di Maurizio Mazzarella
Ci sono immagini che un cronista è chiamato a raccontare e altre che, prima ancora di essere descritte, devono essere vissute. La visita serale della redazione di GiornaleRossoBlu.it all’interno del cantiere del nuovo stadio Erasmo Iacovone appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Varcato l’ingresso, con il nuovo impianto di illuminazione completamente acceso, la sensazione è stata immediata. Lo sguardo si è perso tra le tribune, i colori, le geometrie di un impianto che ormai ha assunto un’identità precisa. Per qualche istante è sembrato quasi di non trovarsi più in un cantiere, ma in uno stadio pronto ad accogliere il suo pubblico.
Ed è stato inevitabile pensare alla storia del Taranto.
Una storia lunga quasi cento anni, fatta di passione, appartenenza e sacrifici. Una storia che tra non molto raggiungerà il traguardo del centenario e che sembra trovare proprio nel nuovo Iacovone la sua naturale continuità. Guardando quelle gradinate illuminate è stato facile immaginare migliaia di tifosi, le bandiere rossoblù a colorare ogni settore, i cori, le emozioni delle grandi occasioni.
È un’immagine che oggi appartiene ancora al futuro, ma che appare sempre meno lontana.
La visita ha permesso di osservare da vicino lo stato dei lavori. L’impressione generale è quella di un’opera ormai definita in ogni suo elemento principale. Le sedute, rigorosamente nelle tinte rosse e blu, sono già installate e trasmettono immediatamente il senso di appartenenza che uno stadio deve avere. La nostra redazione ha voluto testarne anche la comodità, riscontrando una qualità all’altezza di un impianto moderno.
Particolarmente suggestivo il colpo d’occhio offerto dall’illuminazione. I nuovi fari valorizzano l’intera struttura e restituiscono l’immagine di uno stadio che, anche di sera, si presenta con un impatto scenografico importante.
I lavori proseguono nel frattempo sugli ultimi dettagli. È in fase di perfezionamento l’impianto di irrigazione, passaggio fondamentale in vista della posa del manto erboso. Un aspetto sul quale, non persiste dubbio: il terreno di gioco sarà realizzato in erba naturale. In precedenza, sono state accantonate le ipotesi di un fondo sintetico o misto.
Tra gli ultimi elementi attesi figurano anche i due nuovi tabelloni elettronici. I maxischermi sono già arrivati dalla Cina e si trovano in Italia; il loro arrivo a Taranto è previsto per il prossimo 7 luglio, completando così la dotazione tecnologica del nuovo impianto.
Durante il sopralluogo la redazione ha visitato anche l’area Hospitality, ancora da ultimare e arredare, ma già capace di far intuire quale sarà il livello dei servizi destinati ad accogliere ospiti, sponsor e istituzioni durante gli eventi.
Alla visita hanno partecipato il direttore Maurizio Mazzarella, insieme ai collaboratori Domenico Ciquera e Angelo De Marco, autore del servizio fotografico che documenta una serata destinata a rimanere tra le più significative nella storia recente del calcio tarantino.
Quella vissuta allo Iacovone è stata anche una risposta, forse la migliore possibile, alle numerose critiche che negli ultimi mesi hanno accompagnato la realizzazione dell’opera. Le osservazioni costruttive sono sempre utili quando contribuiscono a migliorare un progetto; diverso è il caso delle polemiche strumentali, che rischiano di oscurare il valore di un investimento destinato a cambiare il volto della città.
Il nuovo Iacovone non rappresenta soltanto la futura casa del Taranto. È una delle opere simbolo del percorso di rilancio legato ai Giochi del Mediterraneo e costituisce un patrimonio che resterà a disposizione dell’intera comunità ben oltre la manifestazione sportiva.
Osservandolo illuminato, con le tribune ormai complete e i lavori che procedono verso le rifiniture finali, emerge una certezza: Taranto avrà finalmente uno stadio moderno, funzionale e all’altezza della propria storia.
Ora manca soltanto il pubblico.
Perché uno stadio, per quanto bello possa essere, diventa davvero casa solo quando si riempie di passione. E lo Iacovone, guardandolo ora di sera, sembra già pronto ad accoglierla.














