Va molto di moda in questi ultimi anni il termine “allenamento congiunto”, una pratica che ha parzialmente soppiantato le amichevoli ufficiali.
Qual è la differenza tra le due “pratiche”?
Sempre più spesso club di A B e C e le squadre dilettantistiche piuttosto che organizzare un’amichevole che avrebbe bisogno di autorizzazione preventiva dalla FIGC, con tutti gli annessi e connessi di una partita dai toni ufficiali, dalla terna arbitrale agli steward, dalle divise ufficiali al referto arbitrale, preferiscono organizzare un allenamento congiunto che non ha bisogno di particolari indicazioni, è equiparata ad una partitella del giovedì, non implica carattere di ufficialitá e soprattutto, cosa che a qualcuno risulterá strano, si può giocare con normali tenute da allenamento e senza numerazione ne ufficiale ne ufficiosa.
È un allenamento di due squadre con partitella finale.
In queste settimane di calcio estivo mi è capitato di aver visto un po di questi allenamenti, per esempio l’allenamento congiunto della Juventus che con il Pinerolo ha sfoderato una maglia azzurra di allenamento zeppa di sponsor ma così come ha fatto l’Inter contro il Novara, pertanto, non mi è sembrato ne’ strano ne’ oltraggioso che lo abbia fatto anche il Taranto nella prima uscita in “allenamento congiunto” contro la Rappr. Irpinia.
Tempi di un calcio che cambia. Anche i più nostalgici dovranno abituarsi così come ci si è abituati a terze maglie stravaganti che poco hanno con la storia delle societá costrette a sottostare alle regole del marketing degli sponsor tecnici.
Maurizio Corvino













