Il quarto posto dell’Italia Under 18 ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 lascia inevitabilmente un po’ di rammarico, ma anche la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza importante. Gli Azzurrini sono stati sconfitti 4-1 dal Marocco nella finale per la medaglia di bronzo, al termine di un torneo affrontato con cinque partite in pochi giorni.
Il commissario tecnico Daniele Franceschini invita però a guardare agli aspetti positivi. «Guardo il bicchiere mezzo pieno. Sapevamo che sarebbe stata dura e che non sarebbe stato facile. Avevamo anche della stanchezza accumulata, ma non vogliamo cercare alibi».
Il tecnico azzurro riconosce i meriti degli avversari: «Abbiamo trovato una squadra forte fisicamente e ben strutturata, che ci ha messo in difficoltà. Noi dobbiamo comunque guardare agli aspetti positivi e all’esperienza che questa competizione ci sta regalando».
Tra i protagonisti della sfida c’è anche Diallo, che non cerca attenuanti per la sconfitta. «Non possiamo rimproverarci nulla, la prestazione c’è stata. Loro sono stati bravi, ma noi abbiamo dato tutto». L’attaccante respinge anche l’ipotesi che il caldo e il calendario abbiano condizionato la prestazione: «Non abbiamo sofferto né il caldo né il fatto di aver giocato ogni tre giorni. Siamo arrivati alla partita nelle condizioni giuste e abbiamo cercato di fare la nostra gara fino alla fine».
Resta comunque il dispiacere per aver mancato il podio: «Peccato per il bronzo, ci tenevamo tanto. Abbiamo comunque dato tutto quello che avevamo».
Particolarmente significativo il bilancio di Jacopo Landi, che ha vissuto da protagonista l’esperienza tarantina. «La partita poteva andare meglio. Loro hanno fatto una grande gara, trovando anche dei gol inusuali, ma non possiamo rimproverarci nulla perché abbiamo dato tutto quello che avevamo».
Per Landi, al di là del risultato, resterà il ricordo dell’atmosfera vissuta a Taranto: «È un’esperienza che porterò nel cuore. Questo stadio mi rimarrà dentro e anche la gara contro il Kosovo è stata bellissima, soprattutto per l’atmosfera che abbiamo vissuto e per il sostegno del pubblico».
Sulla stessa linea il capitano Donato, che riconosce la superiorità del Marocco senza rimpianti sul piano dell’impegno. «Abbiamo fatto tutto il possibile, ma loro sono stati più bravi. Abbiamo cercato di giocare la nostra partita e di mettere in campo tutte le energie che avevamo a disposizione».
Nella ripresa l’Italia ha provato a cambiare l’inerzia della gara: «Anche nella ripresa abbiamo provato a cambiare qualcosa e le forze fresche ci hanno aiutato, ma purtroppo è andata così».
Resta dunque il quarto posto, ma anche un bagaglio di esperienza importante per una Nazionale molto giovane, chiamata a confrontarsi con avversari più esperti e fisicamente strutturati. Il percorso di Taranto rappresenta così una tappa significativa nella crescita degli Azzurrini, con lo sguardo già rivolto ai prossimi appuntamenti internazionali.














