di Vito Di Noi – Il Quotidiano
Nessuna penalizzazione in classifica inflitta al Taranto, almeno per il momento: è l’orientamento deciso dal Tribunale Federale, desideroso di vederci chiaro su una vicenda in particolare che, a conti fatti, chiara non è neppure alla giustizia sportiva. Necessario, però, un passo indietro: lo scorso 20 settembre, la Procura deferiva la società ionica – a titolo di responsabilità propria e diretta – per l’inadempienza legata al pagamento degli emolumenti, relativi alla mensilità di giugno, entro la scadenza federale del primo agosto. Oltre a stipendi e contributi, per un importo complessivo di 121.418 euro, all’appello mancava anche il compenso di 5.657 euro da corrispondere a Mauro Semprini, relativo a un accordo di natura economica intercorso, in precedenza, tra le parti.
Il Taranto avrebbe riconosciuto parzialmente le sue colpe. La prima, oggettiva, ha riguardato il pagamento in ritardo delle spettanze di giugno: d’altronde, anche Fabrizio Lucchesi, al momento del suo insediamento (8 agosto), senza troppi giri di parole affermò che il club avrebbe ricevuto una penalizzazione per ritardo nei pagamenti da corrispondere ai tesserati. Due punti in meno, quindi, certi. La vicenda “balla” per quel che riguarda, invece, il caso Semprini: a quest’ultimo, infatti, la società non avrebbe dovuto corrispondere, entro il primo agosto, un emolumento, bensì un indennità, nel caso specifico dovrebbe trattarsi dell’incentivo all’esodo. Il punto di forza del Taranto riguarda la probabile “non indicazione” di una data limite entro cui corrispondere, quanto dovuto (5.657 euro), a Semprini ed ecco perché, nella fattispecie, la segreteria del club si aggrappa ad altri casi analoghi che hanno punito le società in questione “soltanto” con un’ammenda e non con punti di penalizzazione in graduatoria. In ogni caso, la formulazione dell’accordo intercorso tra il Taranto e Semprini dovrà giungere, in copia originale, al Tribunale Federale entro e non oltre il 31 ottobre; nel frattempo, preso atto della documentazione che giungerà, l’udienza è stata rinviata al 5 novembre.
In quella data, salvo disposizioni differenti, il Taranto riceverà “soltanto” due punti di penalizzazione che, sicuramente, avranno un peso specifico nella fisionomia di un campionato, a oggi, complicatissimo per i rossoblù, ma che non sono neppure quattro o perfino sei, come inizialmente avrebbe voluto chiedere la Procura. Una vicenda, quindi, su cui verrà messo il definitivo punto tra meno di un mese, ma che paradossalmente potrebbe avere effetti migliori sull’ingarbugliata vicenda societaria. L’eventuale compratore – indipendentemente dalla sua identità – rileverebbe una squadra non ancora condannata, seppur virtualmente, alla Serie D. Nella migliore delle ipotesi, infatti, i punti in meno sarebbero solo due e con un’adeguata campagna di rafforzamento a gennaio si potrebbe anche tentare il miracolo.
A preoccupare, però, è lo stallo che riguarda un eventuale closing: voci sempre più insistenti vedrebbero un rallentamento nella trattativa con il gruppo americano, ma per il resto trapela poco quanto nulla.
Ed ecco perché non è da escludere che, per risultare adempienti il prossimo 16 ottobre (scadenza federale per le spettanze di luglio e agosto), la strada più immediata possa essere quella di una sponsorizzazione, utile a immettere denaro liquido nelle casse societarie. Soluzione transitoria, ma senza passaggio di consegne anche lunica possibile, almeno in questo preciso momento storico di grande difficoltà.













