di Domenico Palmiotti – Il Quotidiano
Parte molto probabilmente stamattina, destinataria la Procura della Repubblica e il giudice del Tribunale di Taranto, Costanza Chiantini, la lettera che chiede il dissequestro della curva Sud dello lacovone in modo da consentire la demolizione dell’anello inferiore dello stadio in vista della ristrutturazione per i Giochi del Mediterraneo. La firmano insieme il sindaco Rinaldo Melucci e il commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese. Nella missiva si chiede anzitutto il dissequestro e, in subordine, di consentire l’accesso nelle aree di cantiere e il contestuale avvio dei lavori da parte della società aggiudicataria della demolizione, la Impresit spa di Palestrina (Roma).
Nelle premesse della lettera, si riepiloga la vicenda, la sua evoluzione, si mette in evidenza l’importanza dei lavori ai fini della riqualificazione dell’impianto sportivo e si confida nell’accoglimento di quanto chiesto.
Il giudice Chiantini è Quello che ha in mano il caso. Alla curva Sud ci sono i sigilli dal sei settembre 2023, quando i tifosi del Foggia causarono un incendio che danneggiò la struttura e distrusse anche i materiali accatastati sotto la stessa curva, ovvero i rotoli che sarebbero serviti al rivestimento della pista del vicino campo di atletica. Pare che inizialmente la lettera dovesse essere solo del sindaco, essendo l’impianto di proprietà comunale e avendo il Comune già avanzato, nei mesi scorsi, due richieste di dissequestro, entrambe respinte dall’autorità giudiziaria. Poi si è deciso per la missiva congiunta. Anche perché il 15 ottobre i lavori di demolizione saranno consegnati all’Impresit che quindi a breve potrà avviare il cantiere e mettersi all’opera.
Ma se la curva Sud rimarrà con i sigilli, l’impresa potrà fare ben poco, considerato che anche la curva Nord è bloccata ma per un motivo diverso. Ovvero, in questo caso si è deciso di posticiparne la demolizione con l’avvio della ristrutturazione dello lacovone, che parte a gennaio. E ciò per non pregiudicare l’uso degli spogliatoi da parte dei calciatori del Taranto.
Non va trascurato che i tempi per un’opera complessa come lo lacovone – è l’appalto più rilevante dei Giochi, 59 milioni e 750mila euro – sono già al limite, per cui ogni ritardo, ogni slittamento, rischia di causare un intralcio ulteriore.
E dall’appalto più rilevante economicamente a quello simbolo dei Giochi: la costruzione dello stadio del nuoto. Ieri pomeriggio il commissario Ferrarese, i suoi tecnici e il Rup del progetto stadio del nuoto, Alessandro Zito, hanno incontrato i rappresentanti dell’impresa Ferraro spa di Roma, vincitrice dell’appalto. È stato effettuato un sopralluogo sulle aree dei lavori, aree di Torre D’Ayala attigue alla Camera di Commercio. Lunedì comincerà la progettazione esecutiva delle due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna e avverrà la consegna delle aree.
L’impresa ha 27 giorni per completare il progetto esecutivo.
Nello stesso periodo la Ferraro avvierà la bonifica dagli eventuali ordigni bellici e preparerà il cantiere. Ferrarese ha evidenziato che questo è l’intervento simbolo dei Giochi in quanto si parte da zero. Rispetto allo lacovone o al PalaRicciardi, non c’è nulla infatti. Il commissario ha inoltre evidenziato che se l’impresa porterà a termine con successo il lavoro, ne ricaverà anche un beneficio d’immagine, che invece sarà negativo in caso contrario. I tecnici della Ferraro sono apparsi consapevoli della sfida che li attende e hanno annunciato al commissario di aver già contattato, visti i lunghi tempi di consegna, le aziende che possono fornire le coperture dello stadio del nuoto che saranno in legno lamellare.














