto con le defezioni di Bova e Carullo che sono i due più in difficoltà. Il terzino classe ’99 commette due errori molto gravi che rischiano seriamente di compromettere il cammino del Taranto sin dai primi minuti del match. Fatica anche Pelliccia, che però inventa un grande assist per Oggiano sul goal dell’1-0, ma concede troppo spazio a Corvino sul momento del pareggio fasanese. Bene, come sempre, Antonio Ferrara, che gioca l’ennesima grande partita e risulta ancora una volta tra i migliori in campo dei rossoblu.
CENTROCAMPO: Fatta eccezione per la fase iniziale, forse il centrocampo più solido e compatto visto dall’inizio della stagione, con due interpreti che insieme avevano sempre faticato a trovare il giusto feeling. In crescendo la prestazione di Stefano Manzo, che prende bene le misure ed inizia a recuperare tante palle in mezzo al campo garantendo una certa copertura difensiva anche ai 4 di dietro. Superba, invece, la gara giocata da Max Marsili, assolutamente la migliore in stagione. Precisione nelle giocate, fluidità nella manovra e goal sfiorato in almeno due occasioni.
TREQUARTI: Torna a far paura la trequarti rossoblu, con un Oggiano in particolare forma che realizza un goal e un assist importantissimi. Torna al goal Stefano D’Agostino che fatica come tutto il gruppo nel primo tempo, ma nella ripresa, anche grazie all’ingresso di Ciro Favetta, riesce a ritagliarsi più spazi ed a giocare sempre più palla al piede arrivando alla quindicesima rete in campionato dopo una bella trama offensiva con Marsili. Buona gara di Esposito, al quale viene negato un rigore abbastanza netto.
ATTACCO: Partita di sacrificio quella giocata da Antonio Croce, che anche contro il Fasano si guadagna un calcio di rigore non fischiato dal direttore di gara. Protegge palla e cerca di far salire la squadra, ma la giocata cruciale è quella effettuata a centrocampo per dare poi il via al goal del 2-1 del Taranto. Decisivo l’ingresso di Ciro Favetta che dimostra la sua imprescindibilità nell’11 rossoblu. Lotta, corre, protegge palla e porta con sè sempre due uomini avversari e libera lo spazio a D’Agostino e ai due esterni per rendersi pericolosi.
ALLENATORE: Ancora una volta, è lui il vero uomo partita per il Taranto. Con un cambio azzardato, che lascia tutti perplessi, risolve una partita che poteva lasciare l’amaro in bocca a tutte le persone presenti sugli spalti. Favetta, attaccante, per Bova, difensore, con la difesa composta da soli under e il Taranto che non solo passa in vantaggio, ma raddoppia anche il distacco dai fasanesi e porta a casa il quattordicesimo risultato utile consecutivo.
Simone Pulpito














